IL NOME DI UN PADRE AFFIDATO ALLA FEDE: A PIETRAPAOLA SAN GIACOMO DIVENTA MEMORIA, GRATITUDINE E AMORE

UNA DONAZIONE CHE RACCONTA UNA STORIA DI FEDE E DI AFFETTI

Vincenzo Gorgoglione e don Raffaele Forellino

■Antonio Loiacono

Il gesto di Vincenzo Gorgoglione, pietrapaolese trasferitosi da bambino all’Isola d’Elba, ha portato nella chiesa del paese una statua di San Giacomo. Dietro la donazione, il desiderio di custodire nella propria terra d’origine il ricordo del padre, che portava lo stesso nome del Santo. La benedizione di don Raffaele Fiorellino, parroco della Chiesa Matrice Santa Maria delle Grazie, la partecipazione dei fedeli e l’accompagnamento della banda musicale hanno dato alla cerimonia il significato di un momento di fede e condivisione.

Una statua entra in chiesa accompagnata dalla musica. Ma a Pietrapaola, dietro l’immagine di San Giacomo, è arrivata anche una storia familiare: quella di un figlio che ha voluto affidare al paese natale il ricordo del padre.

È questo il significato più profondo della donazione compiuta da Vincenzo Gorgoglione, che ha voluto offrire alla Chiesa Matrice di Pietrapaola una statua raffigurante San Giacomo. Un gesto di devozione che supera il valore materiale dell’opera e si fa testimonianza di un legame affettivo, di una memoria che attraversa il tempo e le distanze.

La cerimonia ha coinvolto numerosi fedeli e cittadini. La statua è stata accompagnata in chiesa dalla banda musicale “Associazione Bandistica Nicola Gorgoglione Città di Pietrapaola”, in un momento di partecipazione collettiva che ha preceduto la benedizione impartita dal parroco, don Raffaele Forellino. Alla benedizione è seguita la celebrazione della Santa Messa.

Nel corso del rito, il sacerdote ha richiamato la particolare vicinanza di San Giacomo a Gesù, sottolineando il significato religioso della figura del santo e il valore della sua presenza nella comunità parrocchiale.

Ma è stato soprattutto il motivo della donazione a conferire alla giornata una dimensione più intima e personale. Nel ringraziare il parroco, Vincenzo Gorgoglione ha spiegato di aver scelto San Giacomo perché Giacomo era il nome di suo padre. Una scelta tutt’altro che casuale, legata al desiderio di fare in modo che la memoria paterna continuasse a essere ricordata proprio nel paese in cui lui stesso era nato.

Il padre di Vincenzo Gorgoglione riposa in un luogo diverso da Pietrapaola. Eppure, attraverso questa donazione, il figlio ha voluto ricondurre simbolicamente il suo ricordo alla terra delle proprie origini. Non un trasferimento di spoglie, naturalmente, ma un gesto di appartenenza: affidare alla comunità natale una memoria familiare, perché possa continuare a vivere anche attraverso la presenza di un simbolo religioso.

La storia di Vincenzo Gorgoglione è anche quella di una vita costruita lontano dal paese d’origine. Nato a Pietrapaola, si trasferì ancora bambino all’Isola d’Elba, dove ha costruito la propria vita familiare e il proprio percorso imprenditoriale. Un legame con il territorio elbano che, negli anni, si è tradotto anche in una partecipazione alla sua realtà economica.

Il suo nome è legato alla società “M.V.D. di Gorgoglione Vincenzo & C. S.n.c.”, con sede a Campo nell’Elba e a iniziative che riguardano settori importanti per la vita dell’isola. Tra queste, la nascita di “Volare Elba”, società costituita con l’obiettivo di sviluppare i collegamenti aerei da e per l’Isola d’Elba, in sinergia con “Silver Air”.

Il suo percorso sull’isola si è intrecciato anche con “Blu Navy”, la compagnia di navigazione impegnata nei collegamenti marittimi tra Piombino e Portoferraio. Nel nuovo assetto del consiglio di amministrazione, Gorgoglione ha mantenuto un posto come componente del CdA, dopo averne ricoperto la presidenza.

Sono tasselli che raccontano il percorso di un uomo che, pur avendo lasciato da bambino la Calabria, ha saputo costruire altrove una presenza imprenditoriale e un rapporto significativo con la comunità che lo ha accolto. Ma le radici, evidentemente, non hanno mai smesso di richiamarlo.

La donazione della statua di San Giacomo restituisce proprio questa dimensione più personale. Perché la distanza non cancella necessariamente l’appartenenza. Si può vivere per decenni in un altro luogo, costruire una famiglia, sviluppare attività e intrecciare nuovi rapporti, senza perdere il legame con il paese in cui tutto ha avuto inizio.

E in questo caso il ritorno alle origini ha assunto la forma di un gesto di fede e di amore filiale. Il nome del padre, Giacomo, trova nella statua una presenza destinata a restare nella chiesa di Pietrapaola e nella memoria di quanti vi entreranno.

La comunità ha accolto il dono attraverso una cerimonia religiosa partecipata. Ma il significato del gesto va oltre la celebrazione di una singola giornata: consegna alla comunità un frammento di storia familiare, trasformando un ricordo privato in un segno condiviso.

Il luogo della sepoltura custodisce le spoglie. Il luogo delle origini può custodire la memoria. È forse in questa distinzione che si comprende fino in fondo la scelta di Vincenzo Gorgoglione: fare in modo che il nome di suo padre continuasse a vivere anche nella terra dalla quale era partito il figlio.

A Pietrapaola, dunque, San Giacomo non rappresenta soltanto una nuova immagine sacra. È anche il segno di un legame che non si è spezzato, di una storia che ha attraversato il mare e il tempo per ritrovare, nella comunità d’origine, un luogo in cui essere ricordata.

Perché certe distanze possono separare le persone e i luoghi, ma non riescono a cancellare ciò che una famiglia porta con sé: il nome, le radici e la memoria di chi l’ha preceduta.

 

 

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