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MONS. ALESSANDRO VITETTI, RICONOSCIUTE LE VIRTÙ EROICHE: È VENERABILE!

Papa Leone XIV autorizza il decreto sul sacerdote della diocesi di Rossano-Cariati, nato a Cirò e morto a Cariati nel 1995. Una vita dedicata alla formazione, alla direzione spirituale e alla carità, nel cammino verso la beatificazione

Il Venerabile Monsignor Alessandro Vitetti

■Antonio Loiacono

Il cammino di una vita sacerdotale trova oggi un nuovo riconoscimento ecclesiale. Ieri, 24 ottobre 2026, Papa Leone XIV ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo alle virtù eroiche di monsignor Alessandro Vitetti, sacerdote che ha legato il proprio ministero alla diocesi di Cariati, oggi parte dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati. Con questo atto gli viene riconosciuto il titolo di Venerabile.

Nato a Cirò il 12 ottobre 1915 e morto a Cariati il 24 febbraio 1995, Vitetti dedicò la propria esistenza alla formazione culturale e spirituale, all’attività pastorale e all’accompagnamento di quanti si rivolgevano a lui. La sua figura è rimasta viva nella memoria di sacerdoti, fedeli e comunità del territorio, mentre la causa di canonizzazione ha proseguito il proprio percorso.

Il riconoscimento delle virtù eroiche rappresenta una tappa importante, ma non equivale alla beatificazione o alla canonizzazione. È il passaggio che consente di chiamare Vitetti Venerabile e di guardare alla sua testimonianza alla luce del giudizio espresso dalla Chiesa.

Originario di Cirò, Vitetti compì gli studi umanistici nei seminari di Cariati, Rossano e Santa Severina. Proseguì poi la formazione teologica a Reggio Calabria e Catanzaro, dove fu ordinato sacerdote il 16 giugno 1940 da monsignor Giovanni Fiorentini.

Entrò nel clero della diocesi di Cariati sotto il vescovo Eugenio Raffaele Faggiano. Fin dall’inizio gli furono affidati compiti che univano insegnamento, formazione dei seminaristi e responsabilità amministrative: fu vice rettore del Seminario apostolico, docente di materie umanistiche, direttore spirituale ed economo. Tra il 1940 e il 1948 ricoprì anche l’incarico di cancelliere della Curia vescovile.

La conoscenza del latino e del greco e la solida preparazione umanistica ne fecero un insegnante apprezzato. Il sacerdote non limitò, tuttavia, il proprio impegno alla trasmissione del sapere: la formazione intellettuale si accompagnava all’attenzione per la crescita spirituale dei giovani affidati alle sue cure.

Durante l’episcopato di monsignor Orazio Semeraro, dal 1957 al 1967, Vitetti svolse numerosi incarichi diocesani. Fu impegnato nell’Azione cattolica femminile, nell’Apostolato della preghiera e nell’Unione apostolica del clero. Come Missionario della Regalità di Cristo, partecipò a incontri ecclesiali e tenne esercizi spirituali.

La collaborazione con Semeraro lo portò anche a Roma durante il Concilio Vaticano II, tra il 1962 e il 1965, una stagione di particolare rilievo nella vita della Chiesa cattolica.

Dal 1969 al 1986 fu parroco e tesoriere della cattedrale di Cariati. In quegli stessi decenni insegnò religione nelle scuole pubbliche, incontrando studenti anche al di fuori degli ambienti ecclesiastici.

Il suo percorso intrecciò così la vita del seminario, la pastorale parrocchiale e la scuola. Ambiti differenti, uniti dalla formazione delle persone e dall’accompagnamento delle loro domande spirituali.

Per comprendere il carattere di Vitetti è preziosa la testimonianza di Franco Liguori, storico e studioso della Chiesa locale, che lo conobbe personalmente e ne ricostruì la vicenda umana e religiosa.

Nei suoi scritti, Liguori richiama anzitutto un’immagine familiare alla Cariati di quegli anni: il sacerdote in talare che percorreva corso XX Settembre, nei pressi della cattedrale, per raggiungere l’ufficio postale partendo dal seminario. Ne descrive la compostezza, la riservatezza e la mitezza, qualità che suscitavano rispetto senza bisogno di gesti appariscenti.

Il rapporto tra i due non fu soltanto quello tra uno storico e la figura oggetto dei suoi studi. Liguori racconta di aver ritrovato Vitetti come collega al Liceo scientifico di Cariati nell’anno scolastico 1974-1975, quando il sacerdote insegnava religione nelle scuole pubbliche del territorio.

Un altro aspetto emerge dai ricordi legati al sacramento della confessione. Durante la Settimana Santa, ricorda Liguori, gli incontri con don Alessandro erano momenti di raccoglimento e confronto interiore. La sua preparazione culturale, unita alla capacità di ascolto, contribuiva a rendere il colloquio spirituale un’occasione di riflessione sulla propria coscienza.

