SAN MORELLO PREPARA LA SUA RIVOLUZIONE: PER LA PRIMA VOLTA UNA LISTA DELLA FRAZIONE GUARDA ALLA GUIDA DI SCALA COELI!

“Rinascita Popolare” prende forma. Domenico Scalise candidato sindaco in pectore: “Una lista fatta da gente che non ha mai fatto politica e non ama la politica”. Dalla valorizzazione dei centri storici alla zona mare, dalla sicurezza alla diretta social delle Giunte: il progetto che potrebbe cambiare gli equilibri delle amministrative 2027

Domenico Scalise ed il suo manifesto politico

Antonio Loiacono

C’è una differenza enorme tra decidere di andare a votare e decidere di chiedere ai cittadini di votarti per governare.

San Morello, nella primavera del 2027, potrebbe attraversare esattamente quella linea.

La frazione del Comune di Scala Coeli sta preparando una candidatura destinata, se confermata, ad avere un significato che va ben oltre il semplice conteggio dei voti. Una lista composta da cittadini di San Morello, o comunque profondamente legati alla frazione, si prepara infatti a entrare nella competizione per eleggere il prossimo sindaco e la nuova amministrazione comunale.

Il nome che circola è già un programma politico: “Rinascita Popolare”.

Il simbolo è ancora in lavorazione. La candidatura ufficiale dovrà seguire i tempi e le procedure elettorali. Ma il progetto politico ha già un volto: Domenico Scalise, candidato sindaco in pectore e ideatore dell’iniziativa.

E qui la cronaca comincia a diventare storia.

Per capire perché questa candidatura potrebbe rappresentare qualcosa di inedito bisogna tornare indietro nel tempo.

San Morello non è una frazione qualunque nella storia di Scala Coeli.

Nel 1950, la sua condizione arrivò addirittura sui banchi del Parlamento. Un’interrogazione denunciava la drammatica carenza di servizi essenziali nella frazione, citando acquedotto, fognature, cimitero, scuola e altre infrastrutture. Il documento parlamentare ricordava anche un fatto clamoroso: gli abitanti avevano disertato in massa le urne alle elezioni amministrative, trasformando l’astensione in una forma estrema di protesta.

È un’immagine potentissima.

Settant’anni dopo, il gesto potrebbe essere rovesciato.

Non più non votare per protestare ma votare per governare!

È questa la vera novità politica che si intravede oggi.

Domenico Scalise non usa il linguaggio tradizionale della politica.

Anzi, ne prende esplicitamente le distanze.

Sarà una lista popolare”, spiega. “Nasce per questo, fatta da gente che non ha mai fatto politica e non ama la politica”.

È il primo elemento identitario del progetto.

Il secondo è ancora più netto: progettare prima di promettere.

Faremo progetti basati su basi concrete e realizzabili, progetti fatti da tecnici e non politici”.

La parola che torna è una sola: concretezza!

Scalise dice di scendere in campo “proprio per contrastare il marcio della politica” e sostiene di voler raccogliere attorno a sé persone accomunate dagli stessi obiettivi e dagli stessi principi.

Non è ancora una lista ufficiale. È, per ora, un progetto politico in costruzione.

Ma la sua impostazione è già riconoscibile.

La proposta più ambiziosa riguarda il rapporto tra il capoluogo e la frazione.

La “rinascita”, nelle intenzioni del promotore, dovrebbe partire dalla storia.

Prima Scala Coeli e San Morello. Poi il mare.

L’idea è valorizzare i centri storici e contemporaneamente costruire una prospettiva di sviluppo nella fascia costiera, attraverso edificazione, strutture turistiche e attività balneari.

Scalise guarda esplicitamente ai comuni vicini: Calopezzati, Pietrapaola, Mandatoriccio, Cariati, ecc.

Il ragionamento politico è semplice: se altri territori hanno costruito sulla costa una parte significativa della propria economia turistica, perché Scala Coeli non dovrebbe tentare la stessa strada?

La domanda è legittima.

La risposta, però, non è semplice.

