■ Antonio Loiacono
Tre sorelle furono uccise il 25 novembre 1960 per essersi opposte a una dittatura. Oggi il loro nome continua a ricordare che la libertà delle donne non può essere sacrificata. Da Longobucco, l’associazione VESCA del presidente Pino Flotta riparte proprio da quella memoria e sceglie una farfalla come simbolo di una campagna: «Mai più ali tarpate».
L’immagine è semplice, ma il suo significato è preciso. Una farfalla interamente realizzata attraverso un lavoro condiviso, al quale ha partecipato anche una donna che ha vissuto direttamente la violenza. È da qui che prende forma la nuova iniziativa dell’associazione VESCA di Longobucco, che per tutto il mese di novembre ha scelto di promuovere un percorso di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.
La farfalla non resterà ferma. L’associazione intende portarla in diversi paesi, coinvolgendo altre realtà associative e le donne del territorio. Il messaggio sarà affidato anche a un gesto simbolico: scrivere sulle proprie mani le parole «Mai più ali tarpate», per trasformare una frase in una presa di posizione visibile.
L’iniziativa è stata presentata attraverso un video pubblicato sulla pagina Facebook dell’associazione. Nel filmato VESCA ha spiegato le ragioni della campagna e ha lanciato un invito ad altre associazioni: realizzare a loro volta brevi video, mostrando sulle mani lo stesso slogan. Un modo per moltiplicare il messaggio e costruire una rete di partecipazione che non si fermi ai confini di un singolo paese.
A spiegare il senso del progetto è Luigina Diletto, segretaria dell’associazione, da anni impegnata in attività di sensibilizzazione nelle scuole e negli oratori. Il punto di partenza, nella sua impostazione, è che la lotta alla violenza non può essere delegata a una sola persona o a una sola organizzazione. Deve diventare un impegno condiviso, capace di coinvolgere chi ha vissuto esperienze dolorose, chi opera nel volontariato, le istituzioni e le comunità.
La partecipazione alla realizzazione della farfalla di una donna vittima di violenza assume, in questo contesto, un significato particolare. Non si tratta di raccontare pubblicamente una vicenda personale, né di esporre il dolore di qualcuno. Il gesto richiama piuttosto il valore della partecipazione: una donna che ha conosciuto la violenza contribuisce a costruire un simbolo di libertà e lo mette idealmente a disposizione di tutte.
Il riferimento scelto da VESCA conduce direttamente alle sorelle Mirabal, Patria, Minerva e María Teresa, tre attiviste della Repubblica Dominicana conosciute con il nome di «Las Mariposas», le farfalle.
Si opposero alla dittatura di Rafael Leónidas Trujillo e furono assassinate il 25 novembre 1960 da uomini al servizio del regime. La loro uccisione divenne uno degli episodi simbolo della repressione politica nella Repubblica Dominicana.
La data del loro assassinio è stata scelta nel 1981 dalle attiviste latinoamericane per ricordare le tre sorelle e promuovere la lotta contro la violenza di genere. Il 17 dicembre 1999, con la risoluzione 54/134, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato ufficialmente il 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Il richiamo alle Mirabal non è dunque un semplice riferimento storico. È il filo che collega la memoria di tre donne uccise per il loro impegno alla necessità, ancora attuale, di contrastare ogni forma di violenza e sopraffazione.
Il primo appuntamento pubblico della nuova campagna è in programma domani, sabato 7 novembre, a Campana, con il convegno «Mai più ali tarpate». Tra gli ospiti annunciati figura la scrittrice Erica Pedace, che porterà il proprio contributo attraverso la poesia, dando voce ai temi della libertà, della dignità e del rifiuto della violenza.
L’incontro rappresenterà il primo momento di un percorso destinato a proseguire nelle settimane successive. La farfalla sarà portata in diversi paesi, mentre le associazioni aderenti saranno invitate a partecipare con i propri video e con il messaggio scritto sulle mani.
Accanto alla nuova iniziativa torneranno anche i sassi colorati, già utilizzati da Luigina Diletto nelle attività di sensibilizzazione svolte negli anni precedenti nelle scuole e negli oratori. Piccoli segni affidati alla partecipazione delle persone, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione anche fuori dalle giornate dedicate alle ricorrenze.
Per VESCA, infatti, il 25 novembre non dovrà essere un punto di arrivo puramente simbolico. L’associazione sta preparando un presidio di giustizia, al quale intende arrivare dopo aver attraversato diversi centri del territorio. La meta non è stata ancora resa nota: sarà comunicata quando il programma sarà definito.
La campagna «Mai più ali tarpate» si inserisce in un impegno che VESCA porta avanti da tempo. Nel novembre 2024 l’associazione aveva promosso «Il Sasso dell’Amore», un’iniziativa che aveva coinvolto scuole, associazioni e altre realtà territoriali, con l’intento di diffondere una cultura del rispetto e contrastare la violenza di genere.
La nuova campagna cambia il simbolo, ma conserva l’idea di fondo: costruire una partecipazione che coinvolga persone e organizzazioni diverse. La farfalla, le mani, i video, i sassi colorati e gli incontri pubblici sono strumenti attraverso i quali il messaggio può raggiungere luoghi e sensibilità differenti.
Resta una questione che nessuno slogan, da solo, può risolvere: la violenza si combatte anche attraverso la prevenzione, l’educazione, il sostegno concreto alle vittime e la capacità delle istituzioni di garantire protezione e giustizia.
È su questo terreno che si misura il valore di una campagna di sensibilizzazione. Non nella quantità di video pubblicati o nella durata di una manifestazione, ma nella possibilità che il messaggio lasci qualcosa anche quando le iniziative saranno terminate.
La farfalla di VESCA volerà nei paesi del territorio. Il 25 novembre arriverà al presidio annunciato dall’associazione. Ma la domanda che accompagna questo percorso riguarda tutti: che cosa resta di «Mai più ali tarpate» quando si spengono le telecamere e finisce la giornata internazionale?

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