CARIATI IN ARTE 2026, DAL BORGO AL MONDO: PREMI DALLA PUGLIA ALLA RUSSIA

di Marco Toccafondi Barni


Cariati su tela per la settima volta e con tanta amicizia tra i popoli, anche se purtroppo il mondo pare andare in un’ altra direzione.
Eppure alle nostre latitudini tra i premiati c’è chi è nato in Russia, Germania o nella vicina Puglia. Nazionale e internazionale, quindi, questa 7° edizione della estemporanea di pittura, che ormai è diventata un classico nella nostra città. Grazie soprattutto all’ eccellente lavoro della Pro Loco cariatese guidata da Giampiero Cosentino, Deus ex machina dell’iniziativa, e all’ ospitalità del Museo civico con la direttrice Assunta Scorpiniti.
Il tema quest’anno quello di dipingere “gli angoli nascosti e le memorie di pietra” di uno dei centri storici piu’ belli della costa ionica, una perla da sempre intatta sullo Ionio: Cariati.
Alla fine ha vinto un pugliese, di Bari, anzi Turi, Vincenzo Cipriani con un’ opera bellissima: “Notturno in piazza Plebiscito”. Al secondo posto le “Tracce di storia” di Fabio Castellaneta e poi la realistica “Finestra sul borgo” dell’ artista russa, anche se oggi di Crucoli, Elena Lyamova. Infine quarta posizione per un’ artista giovane e decisamente dallo stile naif, che ricorda vagamente l’indimenticabile artista toscano Giuliano Ghelli: Manuela Iacovino col suo “Cariati di notte”. Menzione speciale per “Tramonto su Cariati” di Luigi Perenz.
Eppure se è vero, come è vero, che i premi hanno sì una loro importanza, anche dal punto di vista prettamente economico considerando si va comunque dalle 450 euro del primo classificato ai 200 per la quarta, è l’intreccio di storie e vite che si respira nel bellissimo scrigno cariatese in occasione di questa iniziativa tra le pittoresche vie a colpire ed essere importante.
Perché ne esce una giornata unica, dove artisti piu’ o meno talentuosi, professionisti e dilettanti per quasi 24 ore si mettono in gioco per passione o diletto, comunque per vivere e darsi una possibilità. Il tutto finisce per creare un’ atmosfera magica nel borgo, si conoscono prima di tutto tante storie, tante vite.
E allora c’è Francesca Mele, col suo bellissimo Aki (diminutivo di un nome epico su un cagnolino così piccolo e pacifico, che se ne sta placidamente all’ ombra come la sua padrona, osservandola mentre crea la sua tela ancora bianca come lui). Lei con un passato da decoratrice a Firenze per una delle piu’ importanti aziende di ceramica del mondo: la Richard Ginori di Sesto Fiorentino. Oppure una simpatica coppia di Rossano e Corigliano che, proprio come i 2 comuni vicini di Cariati, si sono messi insieme pochi anni fa, chissà se complice la loro professione, entrambi insegnanti di arte e con l’amore per le sculture e il disegno. Sono Fernando Gatto e Scorza Chiropita, lui un apprezzato scultore con la motosega, ma che per l’occasione bravo nel cimentarsi e dipingere la nostra bellissima cupola in un quadro, invece lei fantasiosa nel trasformare, coraggiosamente perché non era scontato, uno dei tanti vicoli del centro in un “quadro di Munch”, con un’anziana signora e il suo gatto al posto del famosissimo urlo.
Come detto c’è un tocco vagamente internazionale e un po’ geopolitico con la giovane artista russa Elena, classe 1986, che raffigura una delle tante finestre del borgo e lo fa con un realismo così diretto da arrivare meritatamente sul podio e ad un passo dal cielo del primo posto. Presenti le cosiddette “vecchie glorie” della competizione, come il vincitore dell’ ultima edizione Giuseppe De Franco, Vincenzo Diodati e Gregorio Procopio, ma anche un’ ennesima new entry da quella Rossano così ben rappresentata: Pasqualina Santagada. Prima volta per Cosimo Tatullo dalla provincia di Taranto.
E poi coppie di amiche vere quali Immacolata e Federica, che lavorano alle loro opere proprio davanti all’ entrata del borgo, ma si danno poche possibilità di vittoria: “Siamo qui per divertirsi e stare insieme”, si scherniscono se accenni a una eventuale vittoria. Ancora Valeria e Manuela, quest’ ultima nativa della Germania arriverà a un passo dal podio grazie al suo stile naif.
Spazio a 2 coniugi da Isola di Capo Rizzuto dove passano le loro estati da ben 29 anni. Solare lei, Angela Maria Colella ha la vitalità e la simpatia di una ragazzina, forse piu’ riservato il marito, un ex impiegato di Equitalia, che si racconta come trascinato dall’ allegra consorte in questi concorsi di pittura. Insomma, una coppia simpatica e fortificata dagli anni, con ben 5 figli e addirittura 15 nipoti sparpagliati tra Francia e Italia; lei fu introdotta al sacro fuoco della pittura dal nonno quando era una bambina. Esattamente come Marika Ascione, appena 16enne di Cariati, la piu’ giovane tra gli artisti in gara, anche lei pittrice grazie al nonno fin dalla piu’ tenera età, un astrattismo un po’ felliniano il suo.

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