EMERGONO NUOVE IPOTESI SULLA STORIA E LA CULTURA DEI BRETTII DAL LIBRO DELL’ARCHEOLOGO E STORICO PIER GIOVANNI GUZZO, PRESENTATO CON SUCCESSO DALLA SIPBC-CALABRIA, A CORIGLIANO.

Si è svolta con successo la manifestazione, organizzata dalla Sezione Regionale calabrese della SIPBC (=Società Italiana per la protezione dei Beni Culturali), per la presentazione del recente saggio storico-archeologico “Storia e cultura dei Brettii”, uscito nel 2019 presso l’editore Rubbettino Autore del libro è uno dei più stimati archeologi e storici antichisti italiani di oggi, conosciuto ed apprezzato anche all’estero: il prof. Pier Giovanni Guzzo, Accademico Linceo, che, su invito di Franco Liguori, presidente della SIPBC calabrese, è venuto a Corigliano, per presentare il suo libro sull’antica popolazione italica che ebbe il suo momento di maggiore affermazione politica nella Calabria dell’età preromana (IV-III sec.a.C.). L’incontro culturale si è tenuto nella Sala Conferenze, gremita di un attento uditorio, dell’’Associazione “Mondiversi”, a Corigliano-Rossano, area urbana Corigliano Scalo. Tra i presenti c’erano anche i rappresentanti di varie associazioni culturali del territorio, come il Rotary Club “Cariati Terra Brettia” (D. Pirillo, G.Minò, G.Policastri), la FIDAPA di Corigliano-Rossano (I.Romano), l’Associazione per la Storia e l’Archeologia della Sibaritide (T.Masneri), l’Associazione “Cariati, borgo medievale” (A.Passavanti).

Dopo il saluto dell’Amministrazione Comunale di Corigliano-Rossano, portato dall’assessore alla Città della Cultura e della Solidarietà, dott.ssa Donatella Novellis (archeologa), a introdurre l’argomento del convegno e a tracciare un profilo biografico-professionale nonchè dell’attività di saggista e storico della Calabria magnogreca, di Pier Giovanni Guzzo, è stato il prof. Franco Liguori, che ha svolto anche il compito di moderatore del dibattito culturale. Liguori, che conosce Guzzo da molti anni, dopo aver ricordato il periodo giovanile (primi anni ’70) della sua attività di archeologo, in cui fu impegnato negli scavi per la messa in luce di Sibari, ha detto di aver recensito nel lontano 1983, un importante libro dal titolo “Le città scomparse della Magna Grecia”, nel quale il noto archeologo già manifestava il suo interesse per le popolazioni indigene (non greche) dell’Italia meridionale, come, appunto i Brettii, sui quali ebbe a pubblicare nel 1989 una fondamentale monografia edita da Longanesi (“I Brettii-Storia e archeologia della Calabria preromana”). Dei Bretti – ha detto Liguori – Guzzo “è tornato ad occuparsi, a distanza di trent’anni, per fare il punto della questione, sulla base della mole di studi e di importanti ritrovamenti archeologici che, in questi tre ultimi decenni, hanno arricchito in qualche modo la conoscenza dell’antico popolo”. “Questo lucido e approfondito saggio di Guzzo” – egli ha concluso – “è il coronamento di un’indagine lunga e appassionata che parte dagli anni Settanta e arriva fino ad oggi, facendo di lui il maggiore studioso in assoluto dei Brettii, che, secondo la nuova ipotesi avanzata proprio in questo libro, sarebbero i tardi discendenti degli Enotri,assoggettati dai Lucani nel corso della loro espansione dagli Appennini alle coste nel corso del V sec.a.C.”. Ad illustrare il libro su un piano più strettamente scientifico,sono stati due stimati docenti dell’UNICAL : Armando Taliano Grasso, professore di Topografia antica, e Antonio Battista Sangineto, che insegna Metodologia della ricerca archeologica. Taliano Grasso,di Cariati, in particolare, si occupa dei Brettii da molti anni ed è autore di non pochi studi e ricerche sull’argomento, tra cui si ricordano i saggi “Testimonianze brettie nell’area di Cariati” (1989), “Sistemi di fortificazioni, controllo e occupazione territoriale nella Sibaritide meridionale in età ellenistica” (1990), “La Sila Greca-Atlante dei siti archeologici” (2000), “Il parco archeologico di Cariati e Terravecchia” (2005). Sangineto, invece, e’ studioso dei paesaggi agrari e urbani in epoca romana. Uno dei suoi libri più noti è “Roma nei Bruttii” (2013), un documentato studio storico-archeologico sulla Calabria al tempo dell’occupazione romana. Entrambi i docenti dell’UNICAL hanno fornito interessanti spunti per l’interpretazione del libro di Guzzo, che si è confrontato con loro nel corso della esposizione delle loro relazioni. Lo stesso Guzzo si è mostrato felice di poter illustrare all’uditorio presente le sue riflessioni storico-filologiche sui Brettii e le ultime interessanti e innovative ipotesi avanzate nel suo recente libro sull’antico popolo progenitore dei Calabresi d’oggi. Al termine dell’interessante incontro culturale, ha ripreso la parola, nella veste di conduttore, il prof. Liguori, che, ha voluto omaggiare Pier Giovanni Guzzo, e i due relatori, a nome e per conto della Sezione Calabria della SIPBC, con alcune raffinate targhe-ricordo, con dediche personalizzate, che hanno sullo sfondo due note testimonianze archeologiche brettie, entrambe provenienti dal territorio di Cariati: il bronzetto raffigurante Heracles e la corazza del guerriero brettio della tomba di loc.Salto. A premiare Guzzo è stato lo stesso Liguori, nella sua veste di presidente della SIPBC calabrese. Salvatore De Luca e Francesca De Luca, vice-presidenti, hanno premiato Armando Taliano Grasso e Antonio Battista Sangineto. Un omaggio floreale è stato offerto all’assessore Donatella Novellis. Il presidente Liguori si è detto pienamente soddisfatto dell’ottima riuscita della manifestazione, per la quale ha ricevuto le congratulazioni del presidente della SIPBC nazionale, dr. Paolo Giorgio Ferri, oltre che dello stesso Guzzo, che lo ha ringraziato, e si è detto disponibile a intervenire ad altre iniziative culturali della SIPBC calabrese.
(Comunicato-stampa SIPBC-Sezione Regionale Calabria)

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