LA DIGNITA’ SECONDO BRITTANY E SECONDO MONS. CARRASCO

Tutti abbiamo seguito la triste vicenda di Brittany Maynard, la giovane insegnante americana che ha deciso di togliersi la vita da sé prima che a farlo fosse il cancro al cervello che la condannava comunque a morire, entro pochi mesi, di una morte atrocemente dolorosa.

Era inevitabile che sull’’argomento si discutesse, perché il tema è scottante: chi ha il diritto di decidere sul modo di terminare la propria esistenza? Era anche ovvio che la Chiesa cattolica si dichiarasse contraria dato che, secondo il credo cristiano, della vita di ciascuno può decidere sempre e soltanto Dio.

Meno ovvio è che la Chiesa si arroghi il diritto di decidere su cosa sia dignitoso e cosa no, ciò che invece ha fatto monsignor Carrasco de Paula, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, secondo il quale il suicidio assistito è un’’assurdità, in quanto “la dignità è un’’altra cosa che mettere fine alla propria vita”.

A mio modesto avviso, mons. Carrasco avrebbe fatto meglio a tacere; e volendo proprio esprimersi, avebbe dovuto farlo premettendo alle sue affermazioni due paroline semplici semplici: “secondo noi”.

Il concetto di dignità è molto soggettivo, e finché l’’applicazione di questo concetto da parte dei singoli non reca danno a nessuno, salvo eventualmente a chi lo fa, nessuno ha il diritto di esprimere giudizi assoluti.

Brittany ha fatto la sua scelta: ha rifiutato di farsi distruggere, nel corpo e nello spirito, da una malattia spietata e di scegliere lei, in piena libertà e prima di vedersi diventare altro da sé, il momento in cui staccare la spina. Secondo monsignor Carrasco questo gesto non contiene dignità? Liberissimo di pensarlo; ma riconosca ad altri il diritto di pensarla altrimenti e si astenga -– come dovrebbe fare ognuno -– dall’’ergersi a giudice di scelte che, lo ripeto, appartengono solo a chi, non condividendo evidentemente le sue opinioni, quelle scelte consapevolmente e liberamente decide di fare.

Non me ne voglia, monsignore: ma spesso la dignità sta anche nel saper tacere.

Giuseppe Riccardo Festa

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