sanità pubblica: la lenta agonia dell’ospedale

– La morte annunciata dell’ospedale “Vittorio Cosentino” non era scritta nelle stelle, ma nelle coscienze degli uomini. Adesso, nelle ore della lenta agonia, al capezzale del “grande malato” qualcuno propone prescrizioni, terapie, rimedi, e cure che si limitano a combattere provvisoriamente i sintomi di una malattia senza scampo; altri (leggasi dirigenti, anche periferici, dell’azienda sanitaria di Cosenza) minimizzano la grave infermità: il malato non è poi così grave, anzi, sta quasi bene. E questo ricorda la storiella di quel medico che, non riuscendo a sfebbrare un suo paziente, adotta il sistema più semplice: rompere il termometro. Ecco la sintesi, brutale, del consiglio comunale dell’altro ieri dedicato esclusivamente al tema della sanità pubblica ed allargato al territorio. Il salone del Centro sociale è semideserto, a testimonianza che qui la gente ha perso anche il gusto dell’indignazione: un paio di operatori ospedalieri; un solo sindacalista; la stampa; qualche rappresentante di partito; una ventina di curiosi e i sindaci di Mandatoriccio, Crosia e Terravecchia. Gli occhi sono puntati sul primo cittadino cariatese, Giovanni Filippo Sero, colui che il fiammifero acceso, passato di mano in mano, lo ha ereditato. E ora rischia di bruciarsi, nonostante il documentato impegno di cui è stato prodigo, spesso in solitudine, sempre con una tenacia ferrea: un Davide, per giunta senza fionda, contro Golia. Ma l’occasione è ghiotta per togliersi dalle scarpe certe sassolini e usarli a mo’ di macigni. Arrivano le bordate di Mario Sero, capogruppo del Pd in consiglio comunale, che non risparmiano il direttore sanitario del “Cosentino”, reo di avere giudicato “una “bufala” il grido d’allarme sulle sorti del nosocomio, e lo stesso sindaco che aveva stimato le preoccupazioni espresse dai gruppi di minoranza come “populistiche e demagogiche”. Si rischia di debordare quando ciascuno, nel solito esercizio dialettico di retroguardia, addossa responsabilità ad altri. Ma a correggere la rotta ci pensano, per fortuna, i sindaci ospiti e il rappresentante della Cisl, Matteo Cesarano (“Smettiamo di farci la guerra”) che invitano alla coesione ed all’unità d’intenti, quella che tutti, a parole, sbandierano. Al microfono si avvicendano i consiglieri Baratta, Arcuri, De Nardo, Trento e Perri. Le opinioni sembrano convergere: a breve saremo invasi dai turisti i quali pretendono, giustamente, anche efficienti servizi sanitari che abbiamo il dovere di garantire. Ergo, l’ospedale non si tocca, e non si tocca nemmeno il vitale settore del pronto soccorso (12670 accessi solo nel 2009) che si vorrebbe ridimensionare sino, addirittura, a limitarne l’apertura alle sole ore diurne. Filippo Giovanni Sero ascolta, chiarisce e riepiloga: entro la fine della settimana tutti i sindaci del comprensorio occuperanno simbolicamente il “Vittorio Cosentino” con l’obiettivo di sensibilizzare chi di dovere, in primo luogo il governatore Giuseppe Scopelliti che sulla questione ha “snobbato” una richiesta d’incontro inoltrata il 21 maggio scorso, a nome anche delle municipalità del territorio, dall’amministrazione civica cariatese. Stiamo a vedere come va.

Print Friendly, PDF & Email

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta