LA POTENZA E’ TUTTO PER IL CONTROLLO (DEI VACCINI)

– Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco: come in una rissa nel cortile di casa anche sui vaccini vince chi è più forte.

Questa consapevolezza spazza via la leggenda metropolitana secondo la quale tutto è economicismo. Nella realtà non va quasi mai così, soprattutto nelle questioni prioritarie. E la vaccinazione lo è, eccome. Non funziona neanche quel che tenta di raccontare il generale Figliuolo: non comanda o comanderà chi è più “bello” (l’Unione Europea, con la sua alta qualità della vita, l’onnipresente pensiero economico e uno stato sociale unico al mondo) e nemmeno chi è più ricco (la Germania), più semplicemente decide e deciderà chi è più forte e per questo sa come stare meglio al mondo.

Ancora una volta sono i numeri a dircelo: il 75% dei vaccini viene prodotto in Europa, pur da aziende farmaceutiche non appartenenti a stati UE, tranne Biontech. Eppure a fronte di ciò poco più del 5,5% dei cittadini UE è stato vaccinato ad oggi, marzo 2021. Per contro gli Stati Uniti e il loro principale satellite in zona, la Gran Bretagna, registrano rispettivamente percentuali assai migliori: il 20% e addirittura il 30% di vaccinati. Per non parlare di Israele, dove una società militarizzata sta tornando all’ambita “normalità”. Ciò avviene soprattutto per via dei forti legami con le case farmaceutiche, dovuti al fatto che, storicamente, tali aziende hanno spesso utilizzato la popolazione israeliana per fare i test. Tutto questo ha fatto sì che lo stato israeliano, almeno in percentuale, sia tra i primi al mondo come numero di vaccinati in rapporto alla popolazione. Questi  legami non si devono, ovviamente, a qualche misterioso complotto, bensì alla composizione della popolazione israeliana: essa proviene da varie zone del mondo, per note ragioni storiche, ha dunque un codice genetico variegato e di conseguenza molto utile alla ricerca scientifica.

E allora si torna al solito concetto di dover ribaltare alcuni luoghi comuni per comprendere meglio la realtà, senza farsi offuscare la mente dalla propaganda e dal pressappochismo mediatico o ideologico. Un esempio: l’economicismo, cioè l’assioma che siccome i soldi contano molto per tutti allora chi ne possiede di più (le multinazionali, vedi le assurdità sulla inesistente “Big Pharma”) comanda ogni cosa. Purtroppo o per fortuna, scegliete voi, nel mondo reale non funziona in questo modo, soprattutto quando si tratta di questioni vitali, perché se così fosse non si spiegherebbe come mai la Germania, paese facoltoso e probabilmente la collettività più capace del pianeta, sia indietro nella vaccinazione. Tanto da far letteralmente infuriare i vari Länder con la signora Merkel e col  governo centrale, consapevoli come sono delle loro potenzialità represse in favore della UE. In verità esistono poche cose comprensibili e logiche come la forza. E nell’ Unione Europea nessuno può averla, visto che l’Europa non è uno stato né un governo, ma solo un’ astrazione.

E’ la forza a far sì che la Germania, pur essendo una nazione molto ricca, unicamente per seguire una causa maggiore e cioè rimanere con l’Unione Europa, è costretta a vedersi superata da paesi come  Israele, la Serbia o il Cile. Qualcosa di simile succede da anni anche per un’ altra forza: quella delle valute.  Il dollaro è tale nel mondo perché ha dietro di sé l’immensa forza militare a stelle e strisce e quella talassocrazia, non certo perché c’è stampato sopra George Washington. Non è il frutto di una casualità, infatti, che all’epoca dell’ ultima grande crisi economica e finanziaria del 2008, anche se la Federal Reserve decise di stampare a proprio piacimento i celeberrimi bigliettoni verdi questi non subirono nessuna svalutazione. Le altre valute sì. Dietro la FED e il dollaro c’era anche allora la forza, quella stessa potenza che oggi, in epoca di epidemia o pandemia, decide chi deve vaccinarsi prima e chi dopo.

Questo accade perché lo stato tedesco è sicuramente ricco, ma non è certo potente e per questo motivo resta perennemente in balia di attenzioni e decisioni made in USA, disseminato di basi militari ovunque e comandate dal Pentagono. Eppure la Germania ha una logistica importante e persino un’ azienda, Biontech appunto, che insieme alla statunitense Pfizer produce il vaccino ad oggi forse più efficace e sicuro al mondo. Per giunta con i soldi tedeschi e perfino europei, non certo statunitensi.  Ma resta un motivo, una forza maggiore che impedisce ai tedeschi di muoversi come vorrebbero. Tale causa è il dover rimanere dentro l’Unione Europa per tentare di guidarne i destini, senza manco riuscirci peraltro, se non nella misura in cui verrà  permesso dall’egemone statunitense. Leggi Recovery Fund.

Tutto ciò accade perché al sodo, ovvero quando si tratta di una questione di vita o di morte, la Covid-19 lo è senz’altro, si verifica qualcosa che capita anche con le singole persone e dunque vale pure per gli stati, che in fondo non sono altro che grandi territori abitati da milioni di persone: i soldi, la ricchezza, la stessa qualità della vita vanno a farsi benedire rispetto all’ obiettivo di rimanere in vita. Insomma va da sé che chi è più forte, l’ Unione essendo una sfera di influenza USA da oltre 70 anni non lo è ed è anche per questo che ci si vive generalmente meglio, si impone e se per sopravvivere ha la necessità di prendersi delle dosi e imporre diktat alle multinazionali farmaceutiche lo fa e basta. Senza tanti altri discorsi o spiegazioni. Questo capita, capiterà ed è sempre capitato nel corso della storia, al di là delle sciocchezze che, nella vulgata delirante del complottismo futile, vorrebbero sposare la narrazione di multinazionali così potenti da comandare il mondo solo perché facoltose. Nella realtà non succede mai né è mai successo: né con i colossi dell’ Hi-Tech oggi, né coi giganti petroliferi ieri, né con le aziende farmaceutiche durante un’ emergenza sanitaria come quella attuale.

E’ una evidenza che non va certamente in questo modo, soprattutto per una questione vitale come quella della vaccinazione contro il virus. La vicenda dell’ arretratezza europea (UE) rispetto ad altri paesi nel mondo né è soltanto un’ ulteriore prova.

In definitiva nella storia del mondo contano essenzialmente la forza e la gloria delle diverse collettività, non tanto i soldi e l’economia. Questa ultima emergenza ce lo svela una volta in più.

MARCO TOCCAFONDI

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