DISCRIMINAZIONI,RICHIAMO UE ALL’ITALIA

DISCRIMINAZIONI,RICHIAMO UE ALL’ITALIA LIBERA CIRCOLAZIONE DIRITTO FONDAMENTALE COMMISSIONE POTREBBE ADIRE CORTE GIUSTIZIA ROSSANO (Cs), Martedì 29 Giugno 2010 – Discriminazione e violazione di obblighi. Lo Stato italiano incassa un nuovo richiamo dall’Ue. I motivi alla base della richiesta formale pervenuta all’Italia da parte della Commissione Europea, attengono alla libera circolazione dei lavoratori e alla non discriminazione in base alla nazionalità. Nel caso specifico, lo Stato italiano, incurante di un principio sancito nella legislazione dell’Ue, avrebbe assunto un atteggiamento discriminatorio nei confronti di alcuni candidati risultati idonei ad occupare un posto nella pubblica amministrazione della provincia di Bolzano. A seguire, preso atto della violazione commessa, la Commissione ha intimato all’Italia, di porre fine a tale situazione determinatasi esclusivamente a causa del non adeguamento alla normativa europea. All’Italia è stato inviato quindi un “parere motivato” nell’ambito del procedimento d’infrazione dell’UE. In mancanza di una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia UE, che nel merito per un caso analogo si è già espressa. Le condizioni discriminatorie nel caso in esame, si riferiscono all’obbligo, di comprovare la conoscenza della lingua presentando certificati specifici rilasciati dall’amministrazione locale e alla priorità riservata ai candidati residenti in loco. Secondo la legislazione italiana applicabile nella provincia di Bolzano, l’unico documento accettato per comprovare la conoscenza della lingua per accedere ai posti nella P.A. locale, è un certificato specifico rilasciato nella stessa provincia. Inoltre, i candidati che risiedono a Bolzano da almeno due anni hanno la priorità. La libera circolazione dei lavoratori è un diritto fondamentale dell’UE che garantisce la non discriminazione delle persone in base alla loro nazionalità. Secondo quanto già stabilito dalla Corte di giustizia dell’UE (Sent. 6/6/2000 – Causa C-281/98 Angonese), la richiesta di un certificato specifico emesso solo nella provincia di Bolzano, quale unico mezzo per comprovare la conoscenza della lingua, costituisce una discriminazione in base alla nazionalità. Ciò, in quanto mette i cittadini degli altri Stati membri in una condizione di svantaggio nei confronti dei residenti della provincia, per la maggior parte cittadini italiani. Secondo la Commissione, anche la priorità concessa sulla base della residenza costituisce, per gli stessi motivi, una discriminazione indiretta in base alla nazionalità.

Print Friendly, PDF & Email

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta