SEQUESTRATI OLTRE 30 KG DI MITILI – VERBALI AMMINISTRATIVI PER 4.000 EURO

Alla vigilia del periodo dell’anno di maggior afflusso di turisti e bagnanti sulle spiagge non cala l’attenzione della Capitaneria di porto anche per quanto riguarda il settore della pesca. E’ nel corso di un’attività di polizia marittima svoltasi ieri, finalizzata al contrasto delle attività illecite in tale campo, che sono state fermate tre persone sorprese ad effettuare la pesca dei mitili presso il Molo Foraneo del Porto di Crotone, in piena zona SIN. Le persone identificate e verbalizzate dalla Capitaneria di porto di Crotone avevano già asportato circa 30 chilogrammi di mitili che sarebbero poi stati sicuramente venduti sul mercato nero, a acquirenti ignari e sprovveduti. Il prodotto, ispezionato dal personale veterinario dell’ASP di Crotone, dichiarato non destinabile al consumo umano, è stato distrutto tramite rigetto in mare e in parte è stato effettuato un campionamento per le successive analisi al fine di verificare la presenza nei molluschi di metalli pesanti. In Italia vige una rigorosa normativa sulla pesca e la vendita dei molluschi bivalvi quali sono i mitili (le cosiddette cozze). E’ necessario che gli stessi siano coltivati in acque marine ben classificate dalle Asl (le più pulite) perché possano essere consumati anche senza passare per gli appositi centri di depurazione che consentono al mollusco filtratore un adeguato abbattimento della loro carica microbiologica. Altrimenti, il prodotto può essere immesso sul mercato solo a seguito di depurazione. Le sanzioni previste per tale illecita pesca in zona vietata prevede un verbale amministrativo da 2.000 a 12.000 euro e una sanzione accessoria consistente nella confisca obbligatoria del pescato. Il fenomeno della pesca illegale da parte di pescatori non professionisti è oggetto di particolare attenzione da parte della Capitaneria di Porto di Crotone. I controlli in tal senso continueranno e si intensificheranno ulteriormente per prevenire il ripetersi di simili illeciti, peraltro estremamente pericolosi per la sicurezza della salute pubblica.

Print Friendly, PDF & Email

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta