MONDIALI 2026. LA FRANCIA VA, LA NORVEGIA PURE. ULTIMO TANGO CON MESSI, AUSTRIA OK

di Marco Toccafondi Barni


Francia – Senegal 3 -1 (Mbappé (2), Barcola, Mbaye)

– E’ il Mbappé show. Quando  hai uno di quelli che nasce ogni 50 anni puoi permetterti tutto.

Sì, anche di non esistere per un tempo intero, né tu né appunto quello dell’ “1 ogni mezzo secolo”, perché poi tanto  vinci comunque, anche con un ottimo Senegal.

I leoni giocano un gran primo tempo, mentre la Francia non c’è, anzi Mbappè sbaglia tutto quel che puo’ sbagliare nel corso dei primi ’45  e soltanto la sfortuna, con un legno e un errore incredibile di Sarr nel finale, spedisce le  2 squadre negli spogliatoi a reti inviolate. Il Senegal avrebbe meritato, nettamente, una Francia senza idee non fa nemmeno un tiro in porta. Francia che si è fatta puntualmente saltare a centrocampo, mentre il Senegal ha dimostrato di avere buone idee e di saperle mettere in atto.

Poi inizia la ripresa e i Bleus si ricordano che hanno quasi 3 squadre in grado di arrivare in fondo, ma soprattutto lui, il re dei re: Kylian da Parigi. Al 66° l’attaccante del Real raccoglie un assist perfetto del talentuoso Olise, scappa come una lepre sotto gli occhi increduli di uno non esattamente banale come  Koulibaly e con un diagonale di prima trafigge Mendy. E’ 1 – 0, non poteva sbloccarla che il migliore del mondo.

Col vantaggio i transalpini acquistano sicurezza e alzano il loro baricentro, fino a trovare, a 8 minuti dai ’90, il raddoppio di una apparente sicurezza con Barcola, che abilmente sfrutta un bel passaggio di Rabiot e grazie ad uno scavetto perfetto la tocca sotto scavalcando Mendy.

Pare finita. E invece no, perché si mette in mezzo un ragazzino, addirittura classe 2008, si chiama Ibrahim Mbaye e con un abile gioco di gambe lascia sul posto un pessimo Theo Hernandez bucando la porta francese grazie a una rara papera di Maignan.

Manca poco, tuttavia la partita pare accendersi, e invece no, perché quando c’è un Dio del calcio, uno che nasce ogni mezzo secolo o quasi, la decide lui: il capitano fa un gol veramente pazzesco, un bolide da circa 30 metri che non lascia scampo al portiere senegalese.

Il Mondiale della Francia, in un girone che se non è quello di ferro poco ci manca, non poteva cominciare in maniera migliore, anche pensando alla figuraccia fatta all’ esordio dalla Spagna. Forse la principale rivale sulla carte per la Coppa piu’ ambita sulla terra.

 

NORVEGIA – IRAQ 4 -1 (Haaland (2), Hussein, Østigard, Hussein (A)

– Eccellente ? Sicuramente no. Concreta e cinica ? Ebbene sì. Questa è la Norvegia, che ne fa ben 4 a un Iraq comunque in partita fino al 3 a 1 e che aveva anche pareggiato i conti con il suo uomo copertina: Hussein. Ma è l’altro uomo copertina, il gigante norvegese, a rispondere al suo “omonimo  francese: il galactico Mbappé. E’ 2 a 2 tra i migliori attaccanti del pianeta. Eppure il risultato è bugiardo, non che la Norvegia non abbia meritato di vincere, questo no, però  l’Iraq ha fatto benino e mostrato piu’ di una qualità in questa prima uscita dal 1986, la sua ultima volta a un Mondiale di calcio. Saddam era ancora un amico degli Usa e combatteva una guerra (1980-88) contro l’ Iran. Oggi l’ impero persiano c’è sempre, nei fatti l’ Iraq no.

E’ un buon Iraq comunque, per tutto il primo tempo, sì ok passa in svantaggio dopo un’ azione ben manovrata dei norvegesi: Nusa dalla trequarti si accentra mettendo un bel cross secondo palo, arriva Haaland e in spaccata fa gol, però ci siamo. Norvegia avanti, ma l’ Iraq non si scompone ed esattamente 10 minuti dopo trova il pari con Hussein. Purtroppo si tratta dell’ Iraq e quindi qualche errore banale ci sta, infatti arriva a 2 minuti dalla fine: grave errore di impostazione intercetta Haaland e l’attaccante City firma la sua personale doppietta. Si va alla ripresa e la Norvegia dilaga, punizione fin troppo pesante per l’ Iraq: dapprima con Ostigard, appena sceso in campo, il difensore del Genoa segna di testa e allo scadere con un autogol.

ARGENTINA – ALGERIA 3 – 0 (Messi, Messi, Messi)

– Lui è tornato: da Messi a Messi. No, non è cambiato nulla: una tripletta del piu’ grande fenomeno del calcio globale stende l’Algeria. E dire che potevano essere persino 4, se non fosse stato per un gol annullato al 5° minuto di gioco per un giusto fuorigioco.

Qui non è questione di essere quasi 4 anni piu’ vecchi, delle scelte di Scaloni che, coi suoi fedelissimi tutti presenti, ricorda il Bearzot dell’ Italia nel 1986, qui la faccenda è banale: se con te gioca Dio è proprio come nel 1986,  potrebbe non essercene comunque per nessuno, visto non siamo nel campo della vita terrena, ma nel soprannaturale.

L’Argentina e Messi  iniziano alla perfezione  il loro Mondiale da campioni in carica. Un  Lionel Messi non reale né umano e la “Banda Scaloni” ingoia un’ opaca Algeria. La  Albiceleste è perfetta, però ripeto che se all’ età di 38 anni hai un marziano con te allora tutto diventa facile. Si pensava a Mbappè è invece ad eguagliare in soli 90 minuti Klose come miglior marcatore di sempre (16 reti ai Mondiali) ci pensa sempre e soltanto lui: il migliore.

AUSTRIA – GIORDANIA 3-1 (Schmid, Al-Arab (A), Arnautovic (R)

– Dopo  anni fa capolino l’Austria ai Mondiali e nel migliore dei modi: si prende i 3 punti con altrettante reti alla Giordania. Il primo tempo si chiude con un vantaggio di misura per gli austriaci, grazie a un bel gol a giro di Schmid, nella ripresa dapprima il momenteo pareggio per la Giordania e poi le reti del definitivo 3-1 grazie a un’ autorete sfortunata e all’ “italiano” Arnautovic. Tre gol e tre punti, l’ Austria va.

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