ENEL, CAPUTO: PREOCCUPIAMOCI DEL FUTURO

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ENEL, CAPUTO: PREOCCUPIAMOCI DEL FUTURO SAREBBE DANNOSO LASCIARE IL SITO NELLE CONDIZIONI ATTUALI OGGI TUTTI D’ACCORDO NEL DOVER DIALOGARE CON L’ENEL Catanzaro, Martedì 13 Luglio 2010 – In merito all’incontro sul progetto di riconversione a carbone della Centrale Enel di Rossano, svoltosi ieri a Catanzaro alla presenza, tra gli altri, del Presidente SCOPELLITI, intendo chiarire meglio gli esatti termini del mio intervento, smentendo ogni altra diversa interpretazione. «Non ho mai sostenuto che la Centrale Enel di Rossano inquina o continua ad inquinare il territorio. Diversamente ho ribadito una questione che è e rimane di metodo: l’impianto elettrico Enel di S. Irene, il cui smantellamento non fa parte di alcuna ipotesi, neppure di scuola, non può però morire di inedia. Se è parso perfino scontato, al tavolo di ieri a Palazzo Alemanni, la contrarietà di tutti i soggetti istituzionali coinvolti rispetto allo specifico progetto di riconversione prospettato dall’Enel, ho ritenuto più che doveroso richiamare e riportare l’attenzione sui danni, anche eventualmente ambientali, che potrebbero derivare a Rossano ed al territorio lasciando la Centrale Enel nella sua condizione attuale, senza preoccuparsi della sua comunque necessaria riconversione. Anche ieri non ho fatto altro che ribadire, investendo di questa preoccupazione il Governatore SCOPELLITI, l’esigenza di occuparsi seriamente e con senso di responsabilità del futuro della centrale, senza continuare a limitarsi a dire soltanto no al carbone. Premesso che il territorio, in ciò sostenuto dal Presidente SCOPELLITI, ha più volte ribadito coesione nel no a quella specifica riconversione proposta dall’Enel, dobbiamo chiederci e sapere contestualmente cosa vogliamo esattamente fare della centrale. In quel modo, ferma e riattivabile solo in situazioni di necessità o urgenze energetiche, con attività e manutenzione ridotta al minimo indispensabile, quel sito diventa non solo definitivamente inutile ma anche, nel tempo, pericoloso e anche inquinante, sicuramente più a rischio di tutto quanto si dice di voler evitare con il solo no alla riconversione a carbone, così come oggi proposta dall’Enel. Motivare questa preoccupazione, che ritengo condivisa anche dalla maggior parte dei rossanesi e dei coriglianesi, è cosa ben diversa dal sostenere, molto semplicisticamente come da qualche parte è stato riportato, che l’Enel inquini o che oggi continui ad inquinare. In ogni caso, non è mai stato questo il mio pensiero. Di questa preoccupazione si è tra l’altro fatto carico lo stesso Presidente SCOPELLITI, sottolineando l’equilibrio e la posizione di dialogo che, seppur contraria ad ipotesi di riconversione confliggenti con le vocazioni territoriali della sibaritide, la regione preferirà ed avrà con l’Enel, a partire dalla prossima conferenza dei servizi. Nel rimarcare, infine, il ritardo nell’avvio delle precise iniziative indicate nella delibera approvata in modo congiunto dai due Consigli Comunali di Rossano e Corigliano, riunitisi proprio sulla vicenda Enel, ho avuto modo di prendere atto come, a differenza di qualche mese fa, oggi anche da parte del comune di Rossano e del comitato per il no al carbone viene fatta propria l’esigenza che più volte mi sono sforzato di spiegare: e cioè Che con l’Enel bisogna trattare a testa alta, alla pari, senza chiudere al dialogo, rivendicando una riconversione diversa, nei modi e nei contenuti, da quella proposta».

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