La Cariati che mi piace 

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Cariati si conferma un’isola felice per chi la vive anche fuori stagione per brevi periodi di tempo. 
I suoi colori, odori, suoni e sapori hanno tratti diversi rispetto a quelli che si colgono di solito durante il periodo estivo. 
Mostrano un sentimento più umano che traspare in maniera forte e netta, lasciando il segno in chi ha la pazienza di farsi contagiare. 
E’ come se bellezza e splendore, che caratterizzano la cittadina ionica, esplodessero, agli occhi del visitatore di passaggio, in modo più marcato e visibile. 
 
Superando ogni immaginazione, lasciando il passo al mistero. 
 
Parliamo di squarci di valori e profumi di un mondo ormai lontano troppo spesso dimenticati per l’inconcludente vaghezza del vivere quotidiano. 
Il tempo scorre amabilmente. Ti permette di afferrare la tua vita che corre inesorabile verso mete inconcludenti senza averne neanche consapevolezza. 
Senti il silenzio o meglio il fascino dei suoni tipici della natura in parte dimenticati. La loro profondità ti da un senso di avvolgente curiosità. 
Ti porta a fare un gioco da bambini. Scoprire da dove essi provengono e cosa rappresentano. E poi é la fantasia a fare il resto. 
Si tratta di un mondo che in fondo ti manca e che solo a volte, tuttavia, comprendi che sarebbe il caso di viverlo e abbracciarlo. Di riannodarne gioiosamente il cerchio. 
 
Rinunciare sarebbe un peccato, chiudendo la porta in faccia a cosa é per davvero la vita. 
Una vita lontana che sarebbe il caso di sentire più vicina a qualcosa che potrebbe assomigliare alla nostra identità. Un vizio cui in fondo dovrebbe essere facile liberarsi e, invece, é diventato un preoccupante difetto. 
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