SCIOPERO GENERALE IL CLOU E’ A FIRENZE CON LANDINI E I LEADER.

Dal nostro inviato a Firenze Marco Toccafondi Barni


Oltre 100.000 persone. Forse, come al solito, i numeri sono ballerini e il “centone” gridato in piazza del Carmine dagli organizzatori è un’ esagerazione, però a Firenze, oggi epicentro dello sciopero generale indetto dalla CGIL alla presenza del leader maximo Maurizio Ladini, la gente è veramente tanta. E lo si nota osservando quei ponti che rendono ancora più bella la culla del Rinascimento attraversando l’Arno. Intorno alle 10, con circa un’ ora di ritardo, da Piazza Santa Maria Novella si va Oltrarno passando per Via della Scala, Viale Fratelli Rosselli, Piazzale di Porta al Prato, Lungarno Vespucci e Corsini, Ponte Santa Trinita, Lungarno Guicciardini, Borgo San Frediano, per sciogliersi infine in Piazza del Carmine, dove il corteo confluisce.

Ma è proprio nella piazza che dà il nome, dalla splendida Basilica dei domenicani, alla principale stazione ferroviaria di Firenze, che all’ improvviso si forma un enorme capannello fatto di giornalisti telecamere, smarphones e registratori attorno a Landini, che poco prima che il corteo parta direzione Oltrarno ha modo di spiegare alla stampa i numerosi perché di questa protesta e dello sciopero: “Questa importante partecipazione popolare dimostra che esiste un Paese che vuole un cambio di rotta e non si rassegna a una manovra sbagliata e iniqua, ma neppure all’idea che le disuguaglianze siano una cosa normale e infatti questa piazza e queste strade rappresentano tutti: lavoratori, pensionati, studenti. Sì, proprio quelle persone che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e che non trovano risposte utili dall’ esecutivo”. Per Landini è necessario pensare a una politica industriale capace di investire nel lavoro stabile e sicuro. Noi non vogliamo avere dei privilegi – continua il leader CGIL – ma chiediamo delle scelte giuste in modo da rimettere al centro il lavoro e la coesione sociale. Queste cose le dicevo al ministro Giorgetti sia quanto era con Draghi che oggi con Meloni». Infine parole anche per l’eccesso di precarietà nel paese e un’ insicurezza soprattutto giovanile: «Ormai quello della precarietà non è un problema solo dei giovani e se vogliamo combattere e contrastare questo fenomeno dobbiamo impegnarci tutti , precari e non. Quando lavoravo – ha ricordato Landini – di fatto la precarietà non esisteva, anzi io personalmente non l’ho mai conosciuta per fortuna e non certo per un mio merito, allora oggi bisogna tornare a quel minimo di diritti per chi lavora”.

In piazza, oltre ovviamente alle bandiere della CGIL, presente con tutte le città della Toscana, da Lucca a Massa e Carrara e poi ovviamente Firenze, Pisa, Prato, Arezzo, erano presenti anche alcuni partiti: tante le bandiere di AVS, del resto sono presenti e molto applauditi i 2 leader Fratoianni e Bonelli, Rifondazione Comunista, il PCI e il PCL con qualche gruppetto dei 5 stelle. C’è poco PD invece, pochissimo. E c’è anche chi, solitamente, nella piazza sta su fronti opposti: il partito dei CARC e le varie realtà o associazioni pacifiste e antagoniste per un giorno sfilano accanto al sindacato di polizia targato CGIL.

Il lungo serpentone fiorentino, come detto, confluisce in piazza del Carmine, dove è allestito il palco per gli interventi, qualcuno mormora che ne è stata scelta una troppo piccola tra le tante offerte dal capoluogo toscano, tuttavia gli oratori scaldano una piazza veramente colma: soprattutto quello di Tomaso Montanari, davvero molto applaudito e in gran forma oratoria, che parla prima di un

rappresentante del popolo palestinese e di due lavoratori che, pur diversi nel ruolo, sono uniti nel combattere le ingiustizie subite e lottare per le libertà future e la dignità: un giornalista della GEDI e uno dei cassieri licenziati con l’odioso test del carrello. Tutti applauditissimi in una giornata piena di sole. Speriamo sia quello dell’ avvenire.

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