ARGENTINA, UNA RIMONTA FARAONICA, EGITTO COL MAL D’AFRICA DI VINCERE. RIGORE SVIZZERO

di Marco Toccafondi Barni


ARGENTINA – EGITTO 3 -2 (Ibrahim, Zico,Romero, Messi, Fernández)

– La remuntada argentina dura 13 minuti e sono 13 giri di orologio che passeranno alla storia come una delle partite piu’ incredibili non soltanto in questo torneo, ma nella storia dei Mondiali.

Importa poco delle vergognose parole e di accuse addirittura senza senso né fondamento dell’allenatore egiziano, con la solita stanca cantilena del complotto, tipica in ogni perdente sulla faccia della terra, che tra l’altro non si capisce per quale astrusa ragione dovrebbe favorire solo il marketing dell’ Argentina e di Messi ignorando per esempio C.R.7 o altre federazioni vincenti e potenti già fuori da tempo. Nulla importa della demenzialità dei frustrati nei social né del gesto da squalifica mimando le manette sempre del C.T. egiziano, ben oltre l’ offensivo, perché una cosa così in un Mundial non si era mai vista: una rimonta da 0 – 2 a 3 -2 in meno di un quarto d’ora. Ma è quel che è davvero successo in una partita al cardiopalma, che regala i quarti a una  “scaloneta” che non muore mai. E proprio Scaloni, come era del resto prevedibile, manda in campo una squadra con Paredes al posto di Almada, Tagliafico per Medina e Alvarez per Lautaro. Tuttavia è un’ Argentina lenta, svogliata, pare persino far peggio che contro Capo Verde. Al quarto d’ora inizia l’ennesima festa del calcio e per gli occhi in questo Mondiale straordinario, l’ Egitto è avanti: Yasser Ibrahim raccoglie un ottimo cross dalla destra riuscendo ad anticipare Lisandro Martínez con un imperioso colpo di testa il pallone è alle spalle del Dibu.

Passano solo 5 minuti e c’è un rigore, netto, per l’ Albiceleste: il solito Messi pesca perfettamente Tagliafico in area, che viene letteralmente steso da un ingenuo Hany. Messi va sul dischetto e tira un’ altra volta male, parecchio male, dagli 11 metri.

E’ una prima frazione densa di emozioni, che vede un Egitto giocare benissimo e condurre meritatamente contro i campioni del mondo, dove c’è stato il tempo per vedere anche un palo colto sempre dal Diez su punizione quasi perfetta.

La ripresa inizia però la musica cambia pochino, con l’ Argentina alla ricerca del pari perduto e i faraoni che ovviamente si affidano alle loro ripartenze perfette; infatti l’ Egitto trova un doppio 2 – 0 nel giro di 5 minuti e sempre con un nome impegnativo nella storia del calcio e dei Mondiali: Ziko. Nel primo l’azione era chiaramente viziata da un pestone di Attia ai danni di Lisandro Martínez, ma poi grazie ad un contropiede da scuola calcio, condotto alla grande dall’ altro asso in campo, Momo Salah, stavolta Ziko fa davvero 2 a 0 con un destro potente e preciso. E’ tutto buono, nessuno annulla per favorire i campioni in carica che, se giocano così, non lo resteranno a lungo.

Sembra finita per Messi & C, mai dare per morta l’ Argentina e soprattutto non dimenticare che un Dio puo’ resuscitare la sua squadra. L’aiutino arriva da un cambio azzeccatissimo di Scaloni: Lautaro. L’interista si muove bene e con lui comincia una rimonta che non si era vista mai: a 10minuti dal 90esimo la Seleccion accorcia con Cristian Romero, che insacca di testa un cross al sabor de dulce de leche del miracoloso Messiah del calcio, passano altri minuti e ora l’ Albiceleste spinge tanto, spaventando gli egiziani, quindi arriva il pareggio proprio con Lionel.

Messi trasforma in vita pulsante una palla che vaga in area e dopo una carambola effettua un tiro così potente da sbattere sulla traversa e rimbalzare dentro la rete quasi bucandola.

Incredibile, siamo sul 2 a 2, ma in un torneo corto come i Mondiali gli argentini sanno che i supplementari sono un grave handicap e allora ci pensa Enzo Fernández, Il giocatore del Chelsea riceve palla da un salvifico Lautaro, stacca di testa e la sfera finisce sul secondo palo. E’ imprendibile per l’eccellente estremo difensore egiziano.

E’ l’ apotesi, dopo una partita così spettacolare, unica e bellissima. Ed è veramente pietoso che chi ha ancora un po’ di mal d’ Africa, cioè una paura fottuta di vincere, come ben dimostrano i finali di Senegal e Congo, si attacchi a suggestioni che tanto oggi la tecnologia registra come inesistenti. Banalmente sul gol annullato di Ziko c’era un evidente pestone, mentre sul contropiede del definitivo 3 a 2 argentino nessun pestone su Salah. Tutto qui, altro che manette e complotti.

SVIZZERA – COLOMBIA 4 – 3 (dcr)

– Dopo aver visto una delle partite piu’ belle del torneo, assaporata nel pomeriggio italiano, arriva uno scialbo 0 a 0, tiratissimo, tra 2 squadre che in fondo si equivalgono anche a Fifa e Pes.  Per dire …

Dopo i primi 45 minuti, comunque giocati a buon ritmo e con un’ alta intensità, nella ripresa i ritmi e il gioco scemano molto e quindi le reti restano inviolate fino al 90esimo.

Idem nei tempi supplementari, dove i Cafeteros fanno sì qualcosa in piu’ rispetto agli elvetici , colpendo anche una traversa con l’uomo mercato oggi in forza al Bologna e giustamente ambito da mezza serie A,  Lucumí, eppure sarà la cosiddetta “lotteria” dei rigori a decidere a favore dei Rossocrociati che ora affronteranno l’ Argentina di Messi nei quarti di finale.

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