Il 24 luglio la maggioranza Minò ha bocciato la proposta operativa delle minoranze, sostenuta anche dal Gruppo Consiliare Lampare, che indicava con chiarezza cosa fare sulla vicenda “Vascellero”: rientrare in possesso dei beni comunali, riesaminare titoli edilizi, agibilità, licenze e autorizzazioni, quantificare le somme dovute e avviarne il recupero.
Non mancavano neppure i pareri, infatti nello stesso verbale la maggioranza riconosce che le relazioni tecnica e giuridica erano già state consegnate al Comune. Eppure hanno scelto di respingere quella proposta e di approvarne una propria, impegnandosi a concludere il procedimento «con urgenza e comunque entro 60 giorni».
Quel termine è scaduto il 22 settembre 2026.
Per questo abbiamo inviato una PEC al Sindaco, al Segretario Comunale e al Consiglio Comunale, chiedendo formalmente:
– quali atti amministrativi sono stati adottati;
– quali attività istruttorie sono state svolte;
– quali verifiche e sopralluoghi sono stati effettuati;
– se sono state inviate diffide o adottati altri provvedimenti;
-quali risultati sono stati concretamente raggiunti;
– se il procedimento è concluso oppure cosa resta ancora da fare e in quali tempi.
Questa vicenda non nasce oggi, fin dalla precedente sindacatura chiediamo risposte, atti concreti e l’applicazione delle sentenze. Sono trascorsi quattro anni, si sono succeduti due sindaci, prima Filomena Greco e oggi Cataldo Minò, le Giunte e le maggioranze si sono mescolate ma Cariati non è cambiata.
La cittadinanza non ha ancora ricevuto un quadro chiaro e conclusivo sul recupero dei beni pubblici e delle cospicue somme dovute.
La complessità di un problema può spiegare i tempi tecnici ma non può giustificare quattro anni di inerzie, silenzi, rinvii, consulenze e scadenze mancate.
Adesso non vogliamo nuovi comunicati, rassicurazioni o promesse.
Vogliamo date, numeri di protocollo, provvedimenti e risultati. Perché dietro il caso Vascellero emerge una questione ancora più grave, a Cariati esistono persone normali e persone privilegiate.
Le persone normali devono rispettare ogni scadenza, pagare tributi, canoni, sanzioni con interessi e dimostrare di possedere tutti i titoli necessari anche per il più piccolo intervento.
Poi ci sono i privilegiati. Quelle persone indicate nelle sentenze definitive come occupanti sine titulo di beni comunali utilizzati per attività economica privata.
Le sentenze esistono.
Le relazioni esistono.
Gli indirizzi politici esistono.
Il termine scelto e votato dalla maggioranza è scaduto.
La nostra richiesta formale è stata inviata.
Adesso devono arrivare gli atti, se esistono.
Se nulla è stato fatto, la maggioranza dovrà assumersi la responsabilità amministrativa e politica di avere bocciato una proposta concreta solo per far guadagnare altri sessanta giorni ai privilegiati.
IL TEMPO DELLE PAROLE È FINITO.
I BENI COMUNALI APPARTENGONO A TUTTI, NON A POCHI PRIVILEGIATI.
Gruppo Consiliare Lampare – Comune di Cariati
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Ass. Le Lampare – Basso Jonio Cosentino, Cariati
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