LE RADICI NON EMIGRANO!

A Pietrapaola la presentazione di Tra due mondi, il libro autobiografico di Nicola Chiarelli che trasforma una vicenda personale nella memoria di un'intera generazione

Nicola Chiarelli

■Antonio Loiacono

Oltre quattrocento pagine possono raccontare una vita. Più raramente riescono a raccontare anche la storia di una comunità. È ciò che accade in Tra due mondi, il volume autobiografico di Nicola Chiarelli presentato ieri sera al Villaggio Il Carlino di Pietrapaola Mare davanti a un pubblico numeroso, intervenuto non soltanto per assistere alla presentazione di un libro, ma per ritrovare frammenti della propria storia.

Promossa dall’Associazione Ricchizza con il patrocinio del Comune di Pietrapaola, la serata ha assunto fin dalle prime battute il tono di un confronto sulla memoria collettiva. Fotografie, documenti d’archivio, testimonianze e ricordi personali diventano, nelle pagine di Chiarelli, gli strumenti attraverso cui ricostruire un’epoca che ha segnato profondamente il volto della Calabria: quella dell’emigrazione e della ricerca di un futuro lontano dalla propria terra.

A guidare l’incontro è stato Pasquale Crescente, che ha accompagnato il pubblico attraverso i temi centrali dell’opera, intrecciando il dialogo con l’autore agli interventi dei relatori.

Nel portare il saluto dell’Amministrazione comunale, la sindaca Manuela Labonia ha evidenziato il valore culturale dell’iniziativa, sottolineando come opere di questo genere contribuiscano a custodire la memoria storica e a rafforzare l’identità della comunità.

Su questa linea si sono inserite le riflessioni di Vito Sorrenti, autore della prefazione, che ha interpretato Tra due mondi come il racconto di una generazione sospesa tra la Calabria delle origini e la Germania dell’emigrazione. Un percorso nel quale il vissuto personale assume un significato collettivo, restituendo uno spaccato della civiltà contadina, delle partenze che hanno segnato gli anni del dopoguerra e del difficile cammino di integrazione degli italiani all’estero.

Angelo Mingrone ha invece richiamato il valore simbolico della Rupe di Pietrapaola e di altri luoghi che rappresentano la memoria del paese, ricordando come l’identità di una comunità sopravviva soltanto se i suoi luoghi e le sue storie continuano a essere raccontati.

Quando ha preso la parola, Nicola Chiarelli ha ripercorso le tappe principali della propria esistenza: l’infanzia vissuta a Pietrapaola, gli anni della scuola, la scelta di emigrare in Germania e le difficoltà affrontate nei primi tempi. Ma il suo racconto non si è fermato ai sacrifici dell’emigrante. Ha ricordato anche il percorso professionale che lo ha portato a ricoprire incarichi di responsabilità e l’impegno costante a favore degli italiani residenti in Germania, ai quali ha offerto assistenza come interprete, traduttore e punto di riferimento nei rapporti con le istituzioni. Una vicenda che restituisce il volto di un’emigrazione fatta di sacrificio, ma anche di solidarietà e responsabilità verso gli altri.

A testimoniare il dialogo tra generazioni sono state le domande rivolte all’autore dalle giovanissime Giulia Fulciniti e Beatrice Visco Comandini, che hanno approfondito aspetti della sua esperienza umana e professionale. Al dibattito hanno contribuito anche Domenico Conforti e Benito Mattia Madera, arricchendo ulteriormente il confronto.

Il momento più intenso della serata è arrivato con la lettura della lettera inviata all’autore dalla sorella Rosa. Parole semplici, attraversate dall’affetto familiare e dalla gratitudine, hanno profondamente commosso Nicola Chiarelli e il pubblico, trasformando il ricordo privato in un’emozione condivisa.

Gli intermezzi musicali di Pino Salerno hanno accompagnato l’incontro con discrezione, contribuendo a creare un’atmosfera raccolta e partecipata.

Nelle conclusioni, il presidente dell’Associazione Ricchizza, Vincenzo De Vincenti, ha ribadito l’impegno dell’associazione nel promuovere iniziative dedicate alla valorizzazione della storia e dell’identità del territorio. La serata si è poi conclusa con il tradizionale firmacopie e con un momento conviviale tra autore e lettori.

Ma il significato di Tra due mondi va ben oltre la presentazione di un libro. In una Calabria che continua ancora oggi a confrontarsi con lo spopolamento e con nuove partenze, il racconto di Nicola Chiarelli ricorda che ogni emigrante porta con sé una parte della propria terra, ma lascia anche una memoria che appartiene a tutti. Custodirla significa comprendere il passato, leggere con maggiore consapevolezza il presente e non perdere il filo che unisce una comunità alla propria storia.

Il libro

 

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