CARIATI, IL CICLONE HARRY ENTRA NEI DECRETI: ARRIVANO I RISTORI PER LA PESCA COLPITA DAL MALTEMPO

Il decreto ministeriale apre la strada agli indennizzi per le imprese della pesca e dell’acquacoltura danneggiate dal ciclone Harry. Per Cariati, dove il porto e la marineria rappresentano uno dei principali motori economici del territorio, si tratta di un passaggio decisivo dopo mesi di attesa e di incertezza

Antonio Loiacono

Il mare che garantisce lavoro e identità a Cariati, per un mese si è trasformato nel suo principale avversario. Tra il 17 gennaio e il 17 febbraio scorso il ciclone Harry ha investito la costa calabrese con mareggiate e condizioni meteorologiche eccezionali, lasciando dietro di sé danni ingenti alle imprese della pesca e dell’acquacoltura. Ora arriva il riconoscimento ufficiale dello Stato: il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha dichiarato il carattere di eccezionalità di quegli eventi, aprendo l’accesso agli interventi del Fondo di solidarietà nazionale.

Per Cariati la notizia ha un peso che va oltre il semplice valore amministrativo. La pesca rappresenta uno dei pilastri dell’economia locale e coinvolge decine di imprese, lavoratori e famiglie che dipendono direttamente o indirettamente dall’attività del porto. Il decreto ministeriale costituisce il presupposto indispensabile affinché le aziende possano ottenere i ristori previsti dalla normativa nazionale.

Il provvedimento, firmato dal ministro Francesco Lollobrigida, recepisce la proposta avanzata dalla Regione Calabria con la deliberazione della Giunta regionale n. 208 del 28 aprile 2026. La ricognizione dei danni ha quantificato perdite complessive per 1.476.766,84 euro, comprendendo sia le produzioni ittiche sia i danni subiti dalle imbarcazioni e dalle attrezzature utilizzate dalle flotte locali.

Accanto a Cariati, la declaratoria interessa soltanto altri tre comuni calabresi: Carlopoli e San Pietro a Maida, in provincia di Catanzaro, e Bagnara Calabra, nel Reggino. Un elenco ristretto che evidenzia come il Governo abbia riconosciuto l’eccezionalità delle conseguenze prodotte dal ciclone in aree particolarmente esposte.

«La declaratoria del Ministero rappresenta un passaggio fondamentale per garantire ristori rapidi e adeguati alle imprese della pesca e dell’acquacoltura», ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, sottolineando il lavoro svolto dalla Regione per ottenere il riconoscimento ministeriale.

Ma il decreto, da solo, non mette ancora risorse nelle casse delle imprese. Costituisce invece il presupposto giuridico necessario per l’attivazione degli interventi del Fondo di solidarietà nazionale. Saranno le successive procedure amministrative a definire modalità, tempi e importi effettivamente riconosciuti ai beneficiari sulla base delle domande e delle verifiche previste dalla normativa.

Per Cariati il provvedimento assume anche un significato più ampio. Negli ultimi anni il comparto ittico ha dovuto affrontare l’aumento dei costi del carburante, le difficoltà legate ai cambiamenti climatici, l’erosione costiera e una crescente instabilità delle condizioni meteo marine. Il ciclone Harry ha rappresentato un ulteriore colpo per un settore che continua a svolgere una funzione economica e sociale essenziale lungo la costa ionica.

La vera sfida inizia adesso. Il riconoscimento dell’eccezionalità certifica il danno, ma saranno la rapidità delle procedure e l’effettiva erogazione degli aiuti a stabilire se il decreto resterà soltanto un atto formale oppure diventerà uno strumento concreto per consentire alla marineria di Cariati di riprendere il largo con la fiducia di chi sa di non essere stato lasciato solo nel momento più difficile.

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