SIBARI-CROTONE: TRENI O BUS? IL REBUS DEL 13 SETTEMBRE

RFI programma la circolazione ferroviaria fino al 12 dicembre. Ma per il sistema di vendita di Trenitalia dal 13 settembre compaiono collegamenti sostitutivi. Sulla Jonica l’estate finisce con una domanda ancora senza risposta

Antonio Loiacono

Il 13 settembre, sulla linea Jonica, c’è una domanda molto semplice: si viaggerà in treno o in autobus?

La domanda non è retorica. Nasce da due informazioni che, almeno apparentemente, non coincidono.

Da una parte c’è Rete Ferroviaria Italiana. L’avviso ufficiale relativo alla linea Sibari-Crotone/Catanzaro Lido è in vigore dal 1° luglio al 12 dicembre 2026 e comunica la ripresa della circolazione ferroviaria sulla tratta Sibari-Crotone. Nel prospetto compaiono inoltre diversi treni con variazioni d’orario proprio a partire dal 13 e dal 14 settembre. 

Dall’altra parte c’è il sistema di vendita di Trenitalia, dove per alcune soluzioni di viaggio successive al 12 settembre vengono indicati servizi sostitutivi su gomma.

È qui che nasce il caso.

Perché se i treni sono programmati fino a dicembre, perché compaiono gli autobus?

E soprattutto: si tratta di una temporanea modifica ancora da ufficializzare, di un aggiornamento dei sistemi di vendita oppure dell’anticipazione di nuovi lavori sulla linea?

Sono domande che, alla vigilia dell’autunno, interessano molto più di un semplice cambio d’orario.

La linea Sibari-Crotone era tornata a vedere i treni il 1° luglio, dopo una lunga interruzione legata agli interventi di potenziamento infrastrutturale.

RFI ha inserito la tratta all’interno di un programma di lavori che riguarda l’intero asse Sibari-Crotone-Catanzaro Lido. L’avviso ufficiale parla di cantieri temporanei e modifiche alla circolazione, ma prevede comunque un quadro di esercizio ferroviario fino al 12 dicembre. 

E il documento non lascia spazio, almeno sulla carta, all’idea di una ferrovia destinata a spegnersi con la fine dell’estate.

Al contrario.

Per il 13 settembre RFI indica, tra gli altri, il regionale 5684 da Catanzaro Lido a Sibari, con partenza anticipata alle 6.38, e altri collegamenti con modifiche d’orario. Per il giorno successivo sono previsti ulteriori adeguamenti. 

Anche gli orari programmati delle stazioni confermano la presenza di collegamenti ferroviari nella seconda parte di settembre. Da Catanzaro Lido, per esempio, il regionale 5680 verso Sibari risulta programmato dal 13 settembre al 12 dicembre, con fermate lungo tutta la fascia Jonica, compresi Crotone, Cariati, Mandatoriccio, Calopezzati, Mirto-Crosia, Rossano e Corigliano. 

Insomma, la ferrovia, nei documenti ufficiali, non sembra chiudere il 13 settembre.

È questo il punto che merita una risposta.

Non sarebbe corretto trasformare automaticamente la comparsa di un autobus nel sistema di prenotazione in una nuova sospensione della linea.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorarla.

Il trasporto ferroviario non è soltanto quello che viene scritto in un prospetto. Per chi deve acquistare un biglietto conta ciò che effettivamente viene proposto al momento della prenotazione.

E se il sistema presenta una soluzione diversa da quella indicata nell’orario ufficiale, qualcuno deve spiegare il motivo.

La questione è ancora più delicata perché la linea ha appena attraversato una lunga fase di interruzione. La riapertura del 1° luglio aveva restituito il collegamento ferroviario a un territorio che da mesi ne era privo.

Una nuova sospensione, se confermata, avrebbe quindi un peso particolare.

Ma oggi non è ancora possibile affermare che questa sospensione ci sarà.

Ed è proprio questa distinzione che va mantenuta.

Per chi vive lungo la fascia Jonica, infatti, la questione non riguarda soltanto il mezzo utilizzato.

Riguarda la possibilità di organizzare una giornata.

Un pendolare deve sapere a che ora parte. Uno studente deve sapere quando arriva. Un lavoratore deve poter contare su una coincidenza. Chi deve raggiungere Crotone, Sibari o Catanzaro Lido deve sapere se il viaggio previsto sull’orario ferroviario sarà effettivamente effettuato su rotaia.

Il bus può essere una soluzione quando serve.

Ma un sistema di trasporto pubblico diventa fragile quando il passeggero deve scoprire all’ultimo momento quale mezzo utilizzerà.

E la fragilità aumenta in una zona nella quale le alternative non sono infinite.

Qui emerge una questione più ampia.

La ferrovia Jonica non può essere valutata soltanto sulla capacità di trasportare turisti nei mesi estivi.

La sua utilità si misura soprattutto quando l’estate finisce.

Quando riaprono le scuole.

Quando ricominciano le università.

Quando riprendono a pieno regime gli spostamenti per lavoro.

Quando le famiglie tornano alle loro esigenze quotidiane.

È allora che si capisce se una linea ferroviaria è davvero un servizio pubblico o soltanto una possibilità stagionale.

Per questo il 13 settembre è diventato un piccolo spartiacque.

Non perché sia già dimostrato che i treni verranno sostituiti dai bus.

Ma perché ancora non è chiaro perché le informazioni disponibili sembrino raccontare due scenari diversi.

La richiesta, a questo punto, è elementare.

RFI e Trenitalia devono chiarire che cosa succederà dal 13 settembre sulla Sibari-Crotone e sulla prosecuzione verso Catanzaro Lido.

Se i treni continueranno a circolare, bisogna spiegare perché alcune soluzioni risultano sostituite dagli autobus.

Se invece sono previste nuove limitazioni o interruzioni, occorre comunicarne immediatamente durata, motivazioni e servizi sostitutivi.

Perché sulla Jonica il problema non è soltanto arrivare.

È sapere, prima di partire, come si arriverà.

E dopo un’estate nella quale la ferrovia è finalmente tornata sui binari, sarebbe paradossale affrontare l’autunno con un nuovo orario scritto a matita.

 

Views: 191

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta