Due giorni con Davide Besana: quando il mare a Cariati diventa racconto, incontro e libertà

Ci sono approdi che non si misurano in miglia nautiche. Sono quelli in cui una barca entra in porto e, insieme a lei, approda una storia; quelli in cui un uomo di mare porta con sé non soltanto il vento nelle vele, ma il talento di trasformare il mare in racconto, il viaggio in esperienza, la vela in cultura.

È quanto è accaduto il 20 e 21 agosto alla Lega Navale Italiana – Sezione di Cariati, con l’arrivo di Davide Besana, velista, giornalista, scrittore e fumettista, ma soprattutto autentico narratore del mare.

Nel caldo pomeriggio di giovedì 20 agosto, il suo spinnaker, ben disteso nel vento, ha indicato la rotta verso il Porto turistico di Cariati. A bordo di Midva, Besana è approdato nel borgo marinaro portando con sé quella particolare energia che appartiene a chi il mare non lo contempla soltanto, ma lo conosce, lo vive e sa restituirlo agli altri attraverso parole, disegni e avventure.

Ad accoglierlo, appena sbarcato, la delegata scolastica della Lega Navale, Daniela Mancini, che ha avuto con lui un lungo e intenso confronto, un’intervista nata per conoscere il personaggio e diventata soprattutto un’occasione per incontrare l’uomo oltre il velista, esplorandone passioni, esperienze, memoria e quella inesauribile curiosità che sembra essere il vento costante della sua vita.

Poi, il primo incontro con i protagonisti più importanti della Scuola Vela “Giovanni Cufari”: i bambini e i ragazzi, accompagnati dai loro genitori. Per loro Davide Besana non era semplicemente un ospite, ma qualcuno capace di parlare la lingua che amano di più: quella fatta di vento, onde, barche, avventure e sogni.

La serata è proseguita con la presentazione di “Salpiamo”, il suo ultimo libro, alla presenza del Sindaco Cataldo Minò, della Delegata alla Cultura Alda Montesanto, del Consiglio direttivo della Lega Navale Italiana – Sezione di Cariati, guidato dal Presidente Francesco Cufari, e degli istruttori della Scuola Vela.

A dialogare con l’autore è stato il vicepresidente della Sezione, prof. Nicola Sero, in un confronto che ha permesso di attraversare le pagine del libro e, attraverso di esse, il mondo di un uomo che ha fatto della vela una forma di vita e del disegno uno straordinario strumento per raccontarla.

Il giorno dopo, il mare

Venerdì 21 agosto, dopo un breve briefing, è arrivato il momento più atteso.

A bordo di Midva, Davide Besana ha accolto cinque giovani membri di equipaggio, accompagnati dalla delegata scolastica, trasformando il tratto di costa di Cariati in un’aula a cielo aperto.

Nessuna cattedra, nessun banco. Soltanto una barca, il vento di scirocco e il mare.

I ragazzi hanno assunto i propri ruoli a bordo, imparando che la vela è prima di tutto ascolto: ascolto del vento, dell’imbarcazione, del mare e degli altri membri dell’equipaggio. E così, sospinti dal vento e con Midva in navigazione lungo la costa del borgo marinaro, hanno vissuto un’esperienza che difficilmente potrà essere archiviata come una semplice uscita in barca.

A guidarli c’era chi la vela agonistica la conosce profondamente, avendo conquistato più volte regate prestigiose come la Barcolana e la Millevele, oltre a numerose altre competizioni. Ma, in quelle ore, il campione ha lasciato spazio al maestro: quello capace di affidare ai più giovani un timone, un compito, una responsabilità e, soprattutto, la sensazione bellissima di essere parte di qualcosa.

Una tavola, una comunità

Nel piazzale antistante la sede, durante la pausa pranzo, i genitori hanno trasformato la convivialità in un altro modo di navigare.

Una tavola imbandita con le eccellenze gastronomiche del territorio ha accolto Davide Besana e tutti i partecipanti, creando quello spazio prezioso in cui il cibo diventa racconto e la condivisione diventa conoscenza.

Tra un assaggio e una conversazione, l’ospite ha potuto conoscere ancora più da vicino la comunità che lo aveva accolto, mentre la comunità ha avuto l’opportunità di scoprire un po’ di più dell’uomo nascosto dietro il tratto inconfondibile del fumettista e dietro le imprese del velista.

E poi… il mare è diventato un foglio bianco

Nel pomeriggio, la tavola ha lasciato spazio ai fogli, alle matite e alla fantasia.

Circa quaranta bambini e ragazzi si sono raccolti attorno a Davide Besana per un laboratorio nel quale il racconto ha preso forma attraverso il disegno.

Besana ha raccontato storie e i ragazzi le hanno restituite secondo il proprio immaginario. Sono comparsi velieri, delfini, pesci gatto, pesci topo e creature nate dalla fantasia: un piccolo universo marino nel quale ciascuno ha lasciato una traccia personale.

Perché è forse questa la magia più autentica di Besana: non insegna semplicemente a disegnare il mare; insegna a guardarlo con occhi capaci di inventare.

E quando è arrivato il momento degli autografi, libri, magliette, cappellini e qualsiasi superficie potesse accogliere una firma o un fumetto sono diventati improvvisamente preziosi. Perché ciascun bambino e adulto voleva portare con sé qualcosa di quella giornata: un segno, un ricordo, una piccola prova tangibile di essere stato, per qualche ora, parte di una storia.

Un approdo che continua a navigare

La due giorni di Davide Besana a Cariati con il suo progetto Sailors for Kids si chiude così, ma non finisce.

Resta negli occhi dei bambini che hanno navigato con lui, nei disegni che continueranno a raccontare quelle ore, nelle pagine autografate di Salpiamo, nelle fotografie, nelle risate e in quella straordinaria sensazione che il mare sa regalare quando mette in comunicazione persone, generazioni e storie diverse.

La Lega Navale Italiana – Sezione di Cariati, nella persona del suo presidente Francesco Cufari, ha voluto fortemente questo incontro perché la vela non sia soltanto sport, ma educazione, cultura, inclusione e formazione; perché i giovani possano incontrare uomini e donne capaci di trasformare una passione in una vita e una vita in un racconto.

Davide Besana è arrivato a Cariati con le vele spiegate. È ripartito lasciando qualcosa di molto più prezioso di una scia sulla superficie del mare: ha lasciato una rotta.

E forse è proprio questo che fanno i grandi marinai: non indicano soltanto dove andare.
Insegnano a desiderare di partire.

 

La Delegata Scolastica della LNI-Sezione di Cariati

Prof.ssa Ing. Daniela Mancini

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