Aldo Fortino: il nostro Amico

Non può esserci comunità in luoghi in cui si vive insieme, se non manifestando ciascuno le proprie libertà

Dobbiamo essere tutti molto fieri, cariatesi e turisti, di avere una persona quanto, Aldo Fortino, come tutore del bello. Lui è sempre pronto e prodigo a costruire la vita sociale della comunità, puntando sulla sua straordinaria bellezza. In questa giornata, piuttosto triste, perché si è registrato un nuovo atto vandalico a discapito di Aldo, il primo pensiero si sofferma su quanto successo e sul perché. Si tratta di episodi che sconvolgono la qualità di un territorio, paralizzando la vita dei suoi abitanti, colpendo e distruggendo ciò che nel tempo si prova a costruire.

Ne facciamo memoria qui, perché è l’unico modo che abbiamo per fare arrivare un messaggio di solidarietà a Aldo e per far capire a chi si è reso protagonista dell’azione vandalica che non ha motivo di nascondersi. Un Paese, una società solidale, come Cariati non dimentica sia chi si impegna a migliorarla che chi genera comportamenti irresponsabili. Quando si abbattono su un territorio atti del genere la solidarietà non è un atteggiamento esteriore, ma la condizione stessa dell’essere Paese, cioè del costituire una vera comunità che prova a tenere tutto e tutti insieme. Non può esserci comunità in luoghi in cui si vive insieme, se non manifestando ciascuno le proprie libertà, esercitando ognuno i diritti e i doveri.

Cariati non è un luogo separato, o sovraordinato, ma è caratterizzato dallo stare insieme, affermando così il bene comune dell’intera comunità. Il legame di carattere umano su cui si fonda ogni comunità si deve affermare saggiamente tra i valori fondamentali e supremi. Cariati ha sempre più bisogno della propria unità, anche per crescere meglio e di più, perché l’unità è una risorsa che accresce le opportunità di ciascuno e di ciacun territorio. È un sentimento prezioso. Chi non è incline lungo questa linea lo dichiari apertamente e non si nasconda vigliaccamente dietro atti vandalici e gratuiti. 

In questo quadro la partecipazione dei cittadini e della comunità resta cruciale, tanto più perché l’obiettivo principale non è intervenire “contro”, ma facendo capire che chi non manifesta apertamente il proprio dissenso sbaglia e fa un danno non solo a se stesso ma all’intera comunità e alle nuove generazioni. Stabilire, quindi, un patto virtuoso tra vita sociale e territorio, rappresenta una delle grandi sfide del presente e del futuro per Cariati. Tutti debbono capirlo. 

Nicola Campoli 

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