Il calcio … piú umano …!?

Siamo, allora, testimoni di due semplici gesti e sentimenti di straordinaria umanità

La gioia da una parte, le lacrime dall’altra. Ecco le due immagini, paradossalmente umane, che il mondo del calcio ha esploso in questi ultimi giorni e che mi hanno fatto tanto piacere. Mi riferisco al volto, rigato dalle lacrime, del bravissimo tecnico del Catanzaro, Alberto Aquilani, al termine della sfida contro il Monza per salire in serie A, nonché quanto è andato in scena al termine della finalissima di Champions tra PSG e Arsenal.

In questo ultimo caso, l’immagine simbolo è stata la disperazione del difensore brasiliano Gabriel, che dopo l’errore sul calcio di rigore è stato abbracciato dal capitano del PSG, e connazionale Marquinhos che, anziché, lasciarsi andare subito alla festa è corso verso il compagno di Nazionale per abbracciarlo e consolarlo.

Ritornando ad Aquilani ha pianto come un bambino che ha appena chiuso un ciclo scolastico e lascerà i compagni di scuola per altri ipotetici compagni d’avventura. Poi è andato a salutare uomini, donne e bambini, sotto la Curva: tifosi del Catanzaro che si erano sobbarcati 1100 km di amore per i giallorossi nella speranza che succedesse qualcosa di importante. Siamo, allora, testimoni di due semplici gesti e sentimenti di straordinaria umanità, che raccontano un calcio diverso e che fanno bene al cuore. La mia è solo illusione?! 

Nicola Campoli 

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