I ragazzi e le loro insolite richieste. Speriamo passi presto.

Da genitori prendiamo coraggio, ma senza la seriositá adulta

Ecco – non mi era ancora capitato in tempo di pandemia – che mi arriva tra capo e collo di domenica mattina: una richiesta insolita di mia figlia adolescente. 

Appena sveglia, mentre prova a riprendere le sue funzioni dopo una notte lunga e tempestosa, mi manifesta silenziosamente una richiesta.

Immaginando la mia reazione non l’esplode fino in fondo, lasciandola cadere tra il vago e l’incerto. 

Per me è di quelle mai sentite, che solo ad ascoltarla ti chiedi, giustamente, quale sia la fonte e il perché. La frase, infatti, mi arriva staccata. Incomprensibile.

Subito pensi, visto i tempi, che l’abbia mutuata dalla rete o da amici e amiche, visto che ormai, in questa calma piatta pandemica, i giovani si imitano gli uni con gli altri.

Poi arrivi a riflettere che probabilmente si tratta di una idea che tua figlia vorrà vivere in diretta con i suoi simili. 

Come sta accendendo in fondo da dieci mesi. Un mondo virtuale sempre in contatto che porta gli adolescenti a condividere tutto, compreso gli abituali gesti casalinghi delle proprie famiglie. 

Provi, una volta realizzata la circostanza, a prendere consapevolezza fattiva con la richiesta e per giunta tenti di dissuaderla, mostrando le più accese perplessità.

Una forma di autotutela, forse anche egoistica, che già sai non avrà per niente successo. 

Mentre tento ogni contrarietà, mi accorgo che mia figlia è già pronta con il tappino a salire in ascensore e tu a seguirla senza indugiare.

Il piano era ben dettagliato. Gli strumenti necessari già pronti. Serviva solamente qualcuno che gli aprisse le porte e gli facesse strada. 

Poveri noi, poveri ragazzi e ragazza. Speriamo passi presto! Ma dirò di più: sediamoci e parliamo con loro. 

Senza paura e reticenze. Da genitori prendiamo coraggio, ma senza la seriositá adulta. Non possiamo tenerli più fermi lì. 

Nicola Campoli

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