IL SILENZIO ASSORDANTE DEGLI ISLAMICI MODERATI

C’’è un silenzio assordante che non si può non notare, dopo l’’orrore della notte di sangue di Parigi, e che emerge dal coro delle voci di sdegno e condanna che si leva da ogni parte del mondo.

È il silenzio dei musulmani moderati.È la loro la voce che vorremmo sentire più forte, ma quella voce tace; o se non tace si leva troppo flebile, troppo incerta e vaga. Perché?

Sono tanti, in Europa e in Italia, i musulmani che vivono e lavorano e non hanno niente da spartire con i fanatici assassini che mettono di nascosto le bombe sugli aerei, accoltellano a tradimento un ebreo o sparano a casaccio in mezzo a una folla innocente. È ora che si decidano, questi musulmani, a un’’azione decisa, netta, chiara e inequivocabile che segni un taglio netto fra loro e gli assassini.

È ora che capiscano che il loro silenzio, o un dissenso manifestato troppo tiepidamente, alimenta il clima ormai parossistico che li circonda. Anche volendo prescindere dal dovere del rifiuto, debbono rendersi conto di quanto sia anche nel loro interesse dimostrarsi in modo chiaro e non equivoco lontani dal quel modo di interpretare l’’Islam.

Non basta più, ammesso che sia mai bastato, dirsi nemici del terrorismo e amanti della pace, e fermarsi là. È ora che le comunità islamiche, in Italia e in Europa, si rendano parte attiva nell’’individuare, isolare e denunciare i loro membri in odore di simpatie jihadiste.

Non è più tempo per gli islamici moderati, di distinguo e incertezze, né di dubbi e ritrosie: è tempo di fatti concreti. L’’alternativa è il sospetto di complicità o quantomeno di contiguità con gli integralisti e questo sospetto andrà ad alimentare l’’ondata di xenofobia che già sta montando; e che se non si decideranno a darsi da fare, per quanto sincera sia la loro dichiarata estraneità, finirà per travolgerli.

Giuseppe Riccardo Festa

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