■Antonio Loiacono
Dal 1° ottobre, la ferrovia Sibari-Crotone tornerà a essere una promessa sospesa. Dopo la breve parentesi di riapertura estiva, Rete Ferroviaria Italiana impone nuovamente ai pendolari e ai viaggiatori occasionali la convivenza con autobus sostitutivi. Una scelta che non è soltanto un disagio: è una presa in giro per chi, quotidianamente, deve spostarsi tra lavoro, studio e famiglia.
Chi deciderà di affidarsi al treno dovrà accontentarsi di due corse giornaliere, con tre cambi obbligati – Sibari, Castiglione Cosentino e Lamezia Terme – trasformando un viaggio che in macchina dura poco più di un’ora in una traversata di quasi quattro ore. «È ridicolo: in macchina arrivi prima che in treno», denuncia un pendolare, «nel 2025 la ferrovia dovrebbe essere un’alternativa seria, non un percorso ad ostacoli».
La sospensione del servizio diretto viene giustificata con lavori di ammodernamento ed elettrificazione della dorsale ionica: 112 chilometri tra Sibari e Crotone, 58 tra Crotone e Catanzaro Lido, 11 sottostazioni elettriche, cantieri, demolizioni, bonifiche da ordigni esplosivi e installazioni tecnologiche. Una lista di interventi faraonica che, secondo il cronoprogramma ufficiale, si concluderà solo nell’agosto 2026.
Nel frattempo, però, chi ogni giorno deve spostarsi non ha alternative: autobus che spesso subiscono ritardi, tempi di percorrenza insostenibili e la sensazione di essere abbandonati tra cantieri interminabili e promesse non mantenute. «Potenziamenti e modernizzazioni sono importanti – commenta una studentessa universitaria –, ma noi pendolari non possiamo aspettare tre anni con autobus come unica opzione».
La realtà è chiara: la Calabria continua a pagare il prezzo di una rete ferroviaria frammentata, lenta e spesso inaccessibile. Il treno, simbolo di progresso e sostenibilità, diventa un lusso per pochi eletti o un miraggio per chi ogni giorno prova a vivere la normalità. E mentre i cantieri proseguono, i cittadini restano ostaggio di soluzioni provvisorie che rischiano di allontanarli sempre più dal trasporto pubblico.
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