TARI: OLTRE 4 MILIONI DI EURO. I CITTADINI HANNO IL DIRITTO DI SAPERE CHE COSA STANNO PAGANDO.

 Cariati il contratto dei servizi di igiene urbana vale 3.968.719 euro al netto dell’IVA: oltre 4 milioni e 365 mila euro IVA compresa in cinque anni.
Parliamo di circa 873 mila euro l’anno, oltre 72 mila euro al mese e quasi 2.400 euro ogni giorno.
Soldi sostenuti dalla collettività attraverso la TARI per un servizio che non consiste soltanto nel ritirare i mastelli davanti alle abitazioni.
Il contratto comprende anche lo spazzamento dell’intero territorio comunale, la raccolta degli ingombranti e dei RAEE, la bonifica delle microdiscariche, la gestione dell’isola ecologica compresa la pulizia degli accessi e del perimetro esterno, le attrezzature, i contenitori, le mini-isole informatizzate, i cassoni per le seconde case, un numero verde dedicato, un sito web dedicato e non soluzioni di appoggio a terzi, la comunicazione ambientale, il controllo e la rendicontazione.
Nel computo progettuale, soltanto:
– lo spazzamento vale 151.887 euro l’anno;
– la gestione del Centro di raccolta 25.400 euro;
– ingombranti e RAEE 8.769 euro;
– la bonifica delle microdiscariche 2.455 euro.
Sono servizi già compresi nel sistema che paghiamo.
Eppure ci è stata recapitata, in forma anonima, la copia di una nota che reca il protocollo del Comune e con la quale viene chiesto a una seconda impresa un preventivo per rimuovere gli ingombranti presenti all’esterno dell’isola ecologica.
Abbiamo chiesto al Comune di confermare l’autenticità del documento e di chiarire una cosa molto semplice, perché chiedere un altro preventivo per una prestazione che appare già compresa nel contratto dei Servizi di Igiene Urbana nel Comune di Cariati?
Non stiamo dicendo che sia già avvenuto un doppio pagamento. Per verificarlo abbiamo chiesto preventivo, affidamento, impegno di spesa, eventuale fattura e liquidazione.
Ma il rischio deve essere escluso prima, non spiegato dopo.
Se l’appaltatore non ha svolto il servizio, il Comune deve contestare l’inadempimento, applicare le penali, disporre l’intervento sostitutivo e addebitare il costo al gestore.
Non può semplicemente pagare il canone pieno e poi utilizzare altri soldi pubblici per far svolgere a un’altra impresa ciò che era già dovuto.
C’è poi un altro dato che merita attenzione.
Il contratto prevede il raggiungimento del 75% di raccolta differenziata. Ogni punto percentuale annuo sotto l’obiettivo può valere circa 3.969 euro di penale. Ad aprile 2026 la percentuale risultava ferma al 56,63%.
Eppure, nella relazione relativa a quel mese, risultano:
zero criticità, zero contestazioni e zero euro di penali, con un canone liquidato di oltre 71 mila euro IVA compresa.
Per questo abbiamo chiesto tutte le relazioni mensili del gestore, i certificati del DEC, il personale impiegato, i mezzi, i tracciati GPS, gli ordini di servizio, le attrezzature consegnate, i servizi mai avviati, le penali e le liquidazioni effettuate.
Non è una guerra contro i lavoratori, siamo dalla loro parte come sempre lo siamo stati, infatti abbiamo chiesto perchè dopo tre anni di contratto l’appaltatore non ha ancora aperto una sede operativa con spogliatoi e servizi igienici anziché costringere i lavoratori ad appuntamenti improbabili presso i rifornimenti di benzina. Ai lavoratori chiediamo di non piegarsi, di non rinunciare a riscuotere gli straordinari estivi in cambio di un pugnetto forfettario di euro, come rappresentanti dell’amministrazione e improbabili sindacati vicini agli interessi aziendali spingono ad accettare.
Non è una polemica contro l’appaltatore che sappiamo non essere controllato come si deve.
Non è una polemica contro il RUP e il DEC.
La nostra è una battaglia molto semplice, ogni euro della TARI deve tornare ai cittadini sotto forma di servizio.
Chi amministra deve controllare il contratto e proteggere i soldi pubblici.
I cittadini non possono pagare una volta con la TARI e una seconda volta per ottenere lo stesso servizio.
Gruppo Consiliare LAMPARE – Comune di Cariati

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