A Cariati vinse la Monarchia con 1579 voti, mentre alla Repubblica andarono 601 voti

QUEL 2 GIUGNO DI 74 ANNI FA A CARIATI E NEL SUO CIRCONDARIO

di Franco Liguori, storico

Il 2 giugno del 1946  a Cariati, come in ogni altro comune d’Italia, si svolse il referendum istituzionale per decidere se mantenere la monarchia o far nascere la repubblica. Il referendum pose la Calabria in evidenza rispetto al resto del Mezzogiorno. La maggioranza dei calabresi scelse la monarchia, ma i voti per la Repubblica furono di circa cinque punti in percentuale più elevati della media meridionale. A Cosenza la repubblica otteneva il 41 per cento dei voti, a Catanzaro il 40,4 per cento, a Reggio il 35,5 per cento. E a Cariati  quale fu l’esito di quello storico referendum ?  Vinse la monarchia, alla quale andarono 1579 voti (72,4 per cento), mentre la repubblica ebbe soltanto 601 consensi (27,6 per cento). . Ma non si votava soltanto per scegliere tra monarchia o repubblica, ma anche per eleggere i rappresentati dell’Assemblea Costituente. I votanti furono 2261, il 92 per cento degli aventi diritto.Ed i risultati furono questi :

DEMOCRAZIA CRISTIANA : voti 1012

– Socialcomunisti : voti 305

B.N.L. (Blocco Nazionale Libertà): voti 180

P.R.I.  (Partito Repubblicano Italiano): voti 158

– U.D.N (Unione Democratica Nazionale): 140

– UOMO QUALUNQUE : voti 109 .

Le  elezioni amministrative del marzo ’46 e dell’ottobre ’47 a Cariati

Prima del referendum, c’erano state, il 1° marzo 1946, le prime elezioni amministrative  del dopoguerra (10 marzo 1946), che non portarono ad una condizione di stabilità amministrativa, come apparve all’inizio, perchè ebbero, di lì a poco,  sviluppi complicati e non sempre comprensibili : questo è quanto emerge dalla lettura dei verbali del consiglio comunale di quel periodo, che lasciano trasparire non pochi dissidi e contrasti nella compagine amministrativa, fin dai primi giorni della sua composizione.

Il 23 marzo del ’46 si riunì per la prima volta, dopo la parentesi del ventennio fascista, il consiglio comunale di Cariati, presieduto dal consigliere più anziano, l’artigiano Filippo Ascione. Argomento all’ordine del giorno era l’elezione del sindaco. Con 20 voti su venti votanti fu eletto sindaco di Cariati il prof.. Luigi Trento, della lista della Democrazia Cristiana, che, dopo aver ringraziato i consiglieri tutti per la fiducia accordatagli, dichiarò che l’unica promessa che poteva fare era il suo “vivo interessamento per i problemi di Cariati, fidando nell’espletamento del suo delicato compito, sulla collaborazione del Consiglio”. Ma le cose non dovettero andare nel verso giusto, visto che il 27 luglio del ’46, a soli quattro mesi dalla sua elezione, Luigi Trento si dimise dalla carica di sindaco.  Come si evince dal verbale della riunione del Consiglio comunale del 27 luglio ’46, presieduta dall’assessore Giovanni Cappello, le ragioni di quelle dimissioni stavano nel fatto che “fra la Giunta e il sindaco nonché fra gli stessi consiglieri vi fossero dei contrasti profondi ed insanabili per cui l’amministrazione non poteva reggersi”, tanto è vero che già il 17 luglio c’era stato un consiglio comunale per discutere il voto di sfiducia alla Giunta, conclusosi con le dimissioni dell’intero consiglio. Informato dell’accaduto, il prefetto di Cosenza , mandò a Cariati il rag. Renato De Stefano, funzionario equilibrato, col compito di trattare una pacificazione e soprattutto la ricomposizione dell’intera amministrazione. Alla fine il Consiglio deliberò di accettare le dimissioni del sindaco Trento (“per ragioni di studio e di occupazioni” dichiarò l’interessato) ed anche quelle di un gruppo di consiglieri. Si procedette, quindi, all’elezione di un nuovo sindaco e di una nuova Giunta, da parte dei restanti componenti del Consiglio. Con 10 voti su dieci venne eletto sindaco di Cariati, Ferdinando Capalbo, numero uno della lista socialcomunista, alle elezioni del 10 marzo ’46. Il neoeletto sindaco ringraziò i consiglieri della fiducia accordatagli e invitò i presenti a dimenticare i contrasti e a collaborare in modo fattivo, nell’interesse della collettività. Dopo poco più di un anno, il 19 ottobre del 1947 i cittadini di Cariati furono nuovamente chiamati alle urne.Questa volta le liste dei candidati furono soltanto due: una socialcomunista ed una democristiana. Molto più numerosi furono i cittadini che andarono a votare. Mentre nel ’46 avevano votato il 77,4% degli aventi diritto, nel ’47 a votare furono l’84,6%.I risultati furono i seguenti : 1207 voti andarono alla lista socialcomunista e 754 voti alla Democrazia Cristiana. Si costituì una Giunta di sinistra, che elesse sindaco  Capalbo Ferdinando.Assessori effettivi furono eletti: Cosentino Leonardo, Bisanti Emilio, Russo Luigi, Scalzo Mauro.

