La maggioranza ha scritto un lungo comunicato per difendere il mare di Cariati.
Peccato che noi non abbiamo mai affermato che il mare di Cariati fosse sporco, inquinato o non balneabile.
Il nostro sopralluogo riguardava i corsi d’acqua, i ristagni maleodoranti, le condizioni riscontrate nelle vicinanze del depuratore e nell’alveo del fiume Nicà.
Abbiamo pubblicato fotografie, fornito coordinate precise e chiesto controlli agli enti competenti. Abbiamo persino precisato di non poter stabilire, senza verifiche, la natura e la provenienza delle acque osservate.
Più chiaro di così era difficile.
Rispondere esibendo una fotografia del mare al tramonto è come replicare alla segnalazione di una buca mostrando il panorama di Cariati: molto bello, ma completamente fuori tema.
Delle due l’una: o l’assessore Cicciù non ha letto il nostro post oppure lo ha letto benissimo e ha scelto deliberatamente un altro argomento per costruire una polemica, presentarsi come difensore di Cariati e coprire l’ennesimo fallimento amministrativo.
La stessa risposta dell’Ufficio tecnico conferma che i ristagni fotografati esistevano. Il Comune ne attribuisce alcuni a perdite della rete idrica e altri all’ingresso dell’acqua marina. Ne prendiamo atto.
Il nostro obiettivo era esattamente questo: costringere chi amministra a uscire dal silenzio, verificare i punti segnalati e dare una risposta ai cittadini.
Altro che mistificazione.
Se dopo la nostra PEC il Comune ha effettuato un sopralluogo, documentato le criticità e disposto dei prelievi, significa che la segnalazione meritava di essere approfondita.
Il resto è rumore dal sapore di propaganda.
Poi arrivano le minacce di azioni “nelle sedi competenti”. Sono le stesse sedi alle quali ci siamo già rivolti noi: ARPACAL, ASP, Guardia Costiera, Carabinieri Forestali, Prefettura, Calabria Verde e Regione Calabria.
Quindi nessun problema. Continueremo a documentare e segnalare ogni criticità, senza farci intimidire.
La tutela dell’immagine di Cariati non consiste nel nascondere i problemi o nell’attaccare chi li segnala. Consiste nel risolverli.
E ADESSO VENIAMO ALL’ASSESSORE CICCÌÙ.
Ringraziamo con affetto Francesco Cicciù per averci definito “la peggiore opposizione dei suoi tre mandati”.
Un giudizio sicuramente sincero.
Del resto sarebbe difficile indicarne un’altra, visto che quasi tutti, in un modo o nell’altro, sono stati con Cicciù al governo, prima o adesso.
Questo racconta almeno due cose:
– la sua notevole capacità di rimanere sempre in pole position;
– un certo garbo nel non sputare sui famosi piatti dai quali si mangia o si è mangiato.
Noi non mangiamo con certa gente e rappresentiamo forse l’unico gruppo di opposizione che non ha condiviso amministrazioni, accordi, trasformismi e cambi di casacca con l’assessore.
Probabilmente è proprio questo il problema.
Cicciù considera oltre cento PEC, richieste, segnalazioni ed esposti una colpa. Per noi rappresentano la certificazione del lavoro svolto.
Un assessore dovrebbe preoccuparsi non del numero delle segnalazioni, ma del numero di problemi che le ha rese necessarie e delle richieste rimaste senza risposta.
Quanto alle proposte, forse dovrebbe leggerle prima di dire che non esistono.
Abbiamo presentato proposte sull’acqua, sul porto, sulla depurazione, sul bilancio, sulla sicurezza stradale, sulla sanità, sul turismo, sui rifiuti, sui servizi essenziali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Il problema non è che manchino le proposte. È che questa maggioranza spesso non risponde, le proposte non le discute oppure prova ad appropriarsene quando diventano popolari.
Ma comprendiamo il nervosismo dell’assessore.
Perché a distribuire pagelle sull’opposizione è proprio quello che, politicamente, consideriamo il peggior assessore al Bilancio che Cariati abbia mai avuto: l’assessore dei documenti contabili bocciati, dei pareri negativi, dei conti continuamente da correggere e del “dissesto dentro il dissesto”.
Con i conti comunali ridotti in queste condizioni, Cicciù preferisce evidentemente parlare del mare, anche quando nessuno lo ha messo in discussione.
È molto più semplice attaccare Lampare che spiegare ai cittadini come sia stato possibile arrivare a una situazione finanziaria tanto grave.
Non sappiamo, a questo punto, quale sia il miglior Cicciù: quello di oggi, quello di prima o quello di ancora prima.
Sta di fatto che vince sempre.
Cambia amministrazione, cambiano gli alleati, cambiano le maggioranze, ma Cicciù rimane puntualmente al suo posto ma la responsabilità sarebbe de Le Lampare.
E proprio per questo non ci interessa partecipare alla redazione di classifiche.
A noi va bene qualsiasi versione di Cicciù, purché a fine mandato si possa finalmente stringere un’alleanza anche con lui.
Così, per una volta, magari vinciamo pure noi.
Gruppo Consiliare LAMPARE – Comune di Cariati
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