Una donna al Quirinale

Mi riferisco a Maria Carla Cartabia, ex Presidente della Corte Costituzionale

Provo un certo imbarazzo a leggere di un eventuale prolungamento del settennato del Presidente della Repubblica. L’idea, balzata alle cronache giornalistiche nelle settimane scorse, per fortuna ha lasciato il campo a ben altro, di cui siamo drammaticamente sommersi, negli ultimi giorni.

L’ipotesi Mattarella bis per quanto mi riguarda è da scartare, come anche i soliti nomi della politica, che circolano come possibili papabili alla carica di Capo dello Stato. Sarebbe maturo il tempo che una donna salga finalmente lo scalone del Palazzo del Quirinale.

Nel nostro Paese esistono molte donne di equilibrio e competenze che possono sicuramente ambire a tale ruolo di prestigio e responsabilità. Da tanto tempo, ormai, le donne in Italia sono protagoniste di importanti progressi sociali e culturali. In numerose occasioni e in diversi ambiti sono motori del cambiamento.

Esse contribuiscono, in misura particolare, a cogliere il valore universale e concreto del dialogo, della solidarietà, della pace. L’Italia dalla lungimirante scelta potrebbe trarne vantaggio anche sul piano dell’immagine internazionale.

Una donna sensibile, moderata, equilibrata e nel contempo elegante, porterebbe uno spaccato di novità nel modo di rapportarsi dinanzi,all’opinione pubblica, che gli italiani avranno piacere di cogliere.

Io punto su una persona in particolare, ma ce ne sono tantissime altre. Mi riferisco a Maria Carla Cartabia, ex Presidente della Corte Costituzionale. Donna di grande capacità. Prima donna a ricoprire il ruolo apicale in Corte Costituzionale. Un’esperienza breve, la sua, ma intensa.

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