La brochure turistica divulgata dal Comune di Cariati : testi “rubati” di sana pianta da articoli e scritti altrui, senza citarne la fonte

di Franco LIGUORI, storico

Chi scrive, autore, insieme al fratello Romano, dell’unica monografia storica completa esistente su Cariati (“Cariati nella storia”, edita nel lontano 1981 e  andata da tempo esaurita), nonché dell’unica guida storico-artistica  del paese (“Cariati, la formidabile rocca dei Ruffo e degli Spinelli”, edita nel 2013 e tuttora in circolazione ), ma anche di decine e decine di articoli pubblicati, negli ultimi quarant’anni, su giornali, periodici culturali e riviste della Calabria, e di numerosi “contributi” presentati in convegni e incontri di studio in tutta la Calabria, è sempre felice quando può, disinteressatamente e gratuitamente, divulgare la storia del proprio paese, farne conoscere le vicende, ma anche i suoi “tesori” culturali, dalle chiese ai palazzi storici, dai siti archeologici alla pittoresca ed “unica” cinta muraria medievale. Questo “attaccamento” affettivo al paese lo ha portato, negli anni passati, a “collaborare”, insieme al fratello Romano, e alcune volte da solo, con tutte le amministrazioni, di qualsiasi colore politico, che hanno ritenuto di coinvolgerlo e di “avvantaggiarsi”, nell’interesse esclusivo del paese, della sua competenza sui temi della storia locale e delle testimonianze monumentali presenti sul territorio. Si ricordano, fra le tante iniziative messe in atto dalle passate amministrazioni per “divulgare correttamente” la storia di Cariati e dei suoi beni culturali gli opuscoli : Invito a Cariati  (1993), Cariati-Guida storico-artistica (1995), Cariati città medievale(1998), Cariati, un borgo medievale su un mare di pace e di cultura (2007). I testi di queste “mini-guide” del paese sono state, negli anni, ripresi e riportati col sistema “copia e incolla” da numerose strutture ricettive e resort di Cariati, qualche volta (raramente!) cintandone la fonte, il più delle volte “spudoratamente senza citazione alcuna” ! E il sottoscritto, pur rimanendone “sconcertato”, non ha agito contro nessuno , accettando il “furto del suo lavoro”, per amore del paese ! In fondo, poi, quelle narrazioni puntuali e storicamente fondate, anche senza la citazione della fonte, facevano l’interesse del paese, perché ne divulgavano correttamente la storia!  E veniamo all’oggi e al motivo che ha “provocato” l’uscita di quest’articolo ! E’ in distribuzione gratuita nei bar, nei locali turistici, e un po’ dappertutto, una piccola brochure con lo stemma del nostro Comune e il titolo di CARIATI, LA CITTADELLA MEDIEVALE SUL MARE.

Il testo di questo pieghevole è interamente “copiato” da vari articoli del sottoscritto, pubblicati su giornali ed anche su siti-web locali e del territorio, nell’ultimo periodo.  La cosa che non si sopporta non è però tanto questa, ma la “vergognosa faccia tosta” e “arroganza”, e “spudoratezza” di non degnarsi minimamente di citare la “fonte” da cui sono state “attinte”-  ma sarebbe meglio dire “copiate”- quelle notizie.  Ora, fino a che a compiere queste azioni “piratesche” sono dei privati (imprenditori turistici, gestori di resort, di alberghi, di B&B e quant’altro !)  ci si può anche “passare sopra” ! Ma che a far questo sia l’ente che ci rappresenta tutti, il Comune, quello che dovrebbe operare con la massima trasparenza e nel “rispetto” di tutti i cittadini, specialmente di quelli che “vogliono bene” al paese, come direbbe il poeta-paesologo Franco Arminio, è proprio “una vergogna” !  Purtroppo manca anche il nome dell’autore – o meglio del “copiatore” –del testo ! L’assessore alla Cultura e al Turismo ? Ma non mi pare che ce ne sia uno! E allora ? Buh ….!  Lasciamo perdere ! Non vogliamo denunziare nessuno per “plagio” !  Ma semplicemente ricordare a chi ci amministra  (e tra questi non mancano gli avvocati !) che esiste ancora  la legge sul diritto d’autore (legge 633/1941) Il “diritto d’autore”  è regolato dall’art.  2575 del  Codice civile.

Oggetto del diritto d’autore sono le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla ricerca storica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro, ecc.. Ogni testo – articoli, libri e anche i testi dal carattere non specificatamente creativo (ma divulgativo, comunicativo, informativo) beneficia di tutela giuridica. Queste opere, articoli, ricerche,  sono tutelate dalla normativa del diritto d’autore e non possono essere copiate o riprodotte né è possibile appropriarsi della loro paternità. Possono, però, essere “citate”. Nel nostro caso si tratta di testi “rubati”, col sistema del “copia e incolla”, senza citazione alcuna della fonte !!!  Sarebbe bastato fare un piccolo cenno non a tutti i numerosi articoli “utilizzati”, ma al recente volume “Cariati, la formidabile rocca dei Ruffo e degli Spinelli “, edito nel 2013 e tuttora in vendita nelle librerie e nei negozi di souvenir turistici.  A proposito di questo libro, vincitore nel 2015, del Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata (Sezione: libro edito di saggistica), così scrive in una sua recensione apparsa nel 2014 sul periodico pugliese “Lo Scudo”, Ferdinando Sallustio, giornalista e scrittore, supercampione della celebre trasmissione “Passaparola” :”In questo libro, su 158 pagine sono citati ben 115 titoli di bibliografia: questi riferimenti, mattone su mattone, compongono la volta e le colonne di un solido edificio saggistico e letterario che conduce il lettore in un viaggio nel tempo e nello spazio di Cariati, un viaggio di spettacolare completezza molto complesso eppure costruito dall’autore con la capacità che gli viene dalla conoscenza dell’argomento e dalla passione con la quale questa conoscenza viene a svilupparsi”.

Ecco perché, è veramente deplorevole questa storia della “brochure copiata” slealmente da scritti dietro ai quali ci sono anni di ricerca faticosa e appassionata, “ignorando” consapevolmente l’autore di quelle ricerche e di quegli articoli, del quale così riferisce il recensore citato sopra (Ferdinando Sallustio) : “Chiunque conosca il prof. Franco Liguori sa che Cariati è fortunata , perché ha una persona competente e precisa che ne documenta le vicende, ma questo non sarebbe sufficiente se alla competenza e alla precisione egli non aggiungesse quello spirito amorevole per la propria terra e quel tanto di guerresco che occorre per difenderla: guerra buona s’intende, per preservare ricordi, tradizioni, testimonianze dagli assalti che non sono più dei Normanni o dei Saraceni, ma di chi non si cura del territorio, ne vuole fare un uso non corretto, o semplicemente non fa nulla per preservarlo dall’oblio”.(cfr. “Lo Scudo”, mensile d’informazione, Ostuni, agosto 2014).

 

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