Pensionati benvenuti a Terravecchia, ma ci sarà da riflettere!

Sconto fiscale per i pensionati che si trasferiscono in alcune Regioni del Sud Italia

Pensionati

Sono settimane che leggo dello sconto fiscale per i pensionati che si trasferiscono in alcune Regioni del Sud Italia. Una sorta di ipotesi di paradiso fiscale per i nostri anziani del Nord Italia e/o europei, mutuando una circostanza che già da tempo ha attecchito in altre nazioni del vecchio continente e oltre.

Insomma, tutt’altro che studiare forme di sviluppo armonico per il nostro Paese, allo scopo di colmare in modo strutturato la distanza ancora esistente tra Nord e Sud, il Governo sta ipotizzando misure generalizzate che mostrano dei seri limiti che vanno approfonditi.

Conosco abbastanza il Sud Italia e in particolare la realtà di abbandono in cui versano molti dei Comuni, al punto che qualche riflessione mi sorge spontanea. In breve in queste zone i servizi alla persona scarseggiano.

Le regioni prese in considerazione sono Sicilia, Sardegna e Calabria. Quest’ultime sono state individuate principalmente per il clima favorevole che le contraddistingue durante tutte le stagioni.

Mi viene da riflettere, innanzitutto, sullo stato del servizio sanitario in tali aree. Gli anziani hanno necessità di cure specifiche cui sottoporsi. Per giunta i servizi sanitari devono stare a una certa distanza dai luoghi di residenza. Sappiamo tutti che la sanità nel Sud Italia lascia a desiderare.

Quindi, occorrerà pensare bene su dove concentrare gli anziani eventualmente disponibili a cogliere l’occasione dello sconto fiscale, altrimenti l’opportunità si potrà trasformare in un aggravio per il nostro servizio sanitario nazionale.

Il progetto prevede tra l’altro che i benefici fiscali devono interessare esclusivamente gli anziani che fisseranno la loro residenza in Comuni sotto i quattromila abitanti e che abbiano perduto almeno il 10% della popolazione negli ultimi dieci anni.

La condizione, per quanto immagino, é proibitiva. Parliamo di territori isolati dal mondo che non hanno di sicuro infrastrutture in grado di offrire, quanto meno, una socialità minima ai nuovi residenti e di conseguenza un’efficiente mobilità.

Sono dell’idea che il progetto in se non è tanto sbagliato, ma va approfondito più che lanciato ai soli fini propagandistici. Andrebbe pensata una fase prioritaria di sperimentazione che circoscrivi meglio i territori e verifichi nel tempo i risultati, attraverso un’attenta valutazione ex ante, in itinere e ex post.

Infine, riflettendo su alcuni punti del progetto, ad esempio, sulla questione dei piccoli Comuni sotto i quattromila abitanti, mi viene alla mente il piccolo comune di Terravecchia nel basso ionio cosentino in Calabria, di cui conosco il contesto da tempo. Si tratta di un Comune con meno di 1000 abitanti e a 450 metri d’altezza.

Mi domando. Cosa ci farebbero mai i nuovi residenti a Terravecchia? Forse lo sviluppo del Sud avrebbe bisogno di qualcosa di diverso. L’assistenzialismo ha fatto il suo tempo. Il progetto potrà incidere solo molto poco sulla crescita del Mezzogiorno.

Se posso esprimere un auspicio, sarebbe un bel gesto se il Governo pensasse al Sud con progettualità di tutt’altro livello e spessore, agevolando seppure l’invito agli anziani al Sud, ma considerando il progetto esclusivamente come elemento aggiuntivo a un disegno di crescita più ampio e differenziato, assumendo altresì una posizione chiara.

Nicola Campoli

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