Le elezioni politiche del ’48 a Cariati

UMBERTO II di SAVOIA
UMBERTO II di SAVOIA

Nel periodo dell’amministrazione capeggiata da Ferdinando Capalbo, cadono le elezioni politiche nazionali del 18 aprile 1948. A Cariati ci fu, per quelle elezioni, un’accesa e movimentata campagna elettorale, che vide passare nelle piazze del paese i leaders storici calabresi dei due opposti schieramenti, quello democristiano-cattolico e quello socialcomunista, da Vittorio Pugliese a Gennaro Cassiani, da Fausto Gullo a Giacomo Mancini, tanto per citare qualche nome. Su quelle importanti elezioni per scegliere i rappresentanti delle due Camere del primo parlamento repubblicano, molto influì, a livello locale e nazionale, l’impegno della chiesa cattolica che, con i suoi apparati (Azione Cattolica, Comitati civici , Parrocchie), cercò in ogni modo di indurre i fedeli a votare per la Democrazia Cristiana, indicata come il partito dei cattolici. Cariati, in quel tempo, era una solida roccaforte dei cattolici e, quindi, della Democrazia Cristiana, perché era sede vescovile, con un fiorente seminario e tanti sacerdoti. Il vescovo in carica era Mons. Eugenio Raffaele Faggiano, nominato nel 1936, conosciuto e stimato in tutta la Calabria, rispettato da tutti gli uomini politici della Democrazia Cristiana che, ogni volta che venivano a Cariati per impegni elettoralistici, non mancavano di andare ad ossequiarlo e riverirlo. Il 10 gennaio 1942 Faggiano aveva ospitato nel suo Palazzo il principe Umberto di Savoia, capitato a Cariati per ragioni militari.

I risultati delle votazioni a Cariati, per la Camera dei Deputati, furono i seguenti :

Democrazia Cristiana, 1460 ; Socialcomunisti, 557; Blocco Nazionale, 174;  Movimento Sociale Italiano, 72 ; Partito Repubblicano Italiano, 46;  Partito Nazionale Monarchico, 38.  I votanti furono 2.368, corrispondenti al 93,7% degli elettori iscritti nelle liste all’atto della votazione. Come si evince dalla lettura dei risultati, a Cariati ci fu una schiacciante vittoria della Democrazia Cristiana, che incassò 1460 voti, corrispondenti ad un consenso del 61,7% dei votanti. I candidati democristiani più votati furono Gennaro Cassiani, avvocato, di Spezzano Albanese; Salvatore Foderaro, avvocato, di Cortale (CZ), Vittorio Pugliese, dottore in chimica, di Cirò, Pierino Buffone, di Rogliano.

I risultati  del referendum del 2 giugno’46 nei paesi della Sibaritide

Diamo,infine, per vedere come si comportarono gli abitanti dei paesi della nostra zona, i risultati del referendum monarchia/repubblica, in alcuni di questi paesi:

  1. Terravecchia : voti 169 per la Repubblica e 466 per la Monarchia;
  2. Calopezzati : voti 478 per la Repubblica e 380 per la Monarchia;
  3. Cropalati: voti 456 per la Repubblica e 399 per la Monarchia;
  4. Crosia : voti 378 per la Repubblica e 496 per la Monarchia;
  5. Caloveto : voti 496 per la Repubblica e 122 per la Monarchia;
  6. Longobucco: voti 2005 per la Repubblica e 923 per la Monarchia;
  7. Corigliano : voti 3931 per la Repubblica e 4057 per la monarchia;
  8. Rossano: voti 3267 per la Repubblica e 4467 per la Monarchia;
  9. Trebisacce: Voti 169 per la Repubblica e 1955 per la Monarchia.

Il voto per l’Assemblea Costituente diede la vittoria alla Democrazia Cristiana (DC) con il 35,21 per cento dei consensi sugli altri partiti. Ai lavori della nuova Costituzione, che sarà promulgata il primo gennaio 1948, il nostro territorio (la Sibaritide) fu rappresentato da Costantino Mortati (1891-1985) , nativo di Corigliano Calabro, ma di origini arbreshe, che si rivelerà uno dei più importanti giuristi e costituzionalisti italiani del Novecento. Suo padre, Tommaso, anche lui uomo di legge,era stato, sul finire dell’Ottocento, Pretore a Cariati.

Da una ricerca storica, in corso di elaborazione, dal titolo : CARIATI NEL NOVECENTO ,TRA CRONACA E STORIA di Franco Liguori (proprietà letteraria riservata).

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