SCALA COELI PIANGE KURT, IL BAVARESE CHE AVEVA SCELTO IL BORGO: STRONCATO DA UN INFARTO IN STRADA

L’82enne tedesco, da anni residente a Scala Coeli, stroncato da un infarto in strada. L’intervento dei soccorsi non è bastato: il borgo torna a chiedere un presidio medico stabile, questione di vita o di morte

Kurt Valentin Eschenbach

Antonio Loiacono

Scala Coeli è sotto choc per la morte improvvisa di Kurt Valentin Eschenbach, 82 anni, originario di Norimberga, nella Baviera, ma residente da una decina di anni nel borgo. L’uomo, da sempre discreto e innamorato del paese, è stato colpito da un infarto fulminante ieri mattina mentre percorreva la salita che porta alla farmacia del centro storico.

Scala Coeli, come tanti piccoli borghi dell’entroterra, è privo di un presidio medico continuativo: non c’è un medico sempre presente e le guardie mediche garantiscono solo una copertura saltuaria. Una carenza che, nei momenti di emergenza, può trasformarsi in tragedia. Il dramma si è consumato poco dopo le 11. A lanciare l’allarme è stato il farmacista del paese, che ha immediatamente chiamato il 118 e fatto attivare sia l’ambulanza di Cariati che l’elisoccorso. Nel frattempo è intervenuto Giovanni Acri, giovane operatore sanitario di Scala Coeli appena rientrato da un turno notturno al 118 di Crotone, che ha iniziato le manovre di rianimazione in attesa dei soccorsi. «Non rispondeva, era già cianotico – racconta Giovanni Acri –. Ho iniziato subito le manovre di rianimazione e collegato il defibrillatore, ma non ha scaricato perché non rilevava attività. Solo dopo 15 minuti è riuscito a farlo una volta, ma era troppo tardi». L’ambulanza da Cariati è arrivata in venti minuti, con medico a bordo, mentre era già sul luogo anche l’elisoccorso. Ma ogni tentativo di salvarlo si è rivelato vano!

Kurt aveva vissuto a lungo in Germania e poi in Nigeria, dove aveva conosciuto la moglie, dalla quale ha avuto due figlie. La sua vita lo aveva portato lontano, ma alla fine aveva scelto Scala Coeli, attratto dall’aria pulita, dal cibo genuino e, soprattutto, da quella lentezza di vita che considerava un tesoro raro. «Amava questo paese – ricordano i residenti – e lo considerava la sua vera casa». Aveva acquistato un’abitazione nel centro storico, un gesto che racconta meglio di mille parole il legame ormai definitivo con il borgo che lo aveva accolto come uno di famiglia.

Ma accanto al dolore resta un interrogativo che brucia: cosa sarebbe accaduto se a Scala Coeli ci fosse stato un presidio medico fisso, con personale sanitario pronto a intervenire nei minuti cruciali? In territori isolati e con strade difficili, venti minuti di attesa possono diventare una condanna!

Scala Coeli, come tanti altri borghi dell’entroterra calabrese, è infatti privo della figura di un medico residente e le guardie mediche non sono sempre presenti. La comunità vive da tempo una condizione di precarietà sanitaria che si traduce in una continua esposizione al rischio. Non si può più parlare di emergenze episodiche: queste “latitanze sanitarie” nei piccoli centri devono finire una volta per tutte. Un presidio medico non è un privilegio, ma un diritto e, nei paesi lontani dagli ospedali, rappresenta una questione di vita o di morte.

Ora la salma di Kurt riposa presso il servizio di onoranze funebri Cariglino a Cariati, mentre i Carabinieri di Scala Coeli stanno tentando di rintracciare le figlie, che vivono negli Stati Uniti. La comunità, intanto, lo piange come uno di casa: un uomo venuto dal Nord Europa che aveva scelto il Sud, e che qui ha trovato il suo ultimo respiro.

Dalla vicenda arriva però anche un appello forte: che istituzioni regionali e sanitarie non girino più lo sguardo dall’altra parte. Scala Coeli e i borghi come questo non chiedono favori, ma il rispetto di un diritto fondamentale: avere un medico, sempre!

 

 

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