Ma Cariati é davvero condannata ad affogare nell’immobilismo?

Mi chiedo. Ma Cariati é davvero condannata ad affogare nell’immobilismo? Chi vuole inchiodarla a tale triste stato? Eppure, ogni tanto, nel luglio 2013 con una manifestazione civica dinanzi alla sede del Comune, nel corso della primavera 2014 con più incontri del laboratorio civico promossi da Aldo Fortino e sabato scorso al teatro comunale per un confronto sul rilancio della cultura, su iniziativa del medico artista Cataldo Perri, dei segnali si sono materializzati allo scopo di innescare un cambiamento. Poi tutto é tornato come prima. Come trasformare in azione l’anticonformismo dei cervelli e il coraggio dei tanti, che desiderano aprire nuove strade e svegliare la società? Cariati, e si é stanchi tutti di scriverlo e sottolinearlo, é ricca di energie, tensioni e ambizioni. I suoi tesori, il mare e un centro storico tra i pochi in ottime condizioni strutturali, restano in ombra. Un potenziale ammutolito da tempo, da un’amministrazione che non ha più scusanti. Sicché Cariati é dominata da un mix micidiale di immobilità e perdita del senso di comunità. Servirebbe che qualcuno sfidi tutto ciò. Per trasformare una Cariati ingessata, dando dignità a una società a lungo illusa e mortificata. Occorre che qualcuno con dedizione, senso di appartenenza lanci la sfida ai centri della pigrizia politica e culturale, gettando le basi per un cambio nella governance di Cariati. Nicola Campoli

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