La testimonianza dello storico restituisce così una dimensione che gli elenchi degli incarichi non potrebbero raccontare da soli: il modo in cui Vitetti veniva percepito da chi lo incontrava nella vita quotidiana.

Anche monsignor Andrea Cassone, allora arcivescovo di Rossano-Cariati, mise in risalto la dimensione spirituale e umana del sacerdote durante le esequie celebrate dopo la sua morte.

Cassone lo ricordò come un riferimento per numerosi fedeli, apprezzato per la direzione spirituale, le confessioni e la predicazione degli esercizi spirituali. Nell’omelia sottolineò inoltre la sua disponibilità verso chi aveva bisogno e il sostegno offerto alle vocazioni sacerdotali.

La povertà di Vitetti, secondo il ritratto tracciato dall’arcivescovo, non consisteva soltanto nella rinuncia ai beni materiali. Esprimeva una scelta di vita nella quale le necessità personali venivano dopo la fede e il bene delle persone affidate al suo ministero.

Cassone condensò il senso di quella testimonianza in una formula incisiva: «per tutti luce e benedizione».

Sono parole che restituiscono l’immagine di un sacerdote il cui servizio si esprimeva nella discrezione, nella disponibilità e nella cura spirituale degli altri.

Alla fine degli anni Ottanta, una grave forma di diabete compromise le condizioni di salute di Vitetti. Il sacerdote si ritirò presso il Centro missionario delle Suore di Santa Gemma, a Cariati Marina, dove fu assistito durante gli ultimi anni della sua vita.

Morì il 24 febbraio 1995, dopo un lungo periodo di sofferenza. Le esequie furono celebrate nella Concattedrale di San Michele Arcangelo a Cariati, alla presenza di rappresentanti della Chiesa e di numerosi fedeli.

La morte non interruppe il legame con le comunità che lo avevano conosciuto. La memoria del suo ministero continuò a essere alimentata da pubblicazioni, testimonianze e iniziative dedicate alla sua figura.

Tra i contributi alla conservazione della sua eredità spirituale figurano due volumi curati da Teresa Fogliani, sua collaboratrice e figlia spirituale: Mons. Alessandro Vitetti. Sacerdote e maestro di anime, pubblicato nel 1997, e Mons. Alessandro Vitetti. Il bisogno di testimoniare la sua presenza, uscito nel 1998.

Nel 2007 Franco Liguori e Francesco Mussuto curarono inoltre Don Alessandro Vitetti. Un testimone della parola di Dio. Raccolta di meditazioni, che riunisce materiali legati alla sua riflessione spirituale.

La causa di canonizzazione fu aperta ufficialmente il 24 febbraio 2008 nella Concattedrale di Cariati, durante una celebrazione presieduta dall’allora arcivescovo Santo Marcianò. La fase diocesana dell’inchiesta si concluse nel 2011, con la raccolta delle testimonianze e della documentazione destinate alla successiva valutazione ecclesiastica.

Nel 2020, in occasione dell’anniversario della nascita, le spoglie del sacerdote furono trasferite dal cimitero di Cirò alla Concattedrale di San Michele Arcangelo a Cariati. Nel 2025 la città gli dedicò anche un monumento realizzato dallo scultore Antonio Affidato.

Il decreto sulle virtù eroiche autorizzato da Papa Leone XIV segna ora un ulteriore passaggio di questo percorso.

Il riconoscimento delle virtù eroiche attesta che Vitetti ha vissuto le virtù cristiane in grado eroico, secondo la valutazione della Chiesa. Da qui il titolo di Venerabile.

La distinzione rispetto alle tappe successive è importante: la beatificazione richiede normalmente il riconoscimento di un miracolo attribuito all’intercessione del candidato, mentre la canonizzazione segue un ulteriore procedimento ecclesiastico. Il decreto del 24 ottobre non conclude quindi la causa, ma ne rappresenta un passaggio significativo.

Per la diocesi di Rossano-Cariati, per Cariati e per Cirò, il riconoscimento costituisce anche un’occasione per approfondire la storia di un sacerdote che ha attraversato la vita religiosa e culturale del territorio per oltre mezzo secolo.

A Vitetti viene attribuita la frase «Non vedo, non sento, ma credo», richiamata anche nella ricostruzione biografica pubblicata sul sito dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati. Le parole vengono associate alla fede con cui affrontò la malattia negli ultimi anni, quando le sue condizioni fisiche peggiorarono.

Il suo percorso sacerdotale comprende insegnamento, responsabilità ecclesiali, direzione spirituale e assistenza ai più deboli. La testimonianza di Franco Liguori aggiunge a questi elementi la memoria diretta di un uomo riservato, colto e attento al rapporto con le persone.

Da Cirò, dove nacque, a Cariati, dove visse il suo ministero e dove oggi riposano le sue spoglie, monsignor Alessandro Vitetti rimane una figura profondamente legata alla storia della Chiesa locale. Il riconoscimento delle virtù eroiche ne segna una nuova tappa ecclesiale; il ricordo della sua vita continua a trasmettere il valore della fede, della formazione e del servizio.

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