■Antonio Loiacono
Quattordici posizioni da recuperare, dieci giri per riuscirci. Il 4 ottobre scorso, sulla pista South Garda Karting di Lonato del Garda, Noah Pantuso ha concluso al quarto posto la finale della 25ª Easykart International Grand Finals, dopo essere partito dalla quattordicesima posizione. Una rimonta che ha rappresentato uno dei momenti più significativi della sua stagione agonistica.
Otto anni, kart numero 191 e colori del Racers Group: Noah ha affrontato nel 2026 il suo primo campionato nella categoria Easykart 60 Under 10, chiudendo il Trofeo Italiano al terzo posto assoluto con 167 punti. Davanti a lui si sono classificati Francesco Vurro, primo con 262 punti, e Diego Schiaffino, secondo con 187.
Risultati che raccontano una stagione affrontata sui principali circuiti italiani, da Franciacorta a Jesolo, da Viterbo a Cremona, passando per Castelletto di Branduzzo e Ala di Trento. Un calendario impegnativo, nel quale il giovane pilota ha potuto misurarsi con avversari e condizioni di gara differenti, maturando esperienza prova dopo prova.
Ma la storia di Noah ha anche un riferimento geografico che interessa da vicino il Basso Jonio cosentino. Suo padre, Roberto Pantuso, è originario di Cariati, mentre la madre, Erika Iannelli, viene da Valenza, in Piemonte, dove la famiglia risiede. Due diverse provenienze che si incontrano in un percorso di vita costruito nel Nord Italia.
È attraverso Roberto che il nome Pantuso torna a collegarsi alla comunità cariatese. Una vicenda che richiama quella di tante famiglie meridionali trasferitesi in altre regioni, dove i figli sono cresciuti costruendo il proprio futuro. Storie diverse, accomunate da origini che continuano a far parte della memoria familiare, anche quando la vita prende forma lontano dai luoghi di provenienza.
La prova di Lonato ha riunito circa 260 piloti nell’arco dei tre giorni di competizione. In un appuntamento internazionale di questo livello, il quarto posto conquistato da Noah, con dieci posizioni recuperate in finale, ha aggiunto valore a un’annata già caratterizzata dal terzo posto nel campionato italiano.
Dietro questi risultati c’è anche il lavoro della squadra. La preparazione del kart, le verifiche tecniche e il supporto durante le competizioni sono parte integrante dell’attività di un pilota. Il Racers Group accompagna Noah in questo percorso, insieme alle persone impegnate nella messa a punto del mezzo e nell’assistenza in pista.
A otto anni, tuttavia, la classifica non può raccontare tutto. Il karting agonistico richiede attenzione, disciplina, capacità di ascolto e rispetto degli avversari. Ogni gara offre occasioni per imparare, confrontarsi con le difficoltà e acquisire maggiore consapevolezza. È un’esperienza che va oltre il piazzamento finale e che, soprattutto a questa età, deve lasciare spazio al piacere di correre e di crescere.
Per Noah, il bilancio del 2026 è affidato a due risultati concreti: il terzo posto nel Trofeo Italiano Easykart e la quarta posizione nella finale internazionale di Lonato. Per Cariati, invece, questa storia rappresenta anche un’occasione per ritrovare, attraverso il percorso di un giovane figlio di una famiglia legata al territorio, il filo di quelle origini che continuano a viaggiare ben oltre i confini della Calabria.
La prossima stagione dirà quale sarà il nuovo passo di Noah. Intanto, il numero 191 ha già lasciato il segno in un’annata che, per un pilota di appena otto anni, costituisce soprattutto un punto di partenza.
Views: 17

Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.