DOVE LA POESIA DIVENTA GESTO: L’ARTE CHE INCLUDE E RESISTE

Dietro “Cara Mamma”, storie di giovani artisti, argilla, talento e una rete silenziosa che unisce

Alessandra Perziano con i giovani artisti

Antonio Loiacono

Ci sono momenti in cui la poesia smette di essere solo parola e diventa gesto. Mani che impastano argilla, sguardi concentrati, silenzi che parlano più di mille versi. È lì che nasce qualcosa di vero. È lì che, ancora una volta, prende forma il concorso di poesia “Cara Mamma”, arrivato alla sua quarta edizione.

Alessandra Perziano la poesia non la osserva da lontano. Ci vive dentro. Il sociale, per lei, non è un tema: è un mare in cui nuota ogni giorno, senza paura di bagnarsi. E questa edizione del concorso porta con sé un’energia particolare, fatta di incontri che lasciano il segno e di scelte che raccontano una visione precisa del mondo.

<<Qualche mattina fa –ci racconta Perziano– entrando in un laboratorio di terracotta, l’aria aveva quell’odore antico di terra e possibilità. Lì ho conosciuto Fabrizio, Francesco e Giuseppe. Giovani artisti, concentrati, seri nel modo in cui sanno esserlo solo le persone che fanno sul serio con la propria creatività. Ho guardato i loro lavori, ho ascoltato le loro storie. E a un certo punto la decisione è venuta da sola, senza bisogno di pensarci troppo: saranno loro a realizzare il premio per il vincitore di “Cara Mamma”. Vi consiglio, tuttavia, di seguirci sulla nostra pagina social “Disegno Sociale – Promozione Sociale”>>

Questi ragazzi fanno parte dell’associazione pitagorica Autismo KR. Sono ragazzi autistici. E sì, va detto senza abbassare la voce, senza giri di parole. Perché l’autismo, qui, non è un’etichetta da spiegare, ma una dimensione dell’esistenza che diventa lavoro, competenza, autonomia. Quel laboratorio non è un passatempo: è un luogo in cui la creatività si traduce in mestiere, dignità, futuro.

Non c’è ancora una data per la premiazione. Ma una cosa è certa: a marzo il concorso si chiuderà e il nome del vincitore verrà annunciato. Una piccola attesa che somiglia più a una sospensione poetica che a un rinvio. Anche perché, nel frattempo, qualcosa sta già nascendo.

Il primo premio sarà una loro creazione. E non una qualunque. Raffigurerà Hera Lacinia, figura potente, simbolica, profondamente legata a questa terra. Una scelta che unisce mito e presente, sacro e quotidiano. Come spesso accade quando l’arte incontra la vita vera.

Ma non finisce qui. Per i primi tre classificati ci saranno altri omaggi, tutti artigianali, tutti nati da mani che lavorano con cura. Un telaio realizzato a mano — e con amore, parola non abusata — da Antonella Iannone. E poi un calendario ideato da Antonio Vrenna, giovanissimo creativo che ha già capito una cosa fondamentale: creare significa prendersi responsabilità.

È un intreccio, questo. Arte, poesia, inclusione. Una rete che non fa rumore, ma tiene. E rafforza. Ognuno porta ciò che può, ciò che sa, ciò che è. Nessuno resta ai margini.

“Autismo KR”, dal 2010, lavora proprio in questa direzione. È un’associazione del Terzo settore, senza fini di lucro, riconosciuta dalla Regione Calabria. Ma soprattutto è una comunità nata dall’incontro tra genitori e operatori specializzati, con un obiettivo chiaro: migliorare davvero la qualità della vita delle persone con autismo e delle loro famiglie. Non con slogan, ma con servizi, strutture, competenze fondate sull’evidenza scientifica.

Formazione e trattamento sono i due pilastri. Consulenze a scuole, enti pubblici e privati. Eventi formativi. Percorsi personalizzati per ragazzi dai 10 ai 27 anni. Ambienti strutturati, attività di autonomia domestica e sociale, collaborazioni costanti con famiglie e scuole. E poi campi estivi, sport, cultura, natura. Occasioni vere di integrazione, non vetrine.

La scelta di fondo è chiara: rispetto delle differenze, adattamento reciproco, ricerca continua di punti di contatto. Perché le relazioni significative non si impongono. Si costruiscono. Con pazienza. Con intelligenza. Con umanità.

E forse è proprio questo il senso più profondo di “Cara Mamma”, oggi. Non solo un concorso di poesia. Ma un luogo in cui le parole incontrano le mani, le fragilità diventano forza e la creatività smette di essere un lusso per diventare una possibilità condivisa. Da leggere. Da ascoltare. Da vivere.

 

Lavorazione del primo premio

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