“GUERRA E POLITICA” A PALAZZO CHIRIACI

di Marco Toccafondi Barni


La geopolitica ha chiuso la rassegna annuale di “Un’ estate al museo” con una prima assoluta: la presentazione del libro di un giovanissimo quanto interessante analista cariatese, Cosma Falcone: “Guerra e politica”, per Mario Pascale editore..

Un” opera che il ragazzo ha voluto dedicare al padre, un lavoratore del nostro ospedale, purtroppo scomparso recentemente. Il tutto sulle note di un altro giovane cariatese: il cantautore Gremm (Mauro Greco), tra l’altro cugino di Cosma.
E’ un libro corposo sia nelle dimensioni come negli argomenti, discusso e analizzato ieri sera alla presenza dei delegati del Comune alla Cultura e al turismo Alda Montesanto e Antonio Scarnato, che è stato magistralmente spiegato dallo stesso autore grazie a un dialogo di oltre un’ ora con la direttrice Assunta Scorpiniti, nonché con l’amico ventennale: l’ ingegnere Mauro Iemboli. Anch’egli cariatese di nascita ma ormai romano d’adozione.
“Il libro è il frutto delle conversazioni che personalmente ho avuto con le tante persone conosciute qui a Cariati come a Pisa, dove ho studiato, a Lisbona dove vivo e lavoro attualmente e ancora ad Alicante dove ho trascorso un’ importante tappa del mio percorso”. Secondo l’autore le soluzioni ai grandi problemi dell’ oggi non si possono risolvere dentro i confini nazionali, per la banale ragione che non nascono dentro tali confini e anche da ciò il richiamo, che è soprattutto un auspicio vista la situazione di eterna debolezza europea, del rafforzamento della Unione sia a livello politico che istituzionale, proprio quelle istituzioni dove il giovane analista cariatese studia e lavora.
Falcone ha spiegato come è nata l’ idea del libro, ovvero da un evento geopolitico e storico recente e altrettanto importante, che ovviamente trattammo sulle nostre pagine e forse sono addirittura la fonte principale di quanto poi è avvenuto in seguito nel mondo: il frettoloso e vergognoso ritiro dall’ Afghanistan degli statunitensi proprio nell’ agosto di 5 anni fa (2021). “Ammetto che inizialmente non avevo le idee chiare su cosa e su come scrivere questo libro, poi quando osservai come centinaia di triliardi di dollari e soprattutto 20 anni di missione in Afghanistan nell’ arco di 15 minuti si sciolsero come neve al sole, insieme al governo e ai progetti made in Usa per l’ Afghanista, mi venne spontaneo chiedermi come mai le grandi potenze militari, in tal caso addirittura quella egemone, perdono contro dei piccoli gruppi tribali e informali. Da questa domanda nasce quindi il libro che presentiamo oggi per la prima volta, in quanto ritengo vi sia qualcosa che va al di là dell’ aspetto militare e che col mio lavoro spero di aiutare a capire”. Nel volume c’è spazio anche per evidenziare altre scelte geopolitiche decisive nell’ ultimo quarto di secolo, con un’ analisi probabilmente corretta tra le enormi differenze tra la prima guerra del Golfo del 1991 e quella del 2003, tra le amministrazioni dei Bush padre e figlio.
Insomma, pare di intuire che anche per l’analista cariatese, come del resto per parecchi dei suoi colleghi di Limes o Domino, il problema è proprio quello che si legge nel sottotitolo, la celebre intuizione del generale Von Clausewitz sulla necessità di conoscere sempre il nemico. Un fondamento che l’ Occidente sembra oggi aver smarrito del tutto o quasi, da ciò il caos e le sconfitte strategiche che sono sotto gli occhi di tutti.

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