■Antonio Loiacono
Da 38 anni, vive a Bolzano (l’antica “Predium Bautianum”) dove ha lavorato come funzionario presso la Provincia Autonoma del capoluogo di provincia e per anni al Consolato Generale d’Italia a Stoccarda, a stretto contatto con gli immigrati italiani. Tutti lo conoscono come una persona diretta, appassionata e sempre dalla parte dei lavoratori. Ora Oscar Benvenuto torna a parlare del suo paese d’origine, Scala Coeli, e lo fa senza giri di parole: “Il paese è allo sbando, amministrato male e abbandonato al suo destino”.
Lo incontriamo durante uno dei suoi annuali rientri a Scala Coeli, deciso a denunciare ciò che definisce “il declino morale e amministrativo” del paese.
Oscar, tu rientri spesso al paese. Che cosa trovi ogni volta che torni?
R. “Ogni anno torno e lo trovo peggio. Amministratori incapaci di gestire perfino l’ordinario, progetti sospesi, lavori fermi, burocrazia lenta come un bradipo. La gente è arrabbiata, depressa, apatica. Ha perso fiducia, non ha più valori né speranze. Non vive più, vegeta. E non lo dico per offendere nessuno: è una triste constatazione.”
Un quadro durissimo. A cosa attribuisci questo declino?
R. “All’indifferenza. La gente si sente abbandonata: dalla politica, dalla Chiesa, dalle istituzioni in genere. A tutto questo si aggiunge un sistema sanitario al collasso: medici di base introvabili, ospedali che cadono a pezzi, servizi pubblici ridotti all’osso. È un circolo vizioso che porta alla rassegnazione.”
Anche la frazione di San Morello sembra in grande difficoltà.
R. “Sì, lì la disperazione è totale. È come se fosse un’altra realtà, un mondo a parte, ignorato da tutti. Strade, strutture, servizi: tutto in abbandono. Non c’è una visione, non c’è progettualità.”
Hai denunciato anche il rifiuto del Comune di concedervi una sala per una riunione civica.
R. “Sì, ed è una cosa gravissima. Avevamo chiesto la sala consiliare o uno spazio pubblico per incontrarci, ma ci è stato negato tutto. Hanno accampato delle scuse per non dirci che <non c’è tempo per queste cose>. E allora mi chiedo: se in un paese non si concede neanche uno spazio per confrontarsi, dove sta la democrazia? Hanno paura del dialogo? A Bolzano, se chiedi una sala, te ne danno quattro. Qui, invece, ti chiudono la porta in faccia.”
Cosa proponi concretamente?
R. “Invito tutti gli uomini e le donne di buona volontà a unirsi. Serve un comitato civico, un gruppo di cittadini con idee e coraggio, che dia nuova linfa alla politica locale. Basta con le passerelle e con i proclami: voglio vedere fatti, progetti veri, non parole.”
Ti sei rivolto direttamente all’eurodeputato Pasquale Tridico.
R. “Sì, perché Pasquale conosce questa realtà e la ama. Gli ho chiesto di venire qui, di restare una settimana e vedere come viviamo davvero (anche se lo sa benissimo!) Io sono qui da più di tre mesi e mi sono reso conto di quanto sia profonda la crisi. Gli amministratori non riescono neanche a garantire l’ordinario. Scala Coeli è ferma, dimenticata, e serve qualcuno che la rimetta in moto.”
Hai espresso critiche anche verso il Movimento 5 Stelle locale.
R. “Sì, con dispiacere. C’è poca comunicazione, troppe divisioni e poca convinzione. E allora mi rivolgo ancora a Tridico: richiama all’ordine i tuoi rappresentanti locali. Se non credono più nel progetto, abbiano il coraggio di farsi da parte. Non si può restare attaccati alla poltrona. Serve una nuova stagione, più pulita e coerente.”
Anche sul piano economico hai mosso delle critiche precise.
R. “Il Comune ha scelto di applicare l’Imu al livello massimo, ma potrebbe benissimo scegliere quello medio o minimo. È una questione di equità. Io, che torno solo per brevi periodi all’anno e ho una pensione dignitosa, posso permettermi di pagare. Ma chi vive qui tutto l’anno e fatica ad arrivare a fine mese? Questa è una rapina legalizzata. Il Comune dovrebbe avere un po’ di coscienza sociale.”
Pensi di candidarti per le amministrative del 2027?
R. “No, non cerco cariche. Voglio solo far parte di una squadra di persone oneste, serie, pronte a lavorare per il bene comune. Se trovo quattro o cinque persone con questo spirito, io ci sono. Ma senza divisioni, senza protagonismi. Scala Coeli ha bisogno di fatti, non di nomi.”
Qual è il tuo messaggio finale?
R. “Domenica 9 novembre, alle ore 11:00, ci incontreremo presso la sede del Movimento 5 Stelle. È un incontro aperto a tutti, senza bandiere, senza rancore, ma con tanta voglia di cambiare. Venite, parliamo, confrontiamoci. Scala Coeli è un paese bellissimo, ma dimenticato. Le strade sono a pezzi, la fontana in piazza è un relitto, i progetti sono fermi, cimiteri non curati, ecc. Eppure nei paesi vicini si vedono segni di rinascita. Perché da noi no?
La democrazia vive nel dialogo e nella partecipazione, ma qui sembra respirare a fatica. Io voglio solo questo: che Scala Coeli torni a essere viva, che la gente torni a crederci.
Serve coraggio, non rassegnazione. E serve amore per il proprio paese, quello vero, non quello da campagna elettorale.”
Il tono di Oscar Benvenuto è duro, ma lucido. Le sue parole non sono solo uno sfogo, ma una denuncia che risuona come un campanello d’allarme. Scala Coeli, come tanti piccoli comuni dell’entroterra calabrese, soffre di immobilismo, disillusione e silenzi.
Le sue accuse agli amministratori, ai partiti e perfino ai cittadini stessi non sono gratuite: sono il grido di chi ama un paese che vede morire giorno dopo giorno, nel disinteresse generale.
E forse, dietro l’amarezza di questo “emigrato di ritorno”, c’è la verità più scomoda di tutte: che Scala Coeli non ha bisogno di un altro sindaco, ma di una coscienza collettiva che si risvegli.
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