Servirebbero pianificazione urbanistica, infrastrutture, investimenti privati, servizi, viabilità, compatibilità ambientale e una strategia turistica capace di non ridurre la costa alla sola edilizia.

È proprio qui che “Rinascita Popolare” sarà chiamata a trasformare lo slogan in progetto.

C’è poi una proposta che guarda alla parte più fragile della comunità.

Scalise immagina un punto di ascolto rivolto soprattutto agli anziani e ai cittadini in difficoltà.

È una proposta apparentemente semplice, ma politicamente significativa.

Perché introduce un’idea precisa di Comune: non soltanto l’ente che gestisce strade, bilanci e pratiche amministrative, ma una struttura capace di intercettare bisogni prima che diventino emergenze.

Sul tavolo c’è anche la sicurezza.

La videosorveglianza viene indicata come possibile strumento per controllare alcuni punti del territorio interessati, secondo quanto riferito dal promotore, da episodi vandalici.

Anche qui, però, la politica dovrà incontrare la realtà amministrativa: telecamere significa progettazione, costi, manutenzione, gestione dei dati e rispetto della normativa sulla privacy.

La promessa dovrà quindi diventare un progetto sostenibile.

Tra le proposte c’è quella destinata probabilmente a far discutere di più.

Le riunioni della Giunta comunale trasmesse in diretta sui social.

È una scelta che punta sulla trasparenza e sulla partecipazione.

Il messaggio politico è evidente: ciò che accade dentro il Comune non deve rimanere confinato dentro il Comune.

Anche questa, però, non può essere soltanto una trovata comunicativa. La trasparenza amministrativa vera richiede atti pubblici, dati leggibili, bilanci comprensibili, tempi certi, accessibilità e accountability.

La diretta social può essere un pezzo del mosaico. Non può essere il mosaico.

È questo il punto sul quale la futura lista dovrà misurarsi.

San Morello non può candidarsi soltanto per San Morello.

Se “Rinascita Popolare” vuole davvero conquistare il governo di Scala Coeli, dovrà convincere anche chi vive nel capoluogo e nelle altre parti del territorio che il suo progetto non è una rivincita della frazione sul Comune.

Dovrà dimostrare l’esatto contrario: che San Morello può diventare il luogo da cui parte un’idea nuova per tutto il territorio.

È una differenza decisiva.

Perché una lista territoriale può dividere.

Una lista territoriale che propone una visione complessiva può invece diventare competitiva.

C’è una fotografia storica che potrebbe diventare il simbolo involontario di questa campagna elettorale.

Nel 1950 San Morello protestava attraverso l’assenza dalle urne.

Nel 2027 potrebbe scegliere la strada opposta: mettere il proprio nome sulla scheda elettorale e chiedere agli elettori di affidarle il governo dell’intero Comune.

Non è una semplice inversione di strategia elettorale.

È un cambio di paradigma.

La frazione che per decenni ha reclamato attenzione potrebbe ora reclamare responsabilità e la responsabilità, in politica, è una cosa molto più difficile della protesta.

Perché protestare significa dire ciò che non funziona.

Governare significa dimostrare di sapere come cambiarlo.

“Rinascita Popolare” deve ancora completare la propria squadra, definire il simbolo, costruire il programma e soprattutto trasformare le intenzioni in numeri, competenze, priorità e tempi.

Le altre forze politiche, nel frattempo, avranno tutto il tempo per organizzarsi.

Ma una cosa è già cambiata.

San Morello ha annunciato di voler giocare la partita e questa volta non dalla tribuna.

La giocherà, se la candidatura sarà formalizzata, per il posto più importante: quello di chi amministra l’intero Comune.

Forse è proprio questo il dettaglio che rende questa storia più grande di una semplice elezione comunale.

Perché qualche volta la politica cambia quando cambia il risultato.

Altre volte cambia molto prima.

Cambia quando qualcuno decide che il proprio territorio non vuole più soltanto essere rappresentato.

Vuole provare a rappresentare tutti!

 

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