Che brutta vicenda di omofobia. Non si è riusciti a intervenire prima!!

Ancora una volta abbiamo una situazione di sofferenza che scoppia in una maniera inarrestabile

Non avevo dato molta importanza alla notizia, già trapelata ieri, che faceva intravedere qualcosa di più forte e preoccupante. I fatti raccontavano di una giovanissima ventenne morta sul colpo nella serata di venerdì scorso, perché aveva perso il controllo del suo scooter lungo una strada del Comune di Acerra.

Il tutto si imputava forse alla colpa di un irresponsabile automobilista, che a sua volta aveva ferito, in modo non grave, anche un’altra persona, che era in compagnia della giovane motociclista. I carabinieri, non si sono limitati, una volta sul posto dell’accaduto, a registrare il semplice incidente, effettuando i rilievi dettati dal caso. Sono andati oltre, scoprendo e portando alla luce una verità davvero agghiacciante e inimmaginabile. E bene hanno fatto! 

A speronare la moto guidata dalla ragazza, e quindi uccidendola, sarebbe stato suo fratello. Quest’ultimo l’avrebbe inseguita con lo specifico obiettivo di punirla, perché non accettava che lei avesse una relazione stabile con la persona che era con lei sullo scooter. Quest’ultimo è un ragazzo trans, nato di sesso femminile che si percepisce uomo. Tra i due il rapporto era così importante che avevano deciso di convivere. 

In fondo il ragazzo poco più che venticinquenne, autore del tragico epilogo della vicenda, ha ammesso di aver fatto una pazzia. Lui stesso non voleva uccidere la sorella, ma solamente dare una dura lezione alla coppia  e soprattutto alla persona che per lui aveva “infettato” la sorella, che considerava “normale”. 

Non sopportava e reggeva più la vergogna della relazione omosessuale e i commenti delle persone sulla storia che andava avanti da un po’ di tempo. Ha voluto farsi giustizia da se e non è riuscito a contenere la rabbia, che lo segnava in un modo così forte da non farlo più ragionare. Purtroppo un ennesimo episodio di sottocultura. È assurdo che si spezza la vita di una persona, in fondo felice, solamente perché si ritiene che le scelte che ha fatto sono sbagliate, partendo da un punto di vista del tutto soggettivo. Ancora una volta abbiamo una situazione di sofferenza che scoppia in una maniera inarrestabile e così drammatica, senza che si riesce a intercettarla ed a intervenire molto prima dell’irreparabile. 

Che brutta e terribile storia!

Nicola Campoli

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