PIETRAPAOLA / CASO STASI, IL SINDACO: SOLIDARIETÀ AL COLLEGA, MA ORA INTERROGHIAMOCI SULLA LIBERTÀ DI AMMINISTRARE. IL RISCHIO È INDEBOLIRE LA DEMOCRAZIA

PIETRAPAOLA (CS), venerdì 30 ottobre 2026 – Quanto è diventato difficile amministrare una comunità? E quanto è ancora libero un sindaco di assumere decisioni, rappresentare i cittadini ed esercitare il proprio mandato senza essere continuamente esposto a pressioni, sospetti e rischi personali? La vicenda giudiziaria che coinvolge il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, impone una riflessione che va oltre il singolo caso e riguarda la stessa qualità della nostra democrazia.

 

LABONIA: VICINANZA UMANA, SENZA DISTINZIONI POLITICHE

È quanto dichiara la sindaca di Pietrapaola, Manuela Labonia, esprimendo solidarietà al collega e amico Flavio Stasi. Sono certa che saprà chiarire la propria posizione e superare questa vicenda. Ma la vicinanza umana e il rispetto delle garanzie devono valere per tutti gli amministratori che affrontano situazioni analoghe, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Non possono esistere solidarietà a corrente alternata.

 

FARE IL SINDACO NON PUÒ SIGNIFICARE ESSERE UN BERSAGLIO PERMANENTE

Chi ricopre incarichi pubblici – aggiunge il Primo cittadino – accetta responsabilità, controlli e una maggiore esposizione personale, anche sotto il profilo della riservatezza. Ma non può diventare normale subire quotidianamente, ad esempio sui social, offese, insinuazioni, delegittimazioni e persino incitamenti alla violenza. La critica e il controllo democratico sono diritti irrinunciabili; l’aggressione personale e la pressione sistematica sono altra cosa.

 

IL RISCHIO È CHE LA PAURA DI DECIDERE INDEBOLISCA LA DEMOCRAZIA

Dobbiamo interrogarci sul confine tra il legittimo controllo dell’attività amministrativa, le aspettative dei cittadini e la libertà di chi governa di decidere nell’interesse generale. Non chiediamo privilegi né immunità. Il rispetto della legge è imprescindibile e ogni valutazione giudiziaria spetta esclusivamente alla magistratura. Ma se amministrare significa vivere nel timore permanente delle conseguenze di ogni scelta, il rischio è che nessuno voglia più assumersi responsabilità. E quando si restringe la libertà di amministrare, si restringono anche gli spazi della democrazia.- (Fonte: Comune di Pietrapaola/Cs – Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).

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