QUANDO IL SUD PERDE UN’ALTRA ROTTA!

Un volo cancellato, un territorio che si restringe!

Volo Crotone-Treviso

Antonio Loiacono

Non fa rumore una rotta che viene cancellata. Nessun annuncio, nessun allarme. Solo un vuoto improvviso nello spazio delle possibilità. Un aeroporto che resta aperto, ma un orizzonte che si accorcia. È così che l’isolamento prende forma oggi: non con muri o divieti, ma con l’eliminazione silenziosa di una linea che teneva insieme distanze, affetti, lavoro, stagioni della vita.

Accade di nuovo in Calabria. Accade a Crotone. Secondo le informazioni ufficiali diffuse dalla compagnia, a partire dal mese di aprile il collegamento diretto tra lo scalo pitagorico e Treviso non sarà più operativo. Una riga cancellata nei sistemi di prenotazione, ma una frattura ben più profonda per chi vive, lavora, investe o semplicemente torna a casa.

Le ragioni di questa scelta restano sfocate, mai davvero esplicitate. E forse è proprio questo il punto più amaro: l’ennesima decisione che cade dall’alto, senza confronto, senza visione, senza una strategia capace di guardare oltre il breve periodo. Nel momento in cui la Calabria si prepara ad accogliere la stagione estiva — quella che dovrebbe portare ossigeno al turismo e all’economia locale — una delle sue porte verso il Nord viene chiusa.

Non è solo una questione di voli. È una questione di equilibrio territoriale. La soppressione della tratta Crotone–Treviso colpisce la costa ionica nel suo nervo scoperto: le piccole imprese che vivono di presenze stagionali, le strutture ricettive che faticano a riempire le camere, i lavoratori calabresi che hanno costruito la propria vita lontano e che ora si trovano davanti a percorsi più lunghi, più costosi, più incerti. Ogni chilometro in più diventa un ostacolo, ogni coincidenza mancata un segnale di distanza istituzionale.

In questo scenario, la responsabilità politica non può restare sospesa. È per questo che Nicola Abruzzese, presidente del circolo Legambiente Nicà, di Scala Coeli, tramite un suo grido “social” si rivolge direttamente al presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto!

Governare significa anche presidiare le infrastrutture invisibili che tengono unita una comunità: i trasporti, le connessioni, il diritto elementare di muoversi senza essere penalizzati dalla latitudine. Serve un intervento immediato, un confronto serio con la compagnia aerea, l’attivazione di strumenti concreti che difendano la mobilità come bene pubblico e leva di sviluppo.

Perché una regione non si misura solo dalle sue bellezze naturali, ma dalla facilità con cui può essere raggiunta. E la Calabria, oggi più che mai, non può permettersi di essere considerata una terra accessoria, sacrificabile, marginale. Ogni rotta che si perde è una possibilità che si allontana. Ogni silenzio istituzionale è una distanza che cresce.

I territori non chiedono privilegi, ma continuità. Non invocano favori, ma rispetto. E finché una partenza cancellata continuerà a raccontare più di mille promesse, il viaggio della Calabria resterà incompiuto.

 

 

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