Cariati: dove è finita l’opposizione?

Cariati, e lo diciamo da anni, ha bisogno di un rilancio

Mi ero ormai abituato a un susseguirsi puntuale di comunicati stampa da parte dell’opposizione, che siede a Palazzo Venneri.  

Un modo incisivo per tenere viva l’attenzione su una Cariati, ahimè, troppo distratta e dormiente. 

È un po’ di tempo che, tranne alcuni interventi, registro un silenzio assordante che non fa sperare nulla di buono. 

Come se la scomposizione in due parti dell’opposizione, avvenuta qualche mese fa, abbia rallentato l’azione politica di contrasto a un’amministrazione che non so su cosa si stia orientando. 

Non vorrei che si è trattato, esclusivamente, di una decisione che punti più a un futuro politico per costruire nuove alleanze. 

Ciò non è un bene per Cariati. I mesi passano invano: è tutto resta grigio e inamovibile. 

Se anche l’opposizione è ferma non so cosa si debba sperare, che si realizzi avendo davanti ancora oltre la metà del mandato consiliare. 

Dispiace prenderne consapevolezza, ma la ricaduta sull’umore e le coscienze dei cariatesi è qualcosa di lampante. 

Le condizioni nonostante tutto ci sono e come. Buttare il pallone avanti, volendo usare una metafora calcistica, non è molto rassicurante. 

Un tessuto di ragionamento, un metodo va ritrovato, seppure restando su due punti diversi. Mi riferisco a maggioranza e minoranza. 

Cariati, e lo diciamo da anni, ha bisogno di un rilancio. Anche puntando a piccoli passi, ma che si facciano per davvero per raggiungere obiettivi ben precisi. 

E da questo punto di vista va tirato fuori l’orgoglio cariatese. Serve più dinamismo. Voglia di fare. 

Lo scriviamo da troppi anni, inutilmente, con sempre minore convinzione e con sempre maggiore frustrazione. 

Nicola Campoli 

Print Friendly, PDF & Email

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta