ENEL, CENTRALE A CARBONE BRINDISI NON INQUINA

L’ARPA Puglia e l’UPI, Dipartimento Ambiente, si sono incontrate ieri per rendere conto delle analisi e degli studi a proposito di inquinamento nell’area industriale di Brindisi e Cerano. Un articolo di stampa, ripreso da tutti i giornali, testualmente recita: “… altre rassicurazioni si sono avute dalla dott.ssa D’Agnano (ARPA) che, in merito alle centinaia di analisi fatte sui filtri delle centraline, inconfutabilmente negano inquinamento dell’aria dovuto alla presenza della centrale ENEL Federico II di Cerano. La stessa dottoressa ha ribadito inoltre che identico discorso vale per i terreni circostanti, i quali sono stati scandagliati per buona parte ed allo stato il 90% dei suoli risulta essere pulito, eccezione fatta per quelli ricadenti all’interno del petrolchimico (che dista qualche chilometro dalla Centrale ENEL)”. Confutando tutte le teorie dei cosiddetti “ambientalisti duri e puri”, due organi di controllo dello Stato confermano che la Centrale a carbone di Brindisi non ha creato nessun inquinamento. Eppure a Brindisi, oltre a quella dell’ENEL insiste un’altra centrale termoelettrica a carbone. Eppure a Brindisi le due centrali non hanno tecnologia costruttiva recente. Non hanno quindi, silos e nastri trasportatori in ambienti pressurizzati. Il combustibile viene ancora movimentato con le ruspe ed i filtri al camino non sono quelli previsti per Rossano, Civitavecchia e Porto Tolle. I giornalisti che si sono recati in visita a Civitavecchia la settimana scorsa, hanno dichiarato che guardando il camino non si comprende se la centrale è in produzione oppure meno. Questo vuol dire che dal camino non esce assolutamente niente di inquinante. Allora da cosa dipende questa avversione, della politica locale, alla riconversione della Centrale di Rossano? Perchè si vuole negare un’occasione di sviluppo per la zona e di lavoro per i tanti giovani e meno giovani di Rossano e circondario? Non vorremo scoprire, prima o poi, che oltre a voler rappresentare i ricchi di questo territorio, la politica locale voglia difendere anche altri siti dove insistono altri produttori di energia elettrica. IL COMITATO

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