Raduno nazionale degli alpini, molestie ad una ragazza di 26 anni

Finalmente qualcuno ha sporto denuncia. Una ragazza di 26 anni si è presentata alla caserma dei carabinieri di Rimini e ha messo nero su bianco. Ha denunciato le ripetute molestie subite da parte di un gruppo di partecipanti al raduno nazionale degli alpini. Un racconto raccapricciante e delirante delle forti e ingiustificabili avances e descrizione dei protagonisti. Una denuncia che, speriamo tutti, apra la strada all’inchiesta della Procura di Rimini per l’accertamento delle eventuali responsabilità.

Adesso bisogna fare tutto il possibile, perché i comportamenti raccontati da alcune donne sono gravissimi. Episodi che andranno accertati quanto prima dagli organi competenti, ma che non possono e non devono essere sottovalutati. Parliamo di circostanze che rappresentano l’opposto dei valori morali sempre espressi dagli alpini. Non so proprio cosa sia passato per la mente di queste persone. Il punto più grave è quello che non si tratta di un episodio singolo, ma di più situazioni quasi a dimostrare che era qualcosa ormai di consuetudinario che si ripete in queste occasioni di adunanze.

La prima coraggiosa denuncia è di una ragazza che sarebbe stata circondata da tre persone in mezzo alla folla, che l’avrebbero strattonata e insultata con frasi dall’esplicito riferimento sessuale. Lei si è riuscita a divincolarsi ed è scappata via. Diventa importante che altre donne raccontino quanti hanno subito in termini di molestie. E, allora, basta con le solite difese d’ufficio, uscendo giustamente dal solito schema corporativo. Non voglio fare alcun lezione di moralismo, ma agli uomini che hanno un preoccupante problema di educazione sentimentale sarebbe utile un breve promemoria per adeguarsi alla sensibilità umana, che nel frattempo è cambiata, rispetto al passato. Credo che ci siamo capiti.

Nicola Campoli 

Napoli

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