IGRECO: «Ma chi c’è veramente dietro gli attacchi di Sapia?»

Il gruppo iGreco interviene dopo l’ennesima nota del parlamentare Cinquestelle. «Nessuna sentenza ci impone di restituire alcunché. Ora basta con le diffamazioni»

L’onorevole Sapia crediamo abbia fornito il meglio (e quindi il peggio) di sé nel corso della sua ultima “incursione” dentro le viscere della sanità cosentina, naturalmente avendo come seriale obiettivo sempre quello di colpire il gruppo iGreco. Secondo il parlamentare della Repubblica italiana, al quale dovrebbe stare a cuore per davvero l’efficienza e la liceità della sanità di Calabria, l’ormai ex commissaria dell’Asp di Cosenza Saitta si sarebbe dimessa così da non dover più gestire la presunta “cambiale” dei 4 milioni di euro che il commissario Cotticelli vorrebbe far pagare al gruppo iGreco (Saitta che noi non abbiamo mai avuto il piacere di conoscere). A tal proposito è bene chiarire una volta per tutte, sinteticamente, i contorni di una vicenda più strumentale che paradossale. Nessuna sentenza, e lo ribadiamo ancora, nessuna sentenza determina che il gruppo iGreco deve restituire 4 milioni di euro. E non solo non vi sono sentenze in tal senso ma ogni prestazione erogata regolarmente e liquidata è frutto di un regolare contratto di fornitura stipulato con l’Asp di Cosenza e avallato dal commissario. Di più. Il commissario Cotticelli ha preferito evidentemente distrarsi quando s’è trattato di analizzare le carte che gli ha inviato l’Asp di Cosenza, dove si evince chiaramente che dal 2013 al 2016 (e a tutt’oggi) il budget del codice 56 nei confronti del gruppo iGreco non è affatto aumentato. Come se questo non bastasse ci si ritrova davanti ad una sentenza del Tar che dà ragione alla Regione, all’Asp e quindi al gruppo iGreco e ad un Consiglio di Stato (dinnanzi al quale non ci si è potuti difendere per difetto e/o mancanza di notifica) che ha annullato il budget 2015 e 2016 per post-acuti assegnato al gruppo iGreco per sola carenza di motivazioni, in quanto in realtà lo stesso era stato giustamente assegnato per il codice 75, di nuovo accreditamento, e non per quello che hanno falsamente dichiarato i ricorrenti, relativamente al codice 56. Dal 2013 al 2016 (e a tutt’oggi) il gruppo iGreco non ha visto aumentare di un euro il budget del codice 56. Il commissario, non recependo la sentenza del Consiglio di Stato, ha pensato bene (quindi male) di non riassegnare nuovamente il budget al gruppo iGreco motivando ulteriormente e meglio il Dca impugnato dai ricorrenti e ha quindi rideterminato (diminuendolo) il budget. Di conseguenza, ha considerato non dovute le somme già assegnate ordinando all’Asp di Cosenza di procedere al recupero. Cosa che naturalmente tocca ora ad un nuovo giudizio sentenziare, dovendo l’Asp attivare un giudizio ordinario, per come già dichiarato dal Tar. Si precisa nuovamente che, a fronte di queste somme di cui oggi il commissario chiede il recupero, il gruppo iGreco ha fornito prestazioni di alta complessità (codice 75), anche in misura superiore a quanto effettivamente pagato.

Questi i fatti, i numeri, le sentenze. Che il parlamentare della Repubblica italiana, Sapia, dovrebbe conoscere. Ma sistematicamente, invece, al contrario ci attacca in modo seriale e strumentale. Perché lo fa? Come è possibile stravolgere la realtà? Perché Sapia non accetta di spogliarsi della sua immunità e si cala in un giudizio contro di noi dinnanzi alla magistratura? Come fa un parlamentare a confondere le acque? Non sa leggere le carte o c’è qualcuno che al contrario preferisce che lui le interpreti in modo sempre scorretto contro iGreco? Sapia è al corrente che il gruppo iGreco è in sanità soltanto da 5 anni e che i mali atavici del settore vengono da più lontano? Forse che il gruppo in questi anni ha toccato degli interessi incrostati di malaffare, riciclaggio, proventi d’usura, fino a poco tempo fa (o magari tutt’ora) imperanti nel settore? Forse che ha dato fastidio a qualcuno che il gruppo iGreco ha tolto dai tetti dipendenti disperati (circa 1.000) garantendo loro ancora un futuro “libero” in questa terra disperata? Chi c’è dietro le note stampa di Sapia? Chi è il regista, ve ne è più di uno? Magari due, uno più legato al mondo delle imprese in sanità e un altro tecnocrate dei Palazzi? Noi siamo qui, pronti a confrontarci a viso aperto e disponibili a qualsivoglia chiarimento da fornire. Anche in sede giudiziaria se Sapia si spoglia dell’immunità. Quel che non sarà più consentito a nessuno è sporcare indebitamente e industrialmente, con metodi spregiudicati, il nome del gruppo iGreco. Non lo possiamo consentire soprattutto per i nostri collaboratori e per i nostri pazienti a cui avevamo sognato di concedere un nuovo ospedale per il quale stiamo aspettando da 14 mesi un atto dovuto (cosiddetto 8 ter) che normalmente deve essere fornito in 60 giorni (per come prevede la legge) così come è stato fornito a tutti. Perché Sapia non si occupa anche di questo? Perché ad altri le concessioni arrivano anche se depositate in data successiva alla nostra? Sapia per caso conosce invece imprenditori più fortunati di noi in tal senso?

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