L’associazione dei Cariatesi a Milano esprime un giudizio negativo sull’Estate cariatese.

“Il grande cartellone con un disegno curioso diceva: “Noi amiamo Cariati.. e ci comportiamo così”. Da cariatese, che ritorna spesso e non può vivere, per troppo tempo, lontano dal suo paese natio, leggendo il colorito messaggio, quasi pubblicitario, scritto sui totem sparsi in città, pensavo…”.
Così inizia una nota di Giuseppe Parise, presidente dell’associazione “Cariatesi a Milano”, che durante l’estate ha trascorso a Cariati le sue ferie. “Noi amiamo Cariati – pensava Parise – con le sue strade martoriate da buche e ricamate da erbe ed erbacce che nascono dai marciapiedi; noi amiamo Cariati, senza acqua nelle case del borgo antico ad agosto; noi amiamo Cariati con tanti rifiuti ammucchiati e mai rimossi luogo le strade; amiamo Cariati con l’odore di fogna che sentiamo qua e la per le sue vie. Poi – continua ancora il presidente – lo amiamo a dispetto di totale assenza di una programmazione e pianificazione per un’estate che nasce e muore in venti giorni; amiamo Cariati senza un ospedale, senza strade di collegamento, senza ferrovia. Amiamo il sapore del mare e la sua gente sul lungomare, mai come quest’anno maltrattato, lasciato delle sere al buio, con i pochi imprenditori che, con un eroico fai da te, lo fanno vivere sui lidi e ristorantini tipici.

Si – conclude Parise – noi tutti abitanti e soprattutto noi emigrati che siamo ritornati, in tanti quest’anno, all’amato paese, amiamo Cariati, lo si legge nella speranza di chi torna e lo notiamo nella tristezza di chi, mai numerosi come quest’anno, ritornano nelle terre straniere delusi e mortificati e le associazioni gridano la rabbia di come maltrattato è il borgo amato, con i pochi imprenditori che con un eroico fai da te lo fanno vivere sui lidi e ristorantini tipici.

Amiamo Cariati con le immense spiagge “pulite” all’occasione ma piene di erbacce, senza servizi, senza anima. Si, noi tutti abitanti e soprattutto noi emigrati, amiamo Cariati, lo si legge nella speranza di chi torna e lo accusiamo nella tristezza di chi, mai numerosi come quest’anno, ritornano nelle terre straniere delusi e mortificati. Amiamo Cariati nelle associazioni che esaltano la storia e rinnovano le tradizioni, ma gridano la rabbia di come maltrattato è il borgo amato. Noi amiamo Cariati e non credo che chi governa questa città non la ami. Credo che quest’anno, come negli anni addietro, sia stato semplicemente assente.

Peppino Parise Presidente Associazione “Cariatesi a Milano”

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