STORIE DI UNA LEGGENDA ‘’Non diventerò una rock star. Diventerò una leggenda’’

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di Patrizia Funaro

Un’ affermazione perentoria che potrebbe sembrare frutto di un eccessivo egocentrismo, se non fosse che a pronunciarla fu proprio il leggendario frontman dei Queen, Freddie Mercury.

“Inarrivabile carisma’’, timbro e tecnica vocale ineguagliabili, performer unico, Freddie Mercury , nonostante siano passati anni da quel 1991, anno della sua scomparsa a soli 45 anni, resta un’icona, un personaggio che continua a suscitare attenzione e curiosità.

Un uomo libero, che ha vissuto la sua vita fuori dagli schemi, al di la degli stereotipi. Una vita di eccessi, un viaggio emozionante tra successo inarrestabile e profonde solitudini, ambiguità e rumors sui quali Mercury ha sempre sapientemente giocato, alimentando ulteriormente la sua   popolarità.

Un successo planetario che però non è bastato a colmare quei vuoti e quegli spazi bui che traspaiono dai testi delle sue canzoni. Veri e propri capolavori in cui sono racchiuse tutte le contraddizioni della sua vita.

’Puoi avere tutto nel mondo ed essere ancora l’uomo piu’ solo’’

Una solitudine che arriva insieme al successo, quasi come contrappeso, quale scotto da pagare alla realizzazione del sogno.

Il genio, l’estro  di una vita vissuta al massimo sono racchiuse nel suo capolavoro artistico: Bohemian Rhapsody.

Un ‘’brano operistico’’, apparentemente senza un preciso significato, in cui  però c’è tutta la sua essenza .

Un testo su cui all’inizio nessuno avrebbe scommesso, ‘’troppo complesso per essere capito ed apprezzato dal grande pubblico.’’

Non ha mai voluto spiegare il perché di quel brano ed alla domande dei giornalisti , rispondeva: ‘’il significato di Bohemian Rhapsody ? Se lo vedi è li….’’

Ha voluto lasciare al suo pubblico la libertà di interpretarlo, di coglierne il significato più profondo.

Oggi Bohemian Rhapsody è anche un film, che incassa quasi 500 milioni di dollari al boxoffice internazionale e  che vince quattro premi  Oscar e due Golden Globe, diventando il biopic musicale di maggior successo nella storia del cinema. Numeri da capogiro che ci raccontano quanto F. Mercury e i Queen siano ancora  oggi amati in tutto il mondo.

La pellicola ripercorre i primi quindici anni del gruppo rock, dalla nascita della band, nel 1970, fino al  Live Aid del 1985, venti minuti di concerto che avrebbero fatto storia.           

La storia di un leggenda che, sin da adolescente, avrebbe voluto fare della musica la sua vita.

Prima di fondare lo storico gruppo e di diventare l’icona mondiale del rock , nella sua vita entra una donna che resterà per sempre legata a lui.

Correva l’anno 1969 e in un negozio londinese, BIBA, il giovane talento incontra Mary Austin una ragazza di 19 anni che gli fa battere subito il cuore .

Un  un vero e proprio colpo di fulmine, una storia intensa ed una convivenza durata sei anni.  Che sia stata una storia d’amore vera ed autentica lo racconta il testo della bellissima “Love of my life”, brano indimenticabile dedicato proprio  alla Austin.

’Amore della mia vita mi hai ferita mi hai spezzato il cuore e adesso mi lasci’’

Un amore che sembra destinato a finire  a seguito dell’ammissione da parte di Mercury della propria bisessualità.

Finisce la convivenza, termina il rapporto fisico, la leggenda del rock inizia la sua vita sregolata fatta di eccessi, di promiscuità, di storie che durano una notte, ma Mary è sempre li, accanto a lui, ai suoi concerti, dietro le quinte dei suoi show, nel suo staff e nel suo cuore.

Un rapporto diverso, anche questo fuori dalle convenzioni, che crea gelosie da parte dei compagni di entrambi. La presenza di Mary è costante nella vita del frontman dei Queen e lo è fino alla fine della sua breve vita. A lei confida  per prima di essere malato di AIDS, ed è sempre lei che lo assiste e gli sta vicino durante questo difficile percorso.

A lei chiede di riporre, dopo la sua morte, le sue ceneri, in un posto segreto che non avrebbe dovuto svelare a nessuno.

Anche questo ultimo desiderio venne esaudito.

Mary Austin eredita metà del patrimonio multimilionario di Freddie Mercury ed anche per questo non riscuote particolari simpatie tra in fans del gruppo.

Perché lasciare quel patrimonio ad un’amica?

Probabilmente perché Mary era  ‘’Love of my life’’, l’amore della sua vita.

La confidente, la complice, il punto fermo, l’ancora sicura su cui aggrapparsi, colei che ha compreso la sua anima e che lo ha amato dal primo istante, quando era ancora Farrokh Bulsara, un ragazzo squattrinato con tanto talento e tanti sogni nel cassetto.

Mary ha amato Farrokh, il giovane talento che voleva cambiare il mondo  cosi come ha amato Freddie, il mito .

Ha amato l’uomo, i suoi  eccessi, le sue fragilità, l’essere oltraggioso e irriverente, non solo sul palco ma anche nella vita.

Un sentimento autentico che sfugge alle etichette e alle omologazioni cosi come del resto tutta la sua vita.

Un uomo libero, libero di amare, libero di trasgredire alle regole imposte da altri, libero di esprimere la propria essenza,  libero di non dare spiegazioni ..

Ed è proprio in questo che risiede la grandezza dell’uomo che mi piace ricordare….

‘Si può’ essere tutto ciò’ che si vuole, basta trasformarsi in tutto ciò che si pensa di poter essere”

Freddie Mercury

 

Patrizia Funaro

 

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