Mario Draghi “il valore delle imprese per creare lavoro”

Attenzione, però, evitiamo di esaltare oggi Draghi per poi criticarlo tra qualche mese

Le idee di Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei Ministri incaricato, sono ben note all’opinione pubblica. Per chi avesse, tuttavia, perso qualche “pezzo” negli anni tra i sui ruoli principali e apicali ruoli di vertice tra Roma e Francoforte, consiglio di leggere le sue relazioni annuali da Governatore della Banca di Italia e Presidente della Banca Centrale Europea.

Presto fatto. Anche perché in rete non si trovano tante sue interviste. Lo stile è essenziale e molto sobrio. Lui è un tipo semplice, lontano da futili protagonismi e personalismi. Allora ripercorrendo a ritroso alcuni sui passaggi pubblici mi ha colpito, perché sono particolarmente sensibile al tema, una sua prima considerazione: “il valore delle imprese per creare lavoro”.

Una considerazione significativa per il sistema delle imprese italiane, che hanno oggi estremo bisogno di attenzione e di persone che ne comprendono potenzialità e criticità. Insomma, è fondamentale che all’indomani del giuramento del nuovo Governo si realizzi una sinergia perfettamente oleata tra esecutivo e mondo imprenditoriale per la concreta ricostruzione dell’Italia dopo la pandemia.

Si tratta di uno spaccato fondamentale destinato a entrare nell’agenda di Governo e per dare un futuro di speranza alle nuove generazioni. Del resto, le imprese rappresentano per davvero il motore della nostra economia. La speranza della ripresa economica del Paese inevitabilmente dovrà fare affidamento su questo tassello indispensabile. A tale proposito riprendo un’altra interessate riflessione che Mario Draghi ha fatto al termine del suo mandato come Governatore della Banca di Italia.

“Tante volte abbiamo indicato obiettivi, linee di azione, aree di intervento Quando si guarda a quanto poco di tutto ciò si sia tradotto in realtà, viene in mente l’inutilità delle prediche di un mio ben illustre predecessore”. Si tratta di Luigi Einaudi.

L’auspicio, quindi, è che questa volta l’Italia, sotto la guida attenta di Draghi, possa svoltare in modo fattivo e tangibile, senza fare sconti a chi deciderà di accompagnarlo in questa sfida difficile e in salita. Attenzione, però, evitiamo di esaltare oggi Draghi per poi criticarlo tra qualche mese. A lui serve tempo e tanta pazienza. Sentimenti che anche noi italiani dobbiamo avere ben presenti per non fargli mancare mai il sostegno.

Nicola Campoli

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