EUROPEO 2020-21 – SEMINIFALI, ITALIA E SPAGNA.

– E’ una rivincita europea. Quell’ edizione  del 2012, quando l’ Italia di Cesare Prandelli perse nettamente 4 a 0 con un Spagna che, calcisticamente, dominava il mondo (aveva vinto anche il mondiale in Sudafrica due anni prima) con talenti assoluti come Xavi e Iniesta. Quasi 10 anni dopo di quella nazionale c’è rimasto solo Jordi Alba, Sergio Ramos è infortunato, che proprio ieri ha portato i suoi in semifinale con un gran gol, anche se l’ Uefa ha chiarito sia stato un autogol.

Svizzera – Spagna 1-1 (1-3 dcr) – ( 8° Aut. Zakaria, 68° Shaqiri)

– Pare tutto facile per le furie rosse che, dopo appena 8 minuti, vanno in gol grazie ad un gran tiro da fuori area di Jordi Alba, deviato in porta da Zakaria. Quest’ ultimo sostitutiva lo squalificato Xhaka. E al di là dello sfortunato autogol l’assensa del giocatore dell’ Arsenal si è sentita a centrocampo. Nonostante ciò, un gol preso su deviazione nei primi minuti grazie al “figliol prodigo” del Barcellona, che in Catalogna scartarono ancora ragazzino per poi comprarlo a suon di milioni dal Valencia anni dopo, l’assenza del giocatore di maggior talento per somma di ammonizioni, la Svizzera di Petkovic sorprende ancora una volta e dopo la Francia riesce a portare alla lotteria dei rigori un’ altra grande del calcio mondiale. Come detto a San Pietroburgo inizia male per la Svizzera, che va sotto dopo appena 8 minuti, tuttavia la caccia alla semifinale per i rossocrociati è un obiettivo da non fallire a questo punto, dopo aver fatto fuori dal torneo addirittura i campioni del mondo. Sì, c’è tempo. Eppure i numeri sono decisamente a sfavore degli elvetici: un unico successo in 22 partite (non molte) tra le due nazionali. Ma dopo i primi 45 minuti, che non vedono raddoppiare la Spagna nonostante un gran possesso palla e il pallino del gioco saldamente in mano, al 68° un rimpallo malandrino favorisce gli elvetici: Laporte, attacccante di belle speranze del City di Guardiola, interviene in anticipo su Shakiri però facendo così liberaVargas che, solo davanti a Simon, tocca in mezzo per Shakiri, che deve soltanto toccarla in porta. E’ il pari, risultato che non cambierà più fino ai rigori e con un’ espulsione ai danni della Svizzera fin troppo severa a dire il vero. Si sa, i rigori sono una lotteria e in tal caso pure un festival degli errori, finisce comunque 3 a 1 e la Spagna di Luis Enrique, pur a fatica, è in semifinale, se la vedrà con gli azzurri. Onore comunque a un’ ottima Svizzera

Belgio – Italia 1-2 (31° Barella, 44° Insigne, 45°+2°Lukaku (R))

– L’ Italia è di nuovo tra le 4 regine d’ Europa grazie a 2 gol capolavoro. Se la giocherà con la Spagna, forse anche per vendicare l’umiliante 4 – 0 di 9 anni fa. Allora fu una finale e per gli uomini di Prandelli non finì bene, anzi. La peggior batosta in una finale che si ricordi, almeno a certi livelli. Stavolta, però, le cose potrebbero andare diversamente, visto che la Spagna sembra una nazionale in fase di transizione, mentre gli azzurri anche ieri sera hanno dimostrato una grande personalità. A Monaco di Baviera infatti c’erano probabilmente i favoriti di questa edizione: “i diavoli rossi” del Belgio. In campo campioni del calibro di Lukaku, De Bruyne, Tielemans e Courtois. Assente, per infortunio, Eden Hazard. Gli azzurri centrano l’obiettivo minimo, dopo ben 9 anni, di poter tornare finalmente tra le prime 4 agli Europei. E lo fanno con una prova di grande personalità, infatti non è mai sembrato potessero perdere, pur con un rigore concesso al Belgio in maniera che definire generosa è un eufemismo, proprio nei minuti di recupero del primo tempo. E’ stata una prova maiuscola, sia a livello tattico che dal punto di vista della personalità e della classe, lo certificano i 2 gol straordinari di Barella e Insigne. L’ Italia era addirittura andata in vantaggio dopo appena 13 minuti, con Bonucci, ma un fuorigioco aveva strozzato in gola un urlo di esultanza lungo tutto lo stivale. Ma è bastato un altro quarto d’ora per far saltare sulle sedie tutti gli italiani, grazie a uno strepitoso slalom in area di rigore di Barella che poi la piazza alla destra di Courtois. Altri 10 minuti e Insigne fa un gol capolavoro dei suoi, smentendo chi sostiene non segni gol pesanti, col classico giro di destro che è il suo marchio di fabbrica anche a Napoli. L’unica nota stonata di una serata quasi perfetta è il grave infortunio a Spinazzola, uno dei migliori giocatori del torneo. Una lesione al tendine di Achille per il romanista, ne avrà per mesi e quindi per lui l’Europeo è finito. Una brutta tegola per Mancini e anche per questo con la Spagna in semifinale, martedì, non sarà una passeggiata.

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