DALLE CASE VUOTE AGLI ARTISTI INTERNAZIONALI: LA SCOMMESSA DI SCALA COELI

Il progetto “Lo Speronello”, promosso da Maria Romeo, punta a trasformare un'area segnata dallo spopolamento in un luogo di produzione culturale. Residenza artistica, recupero della memoria e turismo sostenibile: il 21 novembre la presentazione dell'associazione

Maria Romeo, in una delle grotte nel Centro Storico di Scala Coeli

■Antonio Loiacono

“ U’ Spirùn’ “ (lo Sperone) era uno dei rioni più popolati di Scala Coeli. Oggi è segnato dalle case abbandonate. È proprio da qui che Maria Romeo vuole far partire un progetto di residenza artistica internazionale.

Si chiama “Lo Speronello” (dalla punta estrema del Centro Storico che si affaccia sul Nicà) la nuova associazione culturale nata con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, paesaggistico e umano del territorio attraverso l’arte contemporanea. L’idea è accogliere artisti locali, italiani e stranieri, offrendo loro la possibilità di vivere il borgo, studiarne le caratteristiche e realizzare opere in rapporto diretto con i luoghi.

La scelta della località non è casuale. Questo angolo del Centro Storico rappresenta, nella visione della promotrice, una parte significativa della memoria di Scala Coeli: un territorio che conserva tracce del proprio passato, ma che risente profondamente dell’emigrazione e dello spopolamento.

Nell’intervista pubblicata sul magazine on line “L’ArteCheMiPiace” di Giuseppina Irene Groccia (nata a Calopezzati -vive e lavora a Mirto Crosia- conosciuta nel panorama artistico come GiGro), Maria Romeo ha definito l’associazione un «attivatore di memoria». E ha spiegato il significato della scelta: «Ho scommesso su questo nome per risvegliare il ricordo di quanti sono stati costretti a partire, affinché possano ritornare».

Una motivazione che affonda anche nei ricordi personali. Romeo richiama la dimensione della «ruga», il vicolo, quando la comunità rappresentava un’estensione della famiglia: «Mi sentivo figlia dei vicini di casa e i miei fratelli e sorelle non erano soltanto quelli della mia famiglia d’origine, ma anche quelli del vicinato».

Dallo Speronello lo sguardo raggiunge il fiume Nicà -l’antico Hilyas nella ricostruzione proposta da Romeo- e si apre verso i territori di Terravecchia, Umbriatico e Crucoli, tra uliveti, laghi e calanchi.

Nelle sue dichiarazioni, la promotrice richiama la leggenda di Filottete, l’eroe greco che, secondo la tradizione mitologica, sarebbe approdato in questi luoghi per curare la propria ferita. Evoca anche le vicende che videro contrapporsi Crotoniati e Sibariti, interrogandosi sul possibile ruolo dello Speronello nella lettura di quella storia.

Un patrimonio di suggestioni che dovrà trovare nella ricerca storica e archeologica ulteriori elementi di conoscenza. Il riferimento letterario è invece a Vincenzo Padula, sacerdote, poeta e scrittore calabrese dell’Ottocento, che lasciò una descrizione di Scala Coeli particolarmente suggestiva. La definizione tramandata nei testi storici è: «Il colle murato…, cinto da rupi e grotte».

Il nucleo dell’iniziativa sarà la residenza artistica. Gli autori, selezionati dal curatore d’arte, saranno chiamati a confrontarsi con il borgo antico, le sue architetture, la pietra locale e le stratificazioni della memoria.

«Gli artisti agiranno come ricercatori: intercetteranno le vibrazioni del territorio e le reinterpreteranno nelle proprie opere», spiega Romeo nell’intervista.

L’obiettivo è creare uno scambio tra linguaggi artistici internazionali e identità locale. Gli artisti, vivendo a contatto con il paese, potranno diventare, nelle intenzioni della promotrice, «veri e propri ambasciatori della nostra storia locale nel mondo».

Particolare attenzione viene riservata anche al patrimonio spirituale legato alla presenza dei monaci basiliani e agli insediamenti rupestri. Il silenzio, il paesaggio e la dimensione contemplativa diventano elementi centrali dell’esperienza che la residenza intende offrire.

La valorizzazione delle produzioni locali, la creazione di marchi territoriali e la realizzazione di contenuti multimediali dedicati alla storia e alle tradizioni di Terrae Scala, antico nome di Scala Coeli, sono tra gli obiettivi indicati da Maria Romeo.

«Dialogare con la modernità significa trasferire questi saperi nel presente, creando nuove risorse e ponti verso l’economia reale», afferma.

È probabilmente questo il passaggio più impegnativo del progetto. Perché tra una residenza artistica e una concreta opportunità di sviluppo esiste una distanza che soltanto il lavoro organizzativo, le collaborazioni e la continuità possono colmare.

L’arte può contribuire a far conoscere un territorio, attrarre competenze e generare nuove relazioni. Non può, da sola, arrestare lo spopolamento o risolvere le difficoltà economiche di un piccolo comune. La sfida sarà dimostrare che le attività culturali possono lasciare risultati anche oltre il periodo delle residenze.

L’associazione ha già avviato relazioni con altre realtà culturali e associative e ha aderito all’Accademia del Mediterraneo, con l’intenzione di favorire nuovi scambi.

Il primo appuntamento pubblico è fissato per il 21 novembre, quando saranno presentate ufficialmente l’associazione “Lo Speronello” e la residenza artistica.

Se Vincenzo Padula tornasse oggi a guardare quel «colle murato, cinto da rupi e grotte», riconoscerebbe ancora la pietra, le case, le strade e il paesaggio che hanno dato forma a Scala Coeli. Ma troverebbe porte chiuse, finestre senza luce e vicoli nei quali il silenzio ha preso il posto delle voci.

Eppure, proprio dove il paese sembra aver smarrito una parte della propria anima, qualcuno prova a riaprire una strada. Non con la promessa di cancellare il passato, ma con l’ambizione di restituirgli un futuro.

“Lo Speronello” nasce da questa scommessa. Resta da vedere se gli artisti sapranno lasciare, oltre alle opere, nuove ragioni per tornare; se le case potranno tornare a custodire presenze e non soltanto ricordi; se quel lembo di terra affacciato sul Nicà riuscirà a diventare un luogo d’incontro tra chi è rimasto, chi è partito e chi arriverà da lontano.

Perché un paese non muore quando le sue case si svuotano. Comincia a morire quando nessuno trova più una ragione per riaprirle.

E forse è proprio da qui, dallo Speronello, che Scala Coeli può provare a ricominciare!

 

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